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title: Sinner, quella fotografia che è già storia
description: "All'inizio del terzo set, Jannik Sinner esclama \"Sono morto\" prima di stravincere. L'iconica immagine di lui steso a terra è già storia"
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date: 2024-01-28
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/sport/sinner-quella-fotografia-che-e-gia-storia/
categories: [Sport]
tags: [sport, Tennis]
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# Sinner, quella fotografia che è già storia

![Sinner quella fotografia che è già storia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-3-4.jpg)

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2024-01-26 16:35:00

2024-01-26 15:35:00

"O vinco o imparo": una frase che racchiude l'essenza del fuoriclasse e che descrive perfettamente Sinner, riuscito nell'impresa di battere Djokovic agli Australian Open

Qui non si tratta di cercare gli aggettivi in grado di descrivere un puro fenomeno. La questione non è azzeccare l’immagine vincente, il superlativo corretto per un predestinato. Si deve necessariamente partire dall’uomo che Jannik Sinner è riuscito a battere nella semifinale degli Australian Open di questa mattina all’alba (per noi in Italia): Nole Djokovic.

Il più grande di ogni tempo, in base ai freddi numeri che magari non saranno in grado di descrivere interamente un campione, una storia - in questo caso una leggenda - ma certo restano granitici nel raccontare il serbo come una delle più perfette macchine agonistiche che si siano mai viste in qualsiasi sport.

Jannik Sinner ha battuto costui concedendogli un solo set - il quarto perso al tiebreak - in cui si possa dire ci sia stata partita. Negli altri tre vinti dall’azzurro (a Nole, Jannik ha lasciato 6 game su 18 in questi set..) sembrava di assistere allo spettacolo che innumerevoli volte lo stesso Djokovic ha offerto in giro per il mondo: quell’idea di granitica, assoluta, ineluttabile forza che diventa certezza aritmetica di vittoria. L’idea inculcata nell’avversario che non sia possibile batterlo, almeno non oggi.

Quello che Djokovic fece a Sinner appena una manciata di mesi fa Wimbledon, quando l’italiano fu strapazzato proprio dal serbo nella semifinale del più importante torneo al mondo.

C’è una frase che i distratti considerano semplicemente “fatta“ e invece racchiude l’essenza del fuoriclasse: “Vinco o imparo“. Jannik Sinner imparò tantissimo a Wimbledon e ha continuato a farlo nelle ATP Finals di Torino, quando ancora - una manciata di settimane fa - Nole appariva imprendibile. Poi, in Coppa Davis tutto è cambiato.

Nulla di casuale, frutto di lavoro, programmazione e studio. Di un talento fuor dal comune, questo è evidente, ma supportato da qualità psicologiche e morali che negli ultimi mesi sono letteralmente esplose all’attenzione del mondo. La grandezza del ragazzo è in una nostra certezza: queste sono le ore in cui ci si godrà una vittoria che resterà nella memoria sua e di tutti, ma molto presto resterà spazio e tempo solo per la concentrazione.

Solo per la finalissima degli Australian Open, una delle quattro prove del Grande Slam. Una delle quattro prove che ti trascinano nella storia della sport. Che bel risveglio.

di Fulvio Giuliani

Alle radici del fenomeno Sinner

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2024-01-27 11:04:53

2024-01-27 10:04:53

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25929

2024-01-28 13:43:02

2024-01-28 12:43:02

Jannik Sinner conquista gli Australian Open battendo il russo Daniil Medvedev: è già storia del ragazzo prodigio che l'Italia aspettava

Ha vinto Sinner. Ha vinto l’Australian Open, dopo aver quasi perduto dopo appena un’ora e mezza di partita. L’Italia ha il tennista più forte al mondo e non era mai successo.

Si consuma così la leggenda di Jannik, il ragazzo prodigio ora fuoriclasse che l’Italia ha atteso per quasi mezzo secolo, allevato da Riccardo Piatti e che ha avuto la forza, il coraggio di cambiare strada, ristrutturare il suo team di lavoro quando la crescita sembrava essere più lenta di quella prevista. Lo stesso team che in un anno di lavoro lo ha guidato verso il successo, con un servizio all’altezza, indirizzandolo verso la maturazione tecnica che l’ha portato, ora si può dire, davanti a tutti.

Sotto di due set, in una giornata negativa, con le gambe che non giravano e con Medvedev che giocava come illuminato dagli dei, Sinner ha resistito, con la testa più che con le gambe. Una tenuta mentale disumana, alla prima finale in un torneo del Grand Slam, contro un campione che ha già vinto, ha battuto Djokovic a Flushing Meadows. Ha girato la partita, alzato il livello dei colpi, vinto al quinto set con una calma e un controllo impossibile da ritrovare in tutti quelli che erano davanti a uno schermo per lui.

E’ il migliore al mondo da quattro-cinque mesi, ha concluso alla grande il 2023 ed è partito come un razzo in Australia. E non era facile, con gli occhi del mondo addosso. Ha vinto, era già lo sportivo italiano degli ultimi anni, ora è leggenda, si siede al tavolo con pochi, pochissimi. E’ come Pantani che vince il Tour de France, è come Valentino Rossi nove volte campione del mondo, è come Gregorio Paltrinieri, Federica Pellegrini, come i fenomeni dell’atletica.

Ora giocano a tennis tantissimi ragazzini perché fulminati sulla via di Sinner. E sarà ancora di più così, perché come dicono anche gli addetti ai lavori, Sinner può solo migliorare, salire ancora di colpi, prendersi la scena e lo scettro mondiale. Lo attendono altre sfide, ora che è il migliore, non riconosciuto, per ora, solo dalla classifica mondiale. Ma è il primo, anzi l’unico al momento, che ferma l’Italia con le sue partite. Un trofeo che vale ancora di più.

di Nicola Sellitti

Sinner: paura, ripresa e apoteosi per fare la Storia

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2024-01-28 15:52:05

2024-01-28 14:52:05

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