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Maurizio Sarri si è dimesso: l’allenatore lascia la Lazio

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Sarri ha formalizzato le dimissioni dopo la sconfitta casalinga per 2-1 contro l’Udinese

Sarri

Maurizio Sarri si è dimesso: l’allenatore lascia la Lazio

Sarri ha formalizzato le dimissioni dopo la sconfitta casalinga per 2-1 contro l’Udinese

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Maurizio Sarri si è dimesso: l’allenatore lascia la Lazio

Sarri ha formalizzato le dimissioni dopo la sconfitta casalinga per 2-1 contro l’Udinese

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È stato a quanto pare il ritiro imposto dalla società a separare Maurizio Sarri, che si è dimesso dalla guida della Lazio. Si chiude così, nel peggiore dei modi, il triennio dell’allenatore toscano al club laziale, con la piazza di Roma che si ritrova in poco meno di due mesi senza Sarri appunto e José Mourinho. Una rivoluzione inattesa, almeno sulle tempistiche. La speranza in casa Lazio è che il nuovo arrivo (l’ex attaccante laziale Rocchi, oppure Gregucci, c’è incertezza allo stato attuale) faccia lo stesso percorso di Daniele De Rossi, che ha rilanciato con gioco e vittorie il club giallorosso. Non sarà facile, perché è anche una questione di materiale a disposizione e allora risulta difficile comprendere davvero cosa si potesse chiedere di più a Sarri, che forse paga la diatriba aperta con Lotito dal via della stagione, soprattutto a causa di un mercato di poco spessore della società romana, apertamente criticato dall’allenatore. 


La Lazio è arrivata agli ottavi di Champions, battendo la corazzata Bayern nella partita di andata. E lo scorso campionato ha compiuto un piccolo miracolo, seconda dietro il Napoli con un organico da sesto-settimo posto. Da quell’organico è poi uscito, in direzione Arabia, Milinkovic-Savic: con i continui infortuni di Immobile, il tecnico si è trovato con una rosa indebolita – non ce ne voglia Lotito – che davvero vale al massimo l’ottavo-nono posto in campionato che occupa in questo momento.


In ogni caso l’addio quasi in sincro di Sarri (destinato alla Fiorentina, con Italiano in uscita a giugno) e Mou dopo un triennio mostra quanto il ciclo dei tecnici, specie nei top club, sia sempre più a tempo determinato nel campionato italiano. A giugno dovrebbe chiudere anche Pioli al Milan e Allegri alla Juventus. Insomma, gli otto anni di Klopp al Liverpool sono al momento una chimera

di Nicola Sellitti

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