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title: Sinner esorcizza Alcaraz
description: Sinner esorcizza Alcazar, battendolo nella semifinale del Master 1000 di Miami. Forse, la partita della svolta
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date: 2023-04-01
modified: 2023-04-02
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [Evidenza, sport, Tennis]
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# Sinner esorcizza Alcaraz

![Sinner esorcizza Acazar](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-2-1.jpg)

Sinner esorcizza Alcaraz, battendolo nella semifinale del Master 1000 di Miami. Forse, la partita della svolta

Forse è la partita della svolta. Anche se a volte l’etichetta può pesare. Dentro il **successo di Sinner su Alcaraz nella semifinale del Master 1000 di Miami** (seconda finale in Florida in tre anni) c’è stato tutto: 40 minuti di fantastico tennis da parte dell’italiano, un ritmo infernale con righe di fondo ripulite, un servizio incisivo, con Alcaraz all’angolo. Poi, l**a sofferenza per il ritorno del funambolo spagnolo**, con la sua completezza tecnica che lascia spesso senza parole, che  rimanda porta più al Federer nel suo prime - che fintava i colpi e lasciava gli avversari a metri dalla palla - a Nadal, meno tecnico e “pulito” di Alcaraz a 20 anni. Sinner ha dovuto subire, ricamare, ripartire, rinunciare al primo set al tie-break, poi resistere e venir fuori nel secondo set. Fino al terzo set, tra scambi infiniti giocati a un palmo dalla riga di fondo, come sanno fare solo i campioni. **Sì, i campioni, perché Sinner è un campione. Lo dice il campo**.

**La vittoria su Alcaraz a Miami non è solo la rivincita di Indian Wells**, avvenuta due settimane prima. La sceneggiatura della gara persa da Jannik in California aveva raccontato di un potenziale crack - l’altoatesino - che vede ancora un grado di separazione tra la sua resa sul campo al massimo della forma e lo spagnolo, il predestinato (Alcaraz resta il predestinato), che sale di livello quando serve, sbaglia quasi mai i punti decisivi delle partite. E quindi, vince. Sotto questo aspetto Alcaraz somiglia davvero a Djokovic o Nadal, a scelta.

Invece **in Florida si è assistito a un nuovo capitolo della sfida tra i due**, che potrebbe essere lunga, anche sofferta per Sinner, ma non per forza perdente. Al momento sono 3-3 nei confronti diretti, con un paio di partite epiche nei tornei dello Slam: Jannik straordinario a Wimbledon, Carlos vincente allo US Open.

**Per batterlo, Sinner deve giocare sempre al meglio**, distribuendo il conto degli errori gratuiti sulle dita di una sola mano. Sennò, la strada è in salita, perché l’arsenale tecnico dello spagnolo resta più ricco. Anche stanotte ci sono stati momenti in cui Jannik sembrava perduto, tra i soliti crampi che gli provoca il clima umido e caldo, qualche errore a rete, qualche scelta discutibile, un paio di drop shot fuori dallo script della partita. Ma poi è venuto fuori, è emerso, ha vinto, con merito, anche con una certa prepotenza, una certa brutalità tecnica. Una sicurezza che fa pensare ad altro, a una dimensione nuova. **Giocarsela alla pari da fenomeno a fenomeno: Sinner, 22 anni in estate, contro Carlos, 20 anni tra qualche giorno**. Una rivalità meravigliosa, fatta di stima reciproca e stimoli in quantità industriale. Una rivalità che è tale se ci sono successi da ambo le parti. Jannik stavolta ha eseguito.

**Ovviamente l’Italia del tennis sogna**. Sia quella sveglia in notturna per la partita, sia quella che si è risvegliata, mano allo smartphone, per conoscere subito il risultato. E che ora ovviamente guarda alla finale contro il russo Medvedev, qualche anno in più e diversi successi in più rispetto a Jannik, geniaccio russo ma meno costante del martello Carlos. Che tornerà più forte ancora, furioso perché Nole Djokovic - assente nel tour americano per la mancata vaccinazione al Covid-19, requisito necessario per entrare negli Stati Uniti - si riprende la prima posizione mondiale. Jannik invece potrebbe avvicinarsi alla top five, se vincesse il torneo. Numero sei al mondo (ora è stabile al numero nove), con gran parte della stagione davanti per salire ancora. Per sognare ancora.

*di Nicola Sellitti*
