Primo caso di doping per Milano-Cortina 26 ed è un’italiana: positiva Rebecca Passler, campionessa di biathlon
La ragazza è stata trovata positiva al letrozolo, farmaco antitumorale in grado di abbassare i livelli di estrogeni che si accompagnano, di solito, all’uso di anabolizzanti. Si tratta della stessa sostanza che nel 2017 mise nei guai anche la tennista Sara Errani
Primo caso di doping per Milano-Cortina 26 ed è un’italiana: positiva Rebecca Passler, campionessa di biathlon
La ragazza è stata trovata positiva al letrozolo, farmaco antitumorale in grado di abbassare i livelli di estrogeni che si accompagnano, di solito, all’uso di anabolizzanti. Si tratta della stessa sostanza che nel 2017 mise nei guai anche la tennista Sara Errani
Primo caso di doping per Milano-Cortina 26 ed è un’italiana: positiva Rebecca Passler, campionessa di biathlon
La ragazza è stata trovata positiva al letrozolo, farmaco antitumorale in grado di abbassare i livelli di estrogeni che si accompagnano, di solito, all’uso di anabolizzanti. Si tratta della stessa sostanza che nel 2017 mise nei guai anche la tennista Sara Errani
A pochi giorni dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina arriva il primo caso di doping proprio da un atleta italiana: Rebecca Passler, campionessa biathlon, disciplina che combina lo sci di fondo e il tiro a segno con carabina a 50 metri.
La ventiquattrenne, originaria di Brunico, è risultata positiva al letrozolo durante un controllo fuori competizione: si tratta di un farmaco utilizzato principalmente nella cura antitumorale in grado di inibire i livelli di estrogeni che si accompagnano di solito all’utilizzo di anabolizzanti.
La giovane atleta è dunque ‘out of competition’ ancora prima dell’inizio dei giochi olimpici.
Classe 2001, Rebecca, ha iniziato a praticare biathlon e sci alla tenera età di otto anni seguendo le orme dello zio Johann Passler e della sorella maggiore Greta, collezionando cinque podi ai Mondiali nel circuito giovanile e una medaglia d’oro nella staffetta del 2022.
A Rebecca non resta che provare a fare ricorso alla sezione olimpica in questione provando a spiegare per quale motivo siano state rilevate tracce di letrozolo nelle sue urine ma, per il momento, il sogno olimpico sembra allontanarsi.
La stessa disavventura capitò nel 2017 a Sara Errani, quando la tennista venne trovata positiva alla medesima sostanza che le costò una squalifica di 10 mesi. La Federazione internazionale di tennis (Itf) stabilì poi che si era trattato di una contaminazione alimentare dovuta ai tortellini in brodo preparati da sua mamma Fulvia. Nell’impasto finì infatti il letrozolo e la sportiva venne prosciolta da ogni accusa.
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche