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title: Roland Garros, Sinner batte Moutet e accede ai quarti di finale
description: Dopo 2 ore e 41 minuti di match, Jannik Sinner batte in quattro set Corentin Moutet e vola ai quarti di finale del Roland Garros
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date: 2024-06-02
modified: 2024-06-03
author: Filippo Messina
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categories: [Sport]
tags: [Tennis]
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# Roland Garros, Sinner batte Moutet e accede ai quarti di finale

![Sinner batte Moutet](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Sinner-batte-Moutet.jpg)

2024-05-30 00:14:00

2024-05-29 22:14:00

Dopo 2 ore e 16 minuti di match, Jannik Sinner batte in tre set Richard Gasquet e accede al terzo turno del Roland Garros

Dopo 2 ore e 16 minuti di match, Jannik Sinner batte Richard Gasquet e accede al terzo turno del Roland Garros! Il campione altoatesino vince in 3 set con il risultato di 6-4, 6-2, 6-4.

di Filippo Messina

Roland Garros, Sinner vince contro Gasquet e vola al terzo turno

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2024-05-30 12:04:02

2024-05-30 10:04:02

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2024-05-31 17:29:14

2024-05-31 15:29:14

Jannik Sinner batte in tre set il russo Pavel Kotov e vola agli ottavi di finale del Roland Garros

Tre set anche al russo Kotov. Sinner va, l’anca della discordia pure, gli avversari (e i candidati al titolo a Parigi) se ne accorgono. Il numero due al mondo è al terzo successo in fila senza concedere un set. Stavolta è stato applaudito anche dall’insopportabile pubblico parigino, così rumoroso e volgare (e ostile a Jannik contro l’eroe di casa, Gasquet) da spingere il direttore del torneo, Amelie Mauresmo, a vietare la vendita di alcolici sulle tribune. Manco a Maceiò, dove l’Italia di Davis negli anni ‘90 crollò sotto i colpi della torcida brasiliana, si sono viste scene come al Roland Garros, con gli atleti sul piede di guerra.Ma se Sinner non è a caso il numero due al mondo, anzi in verità sono ormai quasi 10 mesi che non c'è di meglio nel circuito, è grande Italia in casa dei cugini francesi.Matteo Arnaldi ha travolto il russo Rublev, sesta testa di serie al Roland Garros e vincitore a inizio maggio al Master Series di Madrid. Anche lui vola agli ottavi di finale, come Elisabetta Cocciaretto, all'esordio tra le migliori sedici giocatrici in una prova del Grand Slam: per lei ci sarà la sfida quasi proibitiva con l'americana Coco Gauff, che non è l'erede di Serena Williams (chissà se Serena avrà davvero mai eredi) ma resta la terza testa di serie del torneo. Poi, c’è Lorenzo Musetti che domani si ritrova sulla strada (in risalita) di Nole Djokovic. E qui c'entra anche Sinner: se Musetti dovesse costruire l'ennesimo successo di un azzurro contro il serbo, Jannik sarebbe a un passo dal vertice mondiale, che Djokovic difenderebbe solo centrando la finale. Musetti inoltre fa parte del quartetto maschile azzurro per i Giochi francesi: con lui (ovviamente) Sinner, Arnaldi e Darderi. Di Nicola Sellitti

Roland Garros: Sinner inarrestabile batte Kotov in tre set

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2024-05-31 17:29:17

2024-05-31 15:29:17

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9926

2024-01-26 16:35:00

2024-01-26 15:35:00

"O vinco o imparo": una frase che racchiude l'essenza del fuoriclasse e che descrive perfettamente Sinner, riuscito nell'impresa di battere Djokovic agli Australian Open

Qui non si tratta di cercare gli aggettivi in grado di descrivere un puro fenomeno. La questione non è azzeccare l’immagine vincente, il superlativo corretto per un predestinato. Si deve necessariamente partire dall’uomo che Jannik Sinner è riuscito a battere nella semifinale degli Australian Open di questa mattina all’alba (per noi in Italia): Nole Djokovic.

Il più grande di ogni tempo, in base ai freddi numeri che magari non saranno in grado di descrivere interamente un campione, una storia - in questo caso una leggenda - ma certo restano granitici nel raccontare il serbo come una delle più perfette macchine agonistiche che si siano mai viste in qualsiasi sport.

Jannik Sinner ha battuto costui concedendogli un solo set - il quarto perso al tiebreak - in cui si possa dire ci sia stata partita. Negli altri tre vinti dall’azzurro (a Nole, Jannik ha lasciato 6 game su 18 in questi set..) sembrava di assistere allo spettacolo che innumerevoli volte lo stesso Djokovic ha offerto in giro per il mondo: quell’idea di granitica, assoluta, ineluttabile forza che diventa certezza aritmetica di vittoria. L’idea inculcata nell’avversario che non sia possibile batterlo, almeno non oggi.

Quello che Djokovic fece a Sinner appena una manciata di mesi fa Wimbledon, quando l’italiano fu strapazzato proprio dal serbo nella semifinale del più importante torneo al mondo.

C’è una frase che i distratti considerano semplicemente “fatta“ e invece racchiude l’essenza del fuoriclasse: “Vinco o imparo“. Jannik Sinner imparò tantissimo a Wimbledon e ha continuato a farlo nelle ATP Finals di Torino, quando ancora - una manciata di settimane fa - Nole appariva imprendibile. Poi, in Coppa Davis tutto è cambiato.

Nulla di casuale, frutto di lavoro, programmazione e studio. Di un talento fuor dal comune, questo è evidente, ma supportato da qualità psicologiche e morali che negli ultimi mesi sono letteralmente esplose all’attenzione del mondo. La grandezza del ragazzo è in una nostra certezza: queste sono le ore in cui ci si godrà una vittoria che resterà nella memoria sua e di tutti, ma molto presto resterà spazio e tempo solo per la concentrazione.

Solo per la finalissima degli Australian Open, una delle quattro prove del Grande Slam. Una delle quattro prove che ti trascinano nella storia della sport. Che bel risveglio.

di Fulvio Giuliani

Alle radici del fenomeno Sinner

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2024-01-27 11:04:53

2024-01-27 10:04:53

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