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title: "Olimpiadi invernali: perquisizioni nella sede della Fondazione Milano-Cortina, 3 indagati"
description: "Corruzione e turbata libertà d’incanto: le accuse. Nessuno degli indagati è ora dirigente o dipendente della Fondazione Milano-Cortina 2026"
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date: 2024-05-21
modified: 2024-05-22
author: Filippo Messina
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categories: [Sport]
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# Olimpiadi invernali: perquisizioni nella sede della Fondazione Milano-Cortina, 3 indagati

![Perquisizioni Milano-Cortina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Perquisizioni-Milano-Cortina.jpg)

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2023-01-16 17:12:38

2023-01-16 16:12:38

Le previsioni per le Olimpiadi invernali 2026 non promettono nulla di buono: gli sponsor latitano, i lavori sono in ritardo, molti bandi finiscono deserti per via del caro materie prime. Oggi a Milano, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, alcune proposte per dare una spinta a Milano-Cortina 2026. La prima? Far entrare in partita anche il Piemonte

Mancano tre anni, 1116 giorni per l’esattezza, alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Un tempo apparentemente lungo eppure stamane sui volti dei relatori presenti al convegno “Verso Milano-Cortina 2026” organizzato da Assimpredil Ance e Ferrera Expo la preoccupazione si leggeva tutta. Un momento di incontro tra pubblico e privato. Tanto entusiasmo ma anche tanti punti di domanda che cercavano risposte immediate, soprattutto dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, seduto in prima fila. 

Diverse le criticità messe in evidenza in primis da Regina De Albertis, presidente di Assimpredil Ance, l’associazione delle imprese di costruzione edili di Milano, Lodi, Monza e Brianza (la più grande realtà territoriale di ANCE, l’Associazione Nazionale che rappresenta le imprese di costruzione  nel mondo Confindustria).

Il problema principale, ad oggi, è rappresentato dal costo delle materie prime, molto diverso da quando sono stati scritti i primi contratti: “Le aziende non riescono a partecipare con i prezzi con cui vengono bandite le gare e il rischio è che le gare vadano deserte. Quello che chiediamo noi è che vengano realizzati dei prezziari dinamici, come succede in altri paesi europei come Francia e Spagna dove i prezzi di un paniere di voci principali sono legati a degli indici”.

L’altro tema importante per le Olimpiadi e, in generale, per tutti i lavori legati al PNRR è la poca considerazione che viene ancora data alle Pmi che costituiscono invece la grande platea delle aziende edili in Italia (circa l’80%). Uno dei compiti della pubblica amministrazione sarebbe infatti quella di far crescere il tessuto imprenditoriale e invece il rischio è che siano proprio queste a venire tagliate fuori in occasione delle grandi opere. Altro punto centrale è la sostenibilità: “Le imprese stanno facendo la loro parte. Chiediamo però che ci vengano date le condizioni per realizzare una vera economia circolare - continua la De Albertis - Il decreto “end of waste” (fine dello spreco ndr) è qualcosa di assolutamente assurdo perché rende inapplicabile il riuso dei materiali. Sappiamo bene che le cose, oggi, prima di essere ricostruite vengono demolite. Siamo in una nuova logica di riuso dell'esistente e quindi è assurdo che una legge renda impossibile il riutilizzo”. 

Infine lo spauracchio più grande: non riuscire a realizzare tutte le opere necessarie per tempo. Lo ha detto senza girarci attorno lo stesso Salvini: “Nemmeno se arrivasse qui Gesù Bambino riusciremo a finire tutto. Inutile che ce la raccontiamo”. Intanto c'è una grande novità all'orizzonte: l'entrata in partita del Piemonte che è molto probabile entri nella fondazione olimpica. “Sono stato l’altro giorno con il presidente Cirio e il sindaco di Torino che non mi hanno detto ‘no, non vogliamo, ma anzi si sono detti a disposizione’. Serve un palazzetto per il pattinaggio di velocità e questo c'è già a Torino. Perché spendere 100 milioni di euro per costruirne uno?”. Tanto più che il rischio di costruire infrastrutture che poi si trasformino in mega parcheggi una volta spenti i riflettori sul grande evento è sempre dietro l'angolo. 

Preoccupa anche la poca partecipazione di sponsor che, al momento, non sembrano interessati all’argomento Milano-Cortina: “Si sono persi 886 giorni - sbotta Salvini - abbiamo trovato una macchina acquistata nel 2020 a cui hanno comperato le ruote solo nel 2022. Suppongo che qualcuno non volesse usarla. Eppure è un evento che porta con sé 5 mld  di indotto. Abbiamo trovato contatti con fine lavori nel 2027, bizzarra come cosa no? Noi come Ministero stiamo chiedendo alle imprese di anticipare la consegna dei lavori ma non di un mese, di un anno e mezzo! Gli sponsor stanno entrando, quello su cui dormo poco sono le infrastrutture”. E fa bene a essere preoccupato perché è evidente che, dopo tanto dormire, su Milano-Cortina 2026 serva darsi una svegliata. Ora.

