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title: Sinner non andrà al Quirinale da Mattarella
description: Sinner sbaglia a rifiutare l’invito al Quirinale. Il riposo assoluto che i medici hanno prescritto a Jannik non dovrebbe impedirlo
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date: 2025-01-28
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [Mattarella, Tennis]
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# Sinner non andrà al Quirinale da Mattarella

![Sinner Quirinale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Sinner-Quirinale.jpg)

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2025-01-26 12:34:48

2025-01-26 11:34:48

L'azzurro batte il tedesco Zverev 6-3, 7-6, 6-3 nella finale degli Australian Open, è il terzo titolo nelle prove del Grand Slam

Re Jannik III. O Sinner The Winner, scegliete pure. Mentre lo fate, il numero uno al mondo festeggia il terzo titolo nelle prove del Grand Slam, centrando anche il bis in Australia, dove aveva trionfato lo scorso anno. La consacrazione, se davvero serviva, della tirannia di Sinner, che ha vinto 30 delle ultime 31 partite giocate. L'ultima sconfitta risale a ottobre, a Pechino contro una versione extralusso di Carlos Alcaraz, l'unico che davvero può pensare di batterlo al momento. Ma lo spagnolo spesso perde il filo. Jannik mai. Dunque, non c'è gloria per Zverev, travolto in tre set e che deve rimandare l'appuntamento con un titolo degli Slam. E non è detto che avvenga, perché la pessima notizia per gli avversari è che Sinner è più forte in versione tre set su cinque che due set su tre. Gioca le finali e le vince. Sotto pressione, alza il livello. Gli viene naturale. E ancora deve vincere a Parigi e a Wimbledon. Accadrà, più prima che poi.

Sulla partita: per un'ora, Sinner è perfetto. Timing felice sulla palla, le gambe che rispondono, scivola che è un piacere e con una visione chiara: giocare sul dritto di Zverev, erodendo le certezze del tedesco figlio di due russi, uno che ha grandi colpi ma che ogni tanto perde la traccia della partita. Dunque, break, primo set, ma gara che si complica perché Zverev sale di colpi, si gioca gli assi che ha in faretra e porta il numero uno al mondo al tie-break, con l'occasione anche di vincerlo prima, il set.Poi si arriva all'esecuzione della legge del tie-break a firma Jannik: vinto il quarto su quattro all'Australian Open, ma sono anche 16 degli ultimi 18. Si è anche potuto permettere qualche imprecisione e c'è stato un nastro amico che ha indirizzato il suo percorso verso il secondo set. È l'incisione a fuoco sull'esito della partita, Zverev, come Shelton in semifinale, si trova semplicemente a corto di argomenti. Non sa come venirne fuori, solleva le mani ai fianchi, cerca di non deprimersi perché anche lui ha stoffa, una stoffa di prima scelta ma la mente di Sinner è marmorea, non si sposta di un millimetro il suo baricentro. E se Jannik è in salute e non si distrae, nessun bipede che tiene in mano una racchetta può uscirne indenne. Non si è distratto nel terzo set, anzi, quindi l'esito è quello che si poteva immaginare ma senza dimenticare le buche da cui è uscito Sinner nel torneo, dal problema fisico mostrato contro Rune agli ottavi e ha contribuito quella sosta di 30 minuti durante la partita con il danese per riprendersi dai conati di vomito e dalla fiacchezza fisica. Ora per un campione il bilancio del 2025, vincendo lo Slam australiano, sarebbe già in attivo. Non per Sinner, che a questo punto deve risolvere solo l'enigma Wada. Ma questa è un'altra storia.

Di Nicola Sellitti

Sinner, nessuno come lui!

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2025-01-26 13:42:39

2025-01-26 12:42:39

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2024-01-26 16:35:00

2024-01-26 15:35:00

"O vinco o imparo": una frase che racchiude l'essenza del fuoriclasse e che descrive perfettamente Sinner, riuscito nell'impresa di battere Djokovic agli Australian Open

Qui non si tratta di cercare gli aggettivi in grado di descrivere un puro fenomeno. La questione non è azzeccare l’immagine vincente, il superlativo corretto per un predestinato. Si deve necessariamente partire dall’uomo che Jannik Sinner è riuscito a battere nella semifinale degli Australian Open di questa mattina all’alba (per noi in Italia): Nole Djokovic.

Il più grande di ogni tempo, in base ai freddi numeri che magari non saranno in grado di descrivere interamente un campione, una storia - in questo caso una leggenda - ma certo restano granitici nel raccontare il serbo come una delle più perfette macchine agonistiche che si siano mai viste in qualsiasi sport.

Jannik Sinner ha battuto costui concedendogli un solo set - il quarto perso al tiebreak - in cui si possa dire ci sia stata partita. Negli altri tre vinti dall’azzurro (a Nole, Jannik ha lasciato 6 game su 18 in questi set..) sembrava di assistere allo spettacolo che innumerevoli volte lo stesso Djokovic ha offerto in giro per il mondo: quell’idea di granitica, assoluta, ineluttabile forza che diventa certezza aritmetica di vittoria. L’idea inculcata nell’avversario che non sia possibile batterlo, almeno non oggi.

Quello che Djokovic fece a Sinner appena una manciata di mesi fa Wimbledon, quando l’italiano fu strapazzato proprio dal serbo nella semifinale del più importante torneo al mondo.

C’è una frase che i distratti considerano semplicemente “fatta“ e invece racchiude l’essenza del fuoriclasse: “Vinco o imparo“. Jannik Sinner imparò tantissimo a Wimbledon e ha continuato a farlo nelle ATP Finals di Torino, quando ancora - una manciata di settimane fa - Nole appariva imprendibile. Poi, in Coppa Davis tutto è cambiato.

Nulla di casuale, frutto di lavoro, programmazione e studio. Di un talento fuor dal comune, questo è evidente, ma supportato da qualità psicologiche e morali che negli ultimi mesi sono letteralmente esplose all’attenzione del mondo. La grandezza del ragazzo è in una nostra certezza: queste sono le ore in cui ci si godrà una vittoria che resterà nella memoria sua e di tutti, ma molto presto resterà spazio e tempo solo per la concentrazione.

Solo per la finalissima degli Australian Open, una delle quattro prove del Grande Slam. Una delle quattro prove che ti trascinano nella storia della sport. Che bel risveglio.

di Fulvio Giuliani

Alle radici del fenomeno Sinner

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2024-01-27 11:04:53

2024-01-27 10:04:53

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2024-03-30 20:52:00

2024-03-30 19:52:00

Jannik Sinner, dopo la vittoria in semifinale contro Daniil Medvedev al Masters 1000 di Miami, ha ricevuto i complimenti - e che complimenti! - dalla “regina” Serena Williams

Jannik Sinner, dopo la vittoria in semifinale contro Daniil Medvedev al Masters 1000 di Miami, ha ricevuto i complimenti - e che complimenti! - dalla regina (“the queen”) Serena Williams, colei che in carriera è stata complessivamente numero 1 al mondo per ben 319 settimane.

Se Sinner nella finale di domani riuscirà a vincere contro Grigor Dimitrov, diventerà il numero 2 al mondo superando Carlos Alcaraz.

di Mario Catania

Serena Williams fa i complimenti a Jannik Sinner: “Vorrei avere il tuo dritto, sei incredibile”

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2024-03-30 20:52:03

2024-03-30 19:52:03

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