Sinner, fragilità e umanità
Solo ai campionissimi può capitare che una sconfitta assurga a un’epica superiore alla vittoria, anche fra le più prestigiose: è accaduto a Jannik Sinner al Roland Garros
Sinner, fragilità e umanità
Solo ai campionissimi può capitare che una sconfitta assurga a un’epica superiore alla vittoria, anche fra le più prestigiose: è accaduto a Jannik Sinner al Roland Garros
Sinner, fragilità e umanità
Solo ai campionissimi può capitare che una sconfitta assurga a un’epica superiore alla vittoria, anche fra le più prestigiose: è accaduto a Jannik Sinner al Roland Garros
Solo ai campionissimi può capitare che una sconfitta assurga a un’epica superiore alle vittorie. Anche fra le più prestigiose.
È accaduto giovedì 28 maggio al Roland Garros a Jannik Sinner, messo ko quando la partita con il volenteroso argentino Cerúndolo volgeva inesorabilmente al termine come da pronostico.
Mancava solo il game della vittoria, a sancire la seconda passeggiata parigina, in una calura soffocante che sta mietendo diverse vittime sportive sui campi in terra rossa dello Slam. Senza mai dimenticare che in città e nel circondario i disagi hanno assunto toni drammatici.
Improvvisamente, il fisico del N.1 al mondo ha fatto crac, lo ha abbandonato non consentendogli di opporre più alcuna resistenza in campo.
Molti hanno commentato che abbiamo assistito all’unico modo in cui Sinner avrebbe mai potuto perdere una partita, oggi come oggi. Un’esagerazione a cui possiamo anche credere, in attesa del ritorno di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo è a sua volta alle prese con noie fisiche, sia pur di natura del tutto diversa.
Quello di Sinner è stato un malanno complessivo che sembra aggredire il fisico in condizioni di caldo estremo o comunque particolarmente significativo. La sua “macchina” verrà analizzata minuziosamente, ma questo attiene alla cronaca. Ciò che ha colpito noi tutti è riscontrare la fragilità e quindi anche l’umanità del super campione.
Il fuoriclasse che, prendiamo in prestito le parole di un ex N.1 come Jim Courier, “tende ad annullare le emozioni”, tanto è superiore e dominante in questo momento.
Giovedì 28 maggio no: il fisico ha detto altro, imposto uno lungo stop fino a Wimbledon.
Il Roland Garros resta la maledizione dell’altoatesino, l’ultimo gioiello della corona degli Slam a fare le bizze. Ci sarà tempo, per ora godiamoci l’uomo.
di Fulvio Giuliani
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Roland Garros, eliminato Sinner. Il n. 1 al mondo si sente male e perde contro Cerúndolo
Igor Protti accompagna la figlia all’altare e commuove i social
Milan, esonerato Allegri. Fuori anche Furlani, Tare e Moncada