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title: Quante inutili parole
description: La verità è che vorremmo più partecipazione alle emozioni che lo sport sa regalare a livello olimpico e meno vittimismo.
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date: 2024-08-02
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/sport/quante-inutili-parole/
categories: [Sport]
tags: [Olimpiadi, parigi2024, sport]
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# Quante inutili parole

![match pugilato Khelif-Carini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/match-pugilato-Khelif-Carini.jpg)

La verità è che vorremmo più partecipazione alle emozioni che lo sport sa regalare a livello olimpico e meno vittimismo, caccia all’ultima polemica e ai sempre utili alibi

Due consigli che valgono anche come premesse: se cercate in queste righe l’ennesima polemica sulla vicenda della pugile che non sarebbe una donna potete anche immediatamente interrompere la lettura.

Seconda premessa-consiglio: provate a godervi fino in fondo le emozioni travolgenti che le Olimpiadi sanno regalare (a cui abbiamo dedicato solo ieri il nostro pensiero), prima di passare il tempo a cercare l’ultimo modo per attaccare, criticare, non riconoscere i meriti degli avversari.

Passiamo, dunque, alla vicenda dell’algerina Imane Khelif, che per quanto stabilito da una commissione terza nominata dal Comitato olimpico internazionale è una donna. Produce più testosterone di quanto facciano in media le persone di sesso femminile, ma è una donna a tutti gli effetti innanzitutto giuridici e sportivi.

L’algerina Khelif - piaccia (poco) o non piaccia - ha partecipato già ai Giochi olimpici, **è stata portabandiera del suo paese ai Giochi del Mediterraneo**, ha partecipato ai Mondiali prima di essere fermata dalla Federazione internazionale della boxe. Stop un attimo: converrebbe non far passare quest’ultima per un’organizzazione carmelitana o degna della massima fiducia, tanto è vero che è stata esclusa per corruzione dal Comitato olimpico internazionale. L’accusa è di essere stata di fatto comprata da un magnate russo grande amico di Vladimir Putin.

Si vuole sostenere che Imane sia troppo forte per competere con delle donne? **Posizione legittima, ma in aperto contrasto con i precedenti risultati olimpici e mondiali dell’atleta, che non ha mai fatto sfracelli e con il principio olimpico del diritto a gareggiare di ogni persona.
Se c’è qualcosa di nuovo, di clamorosamente irregolare si devono presentare delle prove a suo carico e a carico della Federazione algerina, non si può procedere per sentito dire o a botte di tweet.

Perché poi a pagarne le conseguenze è stata innanzitutto Angela Carini, travolta da un uragano di polemiche che nessuno avrebbe saputo gestire, tantomeno un’atleta non certo abituata alla luce dei riflettori e a questa spasmodica attenzione strumentale (Angela è apparsa sostanzialmente un utilissimo testimonial d’occasione). Seguiremo con grande attenzione i prossimi match della Khelif, perché se non dovesse vincerli spazzando via le avversarie - come da Musk a scendere nessuno sembra avere dubbi - allora i dubbi comincerebbero a venire a noi…

La verità è che - tornando all’appello iniziale - vorremmo più partecipazione alle emozioni che lo sport sa regalare a livello olimpico e meno vittimismo, caccia all’ultima polemica e ai sempre utili alibi.
**Le lacrime sul podio della judoka Alice Bellandi valgono dieci volte tutto il caos mediatico e politico montato sulla vicenda Khelif**, cui il Cio ha dedicato un lungo comunicato stampa che demolisce la narrazione su bestialità tipo “il pugile trans” che ci è toccato leggere, nel consueto effetto moltiplicatore di sciocchezze offerto dai social.

Di *Fulvio Giuliani*
