Sinner vince anche a Madrid, quinto Master 1000 di fila, supera Djokovic e Nadal!
Jannik Sinner vince anche a Madrid, quarto torneo stagionale, il secondo in fila sulla terra rossa dopo il successo su Carlos Alcaraz a Montecarlo
Sinner vince anche a Madrid, quinto Master 1000 di fila, supera Djokovic e Nadal!
Jannik Sinner vince anche a Madrid, quarto torneo stagionale, il secondo in fila sulla terra rossa dopo il successo su Carlos Alcaraz a Montecarlo
Sinner vince anche a Madrid, quinto Master 1000 di fila, supera Djokovic e Nadal!
Jannik Sinner vince anche a Madrid, quarto torneo stagionale, il secondo in fila sulla terra rossa dopo il successo su Carlos Alcaraz a Montecarlo
Un tiranno. Una sentenza. Jannik Sinner vince anche a Madrid, quarto torneo stagionale, il secondo di fila sulla terra rossa dopo il successo su Carlos Alcaraz a Montecarlo.
Travolto Zverev in due set (6-1; 6-2), match senza storia, vinto ancora prima di scendere in campo.
Per i soli parziali, che sono aggiornati praticamente ad ogni torneo giocato dal numero uno al mondo: è il nono Master 1000 in carriera per Sinner, il quinto di fila, filotto partito a Parigi-Bercy a novembre 2025, poi Indian Wells, Miami e Montecarlo, primato assoluto (a quattro c’è Djokovic, impresa riuscita tre volte al serbo, e Nadal).
E’ il titolo numero 28 per Sinner.
Siamo all’eccellenza, alla grandezza assoluta.
Al dispotismo illuminato, complice l’assenza di Carlos Alcaraz, l’unico che realmente può tenergli testa.
Dopo dieci minuti il copione della partita era già scritto: Jannik saldamente al comando e il tedesco a capo chino, senza soluzioni, sotto una pioggia di errori gratuiti.
Neppure gli applausi degli spagnoli – evidentemente a favore del tedesco perché Jannik è l’anti Carlos e viceversa – hanno avuto l’effetto di liberare Zverev dal peso psicologico delle otto sconfitte di fila con il fenomeno italiano (ed appena due set vinti in questa striscia perdente, il conto complessivo nei confronti diretti è 10-4 Sinner), un muro insormontabile per il numero tre al mondo.
Dopo poco più di 20 minuti il primo set (6-1) era già andato.
Solo Federer in versione deluxe impiegava questo minutaggio per abbattere gli avversari.
Ora lo fa Jannik, che nel secondo set pure ha dominato a piacimento, colpendo la palla sempre al momento giusto.
Preciso, puntuale, chirurgico sulle cicatrici del tedesco, senza lasciargli mezza possibilità di riaversi, di respirare ed entrare in partita.
Un gatto sul rosso spagnolo, dove la palla rimbalza più alta a causa dell’altura e quindi potenzialmente più adatta alle caratteristiche tecniche di Zverev.
Un fuoriclasse in controllo totale su avversario, pubblico, arbitro e tutto quello che si muove su un rettangolo con una rete al centro.
A Madrid è arrivata la conferma che testa nel tennis è tutto, o quasi: Zverev, che in carriera è stato numero due al mondo e che ha visto sette titoli Master 1000 (due proprio a Madrid) pareva un debuttante al gran ballo, teso, emozionato dinanzi al re.
E il tennis è uno sport crudele, darwiniano.
Vince sempre il più forte e non c’è un angolo dove ripararsi.
Ora, risolta la pratica spagnola, su Sinner si apre il caso-Internazionali d’Italia al Foro Italico.
Jannik è atteso come l’inquilino principe del Vaticano, ma al momento non è certa la sua presenza.
Anzi, secondo gli addetti ai lavori darà forfait.
Sinner rientrò proprio a Roma lo scorso anno dopo i tre mesi di squalifica per doping, perdendo in finale da Alcaraz, sicuro assente al Foro per l’infortunio al polso che lo terrà fuori anche a Parigi.
Gioca da quasi due mesi di fila, la sua “colpa” è che se si iscrive a un torneo lo vince e il suo focus è il Roland Garros (dal 18 maggio), che è anche il principale – e dichiarato – obiettivo stagionale numero uno.
La stanchezza si sente, Jannik non ne ha fatto mistero.
Ha rinunciato lo scorso anno alla finale di Coppa Davis in Italia in nome delle esigenze di preparazione, se saltasse Roma il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, avrebbe bisogno anche giustamente dei sali per riprendersi.
Ma nessuno come il numero uno al mondo conosce almeno il proprio corpo.
E quindi ogni scelta che prenderà potrà essere anche criticata, ma si spera sia rispettata.
Nel caso, al Foro mancheranno i due migliori al mondo.
Un peccato.
di Nicola Sellitti
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