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title: "Sinner: &#8220;Auguro a tutti genitori come i miei&#8221;"
description: "Il ringraziamento inviato da Jannik Sinner ai suoi genitori dal palco alla premiazione dell'Australian Open è tutt'altro che scontato"
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date: 2024-01-28
modified: 2024-01-29
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [sport, Tennis]
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# Sinner: &#8220;Auguro a tutti genitori come i miei&#8221;

![Sinner](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-24.jpg)

Il ringraziamento inviato da Jannik Sinner ai suoi genitori dal palco alla premiazione dell'Australian Open è tutt'altro che scontato

Pare un discorso molto “italiano” il **ringraziamento inviato da Jannik Sinner ai suoi genitori dal palco della premiazione dell’Australian Open**. E invece è meno scontato di quello che si possa pensare. anzi, è un monito fornito alla classe dei genitori, alle prese sempre con il lavoro più complesso e delicato, ossia **il percorso di accompagnamento dei figli**. Soprattutto se l’accompagnamento è nello sport, sempre più verticale, competitivo, tra sogni di gloria (e di guadagni) e di pressioni messe sulle spalle dei ragazzi, iper compressi ancora prima di intravedere una porticina che conduce all’agonismo, al successo, ai premi, alla notorietà.

**Jannik Sinner era un talento dello sci italiano**. Cresciuto sulle Dolomiti, a un passo dalle Tre Cime di Lavaredo, a San Candido, Sesto Pusteria, a un passo dall’Austria. Papà cuoco (ora è il suo cuoco ufficiale), mamma cameriera, è iniziato allo sci a quattro anni. **A otto anni vince le prime gare sugli scarponi**, a 12 anni era campione italiano di slalom gigante nella sua categoria. Un predestinato, insomma, nella terra di miti della neve come Isolde Kostner, Armin Zoeggeler.

**Era più forte tra i paletti che con la racchetta**. Poi a poco più di 12 anni si è allontanato da casa, 700 km in auto verso Bordighera, dove sarebbe stato preso in consegna da Riccardo Piatti, uno dei migliori insegnanti di tennis a livello mondiale. **La leggenda** - ma è da confermare - **vuole che Jannik si sia congedato da mamma e papà con una semplice stretta di mano**, alla volta della scuola del maestro Piatti, il suo mentore, prima della coppia Vagnozzi-Cahill che l’ha condotto alla grandezza.

Chiunque avrebbe dubitato, forse gli stessi genitori di Sinner sono stati avvolti dai dubbi sulla scelta del ragazzo, che invece da Melbourne - una volta vinto il suo primo torneo del Grand Slam - **ha sottolineato la libertà di scelta che gli è stata concessa**, anche la possibilità di “bucare” quella scelta, come molte volte avviene nella vita di tutti i giorni, a qualunque età. **Jannik li ha ringraziati pubblicamente**, augurando a chiunque di avere genitori come i suoi.

Insomma, **scegliere, mettersi alla prova, sbagliare e imparare dagli sbagli**. Ora, partendo dall’assunto, anche ovvio, che non tutti hanno il talento a disposizione di Jannik Sinner - uno di quelli che passa una volta ogni 20 anni, almeno -, basta compiere un giretto sui campetti di calcio, già dai 5-6 anni, per intercettare genitori che spingono ossessivamente i figli, li caricano di aspettative e consigli, discutono con gli allenatori sui metodi di allenamento. E scavalcando nel professionismo, **quanti talenti si sono perduti per il peso esercitato dai genitori**, soprattutto se allenatori o improvvisati manager.

L’elenco è infinito e si aggiorna a tempi record, perché i soldi fanno gola e la fama di notorietà forse anche di più. Per questo, anche per questo, **la storia di Jannik Sinner è merce davvero rara**.

*di Nicola Sellitti*
