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title: Rovinare lo sport con il digitale
description: "Una nuova tassa invisibile grava sul mondo dello sport: inizia a impattare sui business model tradizionali dei media di settore"
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date: 2026-01-29
author: Nicoletta Prandi
url: https://laragione.eu/life/sport/rovinare-lo-sport-con-il-digitale/
categories: [Sport]
tags: [intelligenza artificiale, sport, tecnologia]
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# Rovinare lo sport con il digitale

![Sport](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Sport-1024x639.jpg)

Da qualche mese una nuova tassa invisibile grava sul mondo dello sport: inizia a impattare sui business model tradizionali dei media di settore, a erodere i guadagni delle squadre, a minarne la reputazione e persino a ledere il rapporto fra team e tifosi

**Da qualche mese una nuova tassa invisibile grava sul mondo dello sport**: inizia a impattare sui *business model* tradizionali dei *media* di settore, a erodere i guadagni delle squadre, a minarne la reputazione e persino a ledere il rapporto fra *team* e tifosi. È il *mix* micidiale fra disinformazione automatizzata, truffe di *phishing* (quelle sferrate attraverso messaggi in apparenza autorevoli, in realtà dannosi) e settore delle scommesse. Una sorta di economia parallela dell’attenzione, fotografata dall’ultima indagine di [Alethea](https://alethea.com/), società specializzata nel monitoraggio delle manipolazioni digitali, informazioni *in primis*.

**Ecco come funziona**. Si costruiscono reti di *fanpage* e siti satellite, dedicati alle squadre più note del panorama internazionale (calcio, basket, Formula 1, tennis e anche altri). Sono spazi digitali davvero simili a quelli ufficiali e sfruttano un elemento chiave: la velocità che oggi – grazie all’[intelligenza artificiale](https://laragione.eu/life/tech/intelligenza-artificiale-nel-cinema/) – caratterizza sia il comportamento *online* di utenti e lettori, sia la costruzione e moltiplicazione di contenuti.

## Come rovinare lo sport con il digitale: ecco le quatro esche per i tifosi

**Le esche per i tifosi sono quattro**, sempre le stesse.

- La prima: falsi annunci sui cambi di orario dei match, con tifosi che partono in massa a cercare informazioni online e giornalisti che passano il tempo a smentirli;

- La seconda: post su faide inesistenti fra atleti, subito virali;

- La terza: contenuti su scandali inesistenti che coinvolgono i team sportivi più noti, costretti a chiarire;

- La quarta: false dichiarazioni politiche attribuite a squadre e campioni.

La prima fase della truffa non ha bisogno di aiuti: l’indignazione *social* è un motore potentissimo e le esche si disseminano da sole nel *web*, con la reazione immediata dei *follower*. Dopo, invece, conta la potenza dell’architettura di ingegneria sociale e informatica che sta a monte. I titoli acchiappa-*click* dirottano l’utente a siti progettati per essere macchine da soldi, con pubblicità ingannevoli, *phishing*, false raccolte fondi per beneficenza e anche piattaforme di *e-gaming* e scommesse para-ufficiali che finiscono col distorcere le metriche del mercato, alterandolo. Ci sono **danni economici** (ogni *click* su questi siti è un *click* in meno su quelli dei *media* sportivi; si riducono le entrate pubblicitarie e le squadre devono investire tempo e denaro per correre ai ripari) e reputazionali (se si altera la costruzione della narrazione sportiva, il rapporto con i tifosi si sfilaccia e recuperarlo diventa sempre più difficile).

## In India e Messico i due principali centri di ‘produzione’

**L’indagine ha localizzato due principali centri di ‘produzione’, in India e in Messico**. Tra le vittime più celebri dello sport, i circuiti Nfl (la lega professionistica Usa del football americano), Nba (*idem* per il basket), Nascar e Formula 1 (gare automobilistiche). L’analisi si è concentrata sugli Usa, ma il problema è mondiale. Nemmeno il calcio ne è esente e i vertici dei *club* stanno iniziando a correre ai ripari, puntando sulle sole due leve possibili: la prima consiste nell’integrare nei processi attività di monitoraggio del *web* su larga scala, per intercettare le truffe e procedere con le denunce; la seconda sta invece nell’iniziare a responsabilizzare i tifosi.

Si invoca sempre la vituperata crisi epistemica ingenerata dall’AI, ma la dura verità è che agli utenti del *web*, anche ai tifosi, che un contenuto sia falso o meno può addirittura non interessare. Ciò che conta è cavalcare l’onda, in **un ciclo chiuso di indignazione-viralità-*clickbaiting*** che si autoalimenta in modo ininterrotto. Si monetizza la confusione lungo l’autostrada della velocità. Dopotutto vediamo che funziona così anche con la politica internazionale, con implicazioni di ben altra scala e portata.

di *Nicoletta Prandi*