Su Milano-Cortina 2026 c'è aria di tempesta

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2023-01-16 17:12:38

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2024-02-03 10:50:56

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Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, la pista di Bob, le preoccupazioni del Cio, il piano B (?), il "pentimento" di Giorgetti: tante le difficoltà e le polemiche in vista dei Giochi

Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, la pista di Bob, i lavori, l’urgenza, la vera e propria corsa contro il tempo, le preoccupazioni del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), il piano B (?), il “pentimento” e la “retromarcia” di Giorgetti, le difficoltà, il possibile azzardo e le polemiche: con queste poche parole si potrebbe riassumere la complicata situazione che vede protagonista la pista di Bob a Cortina in vista dei Giochi.

È arrivata la firma e con essa l’ufficialità: la ditta Pizzarotti srl, società italiana di costruzioni e ingegneria civile - unica azienda ad aver risposto al bando della Simico, la spa di stato che gestisce le opere dei Giochi Olimpici - ha sottoscritto l’accordo. Al via quindi i lavori per costruire ex novo la pista che ospiterà le gare di Bob, slittino e skeleton a Cortina.

Secondo fonti locali, il cantiere verrà aperto il 19 febbraio e i lavori dovrebbero concludersi il 4 gennaio 2026, con un solo mese di anticipo dall’inizio dei Giochi invernali. La prima scadenza arriverà però tra poco più di un anno, il 15 marzo 2025, data entro la quale ci dovrà essere un primo collaudo per valutare - sul campo con bob e slittini - la pericolosità delle curve e, di conseguenza, eventuali correzioni da apportare. La Pizzarotti srl - che ha scelto 90 tecnici norvegesi specializzati che lavoreranno sette giorni su sette - può contare su un anticipo di cassa di circa 24 milioni di euro di denaro pubblico e ha un massimo, come da contratto, di 685 giorni per completare l’opera senza pagare penali.

Il Cio - che non ha mai nascosti dubbi e timori - resta contrario alla decisione di una nuova pista e in una nota scrive che “per il Cio la sicurezza degli atleti e degli spettatori è fondamentale. Per garantire ciò, devono essere rispettate le tempistiche stabilite dalle Federazioni Internazionali di questi sport per approvare ed eseguire eventi di prova su qualsiasi pista nuova o rinnovata. Con questo in mente, il Cio nutre forti preoccupazioni riguardo alla consegna di questo progetto entro la scadenza prevista di marzo 2025, necessaria per convalidare e approvare la pista, poiché nessuna pista è mai stata completata in un periodo di tempo così breve. Questa preoccupazione è condivisa dalla Federazione internazionale di bob e skeleton e dalla Federazione internazionale di slittino. Pertanto, il Cio ha chiesto al Comitato organizzatore di Milano Cortina 2026 di preparare un piano B come contingenza in caso di eventuali ritardi”.

Cina e Russia - lo ricordiamo - le più veloci finora a costruire impianti olimpici di questo genere, hanno impiegato circa 250 giorni in più.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, nel giorno della firma, è intervenuto a un'assemblea alla Camera di Commercio di Sondrio e non ha nascosto le sue preoccupazioni: “Le Olimpiadi non arrivano ogni due anni, arrivano nel 2026 e poi non arriveranno più. Incomincio a essere pentito di aver promosso l’evento perché ne sento la responsabilità e ormai sono passati diversi anni dal 2018 al 2024”. Giorgetti ha detto che bisognerebbe “mettere un bel tabellone elettronico all'ingresso in Valtellina che indica quanti giorni mancano per renderci conto del senso di urgenza necessario”. Poi il ministro fa “retromarcia”: “Penso che sia una battuta però è una battuta tesa a stimolare tutti i protagonisti, perché se si guardano le date, il tempo trascorso e quello che manca, c’è sempre meno tempo”.

Ma i problemi non finiscono qui: alle tempistiche estremamente stringenti e ad eventuali correzioni, si potrebbero aggiungere ad esempio possibili ricorsi amministrativi delle associazioni ambientaliste, unite contro il progetto di costruzione.

E non dimentichiamo quello che forse più di tutti - non oggi ma in futuro - potrebbe essere il vero problema: l’utilizzo successivo alle Olimpiadi. Vedasi gli impianti dei Giochi Olimpici di Torino 2006.

di Filippo Messina

Milano-Cortina 2026, accordo per la pista di Bob a Cortina (e il Cio resta contrario)

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2024-02-04 23:46:10

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