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title: Perché difendo Mourinho
description: "L'esonero dalla panchina della Roma di Mourinho: uomo difficile e ingombrante per un esercito di benpensanti. Già ci manca"
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date: 2024-01-17
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Sport]
tags: [calcio, Evidenza, sport]
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# Perché difendo Mourinho

![Perché difendo Mourinho](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-9.jpg)

L'esonero dalla panchina della Roma di Mourinho: uomo difficile e ingombrante per un esercito di benpensanti. Già ci manca

Io difendo Mourinho. Non tanto perché senza di lui il nostro campionato sarà molto più noioso e piatto di quanto già non sia, ma **per tutto quello che non è mai andato a genio di quest’uomo difficile** e ingombrante a un esercito di benpensanti.

Io difendo Mourinho, perché è troppo facile - oltre che vagamente stupido - giudicare gli ultimi tre esoneri sorvolando sull’assoluta mediocrità delle squadre che gli erano state affidate con una buona dose di cinismo tecnico e finanziario.

Il giochino è stato più o meno questo: **chiedere all’allenatore portoghese (e al suo ego smisurato) di moltiplicare i pani e i pesci anche se non proprio di primissima qualità**. Il che è poi la storia delle ultime tre esperienze dello Special One alla guida di Manchester United, Tottenham e Roma.

Questo non significa, come ovvio, non vedere il tempo che passa, non osservare che certe “magie” degli anni d’oro non si ripetono più. Significa guardare in faccia la realtà a 360°, non solo le difficoltà dell’uomo e del tecnico, ma anche **le mancanze e le ipocrisie di società che prima e dopo di lui hanno continuato a raccogliere poco o nulla**.

**Chi lo detesta, detesta sostanzialmente la sua arte comunicativa**, quella capacità ineguagliata di ergersi a personaggio ben al di sopra degli stessi giocatori e delle proprietà. Perché se qualcuno crede che nel calcio del III millennio - quello dei fondi e dei gruppi - l’ego sia solo una faccenda di Mourinho o in qualche misura annacquato negli organigramma è ben lontano dalla realtà. Si pensi a quello che è accaduto con Paolo Maldini al Milan e con lo stesso portoghese alla Roma. Le personalità ingombrano, le personalità non sono benvenute nel calcio dei “progetti“, uno dei termini più abusati, noiosi e insensati legati al mondo del pallone.

Quelli che “Mourinho è bollito“, non riuscirebbero a tirar fuori un titolo neanche da 10 anni di dichiarazioni, figurati a stabilire l’ombra di un rapporto empatico con i tifosi come il suo. Don Jose li ha sempre “allenati”, **costruendo pezzo dopo pezzo un ambiente, un’atmosfera, una mistica intorno alle sue squadre che non si dimentica più**. È successo al Porto, è successo all’Inter, al Chelsea, anche a Roma, dove per un paio d’anni non si è trovato un posto libero all’Olimpico per spettacoli non sempre incantati. Perché a incantare ci pensava lui, lo sciamano della tribù. A un certo punto non è più bastato e non siamo così ingenui da non accorgercene, la squadra ha cominciato a rispondere sempre meno.

**Forse qualcuno credeva di poter arrivare secondo con questa squadra solo perché c’era Mourinho in panchina**. Ora, non avere più la sua scusa potrebbe essere un pessimo affare per la proprietà americana.

Nel frattempo, noia mortale nel 99% delle conferenze stampa degli allenatori e conformismo scadente che qualcuno vuole far passare per grande prodotto televisivo.

José Mourinho **già ci manca**.

*di Fulvio Giuliani*

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