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title: "TurboSinner domina a Miami ed è N.2 al mondo!"
description: "Straordinario Jannik Sinner che batte 6-3, 6-1 Dimitrov e trionfa a Miami! L’altoatesino diventa ora il numero 2 al mondo superando Alcaraz"
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date: 2024-03-31
modified: 2024-04-01
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/sport/sinner-trionfa-a-miami-e-diventa-il-numero-2-al-mondo/
categories: [Sport]
tags: [Tennis]
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# TurboSinner domina a Miami ed è N.2 al mondo!

![Jannik Sinner trionfa a Miami](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Jannik-Sinner-trionfa-a-Miami.jpg)

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2024-01-26 16:35:00

2024-01-26 15:35:00

"O vinco o imparo": una frase che racchiude l'essenza del fuoriclasse e che descrive perfettamente Sinner, riuscito nell'impresa di battere Djokovic agli Australian Open

Qui non si tratta di cercare gli aggettivi in grado di descrivere un puro fenomeno. La questione non è azzeccare l’immagine vincente, il superlativo corretto per un predestinato. Si deve necessariamente partire dall’uomo che Jannik Sinner è riuscito a battere nella semifinale degli Australian Open di questa mattina all’alba (per noi in Italia): Nole Djokovic.

Il più grande di ogni tempo, in base ai freddi numeri che magari non saranno in grado di descrivere interamente un campione, una storia - in questo caso una leggenda - ma certo restano granitici nel raccontare il serbo come una delle più perfette macchine agonistiche che si siano mai viste in qualsiasi sport.

Jannik Sinner ha battuto costui concedendogli un solo set - il quarto perso al tiebreak - in cui si possa dire ci sia stata partita. Negli altri tre vinti dall’azzurro (a Nole, Jannik ha lasciato 6 game su 18 in questi set..) sembrava di assistere allo spettacolo che innumerevoli volte lo stesso Djokovic ha offerto in giro per il mondo: quell’idea di granitica, assoluta, ineluttabile forza che diventa certezza aritmetica di vittoria. L’idea inculcata nell’avversario che non sia possibile batterlo, almeno non oggi.

Quello che Djokovic fece a Sinner appena una manciata di mesi fa Wimbledon, quando l’italiano fu strapazzato proprio dal serbo nella semifinale del più importante torneo al mondo.

C’è una frase che i distratti considerano semplicemente “fatta“ e invece racchiude l’essenza del fuoriclasse: “Vinco o imparo“. Jannik Sinner imparò tantissimo a Wimbledon e ha continuato a farlo nelle ATP Finals di Torino, quando ancora - una manciata di settimane fa - Nole appariva imprendibile. Poi, in Coppa Davis tutto è cambiato.

Nulla di casuale, frutto di lavoro, programmazione e studio. Di un talento fuor dal comune, questo è evidente, ma supportato da qualità psicologiche e morali che negli ultimi mesi sono letteralmente esplose all’attenzione del mondo. La grandezza del ragazzo è in una nostra certezza: queste sono le ore in cui ci si godrà una vittoria che resterà nella memoria sua e di tutti, ma molto presto resterà spazio e tempo solo per la concentrazione.

Solo per la finalissima degli Australian Open, una delle quattro prove del Grande Slam. Una delle quattro prove che ti trascinano nella storia della sport. Che bel risveglio.

di Fulvio Giuliani

Alle radici del fenomeno Sinner

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2024-01-27 11:04:53

2024-01-27 10:04:53

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2024-01-29 07:31:05

2024-01-29 06:31:05

Nel mondo di Jannik Sinner, si gioca a tennis e a quei livelli non c’è spazio per nient’altro, come per Djokovic e Nadal

Nel mondo di Jannik Sinner è già cominciata la sacrosanta difesa da chi vorrebbe distruggere il carro salendoci in massa. Nel mondo di Sinner si sa benissimo che ieri mattina alle 11:30, sotto di due set a zero nella finale degli Australian Open, c’era già chi - non pochi - mormorava di delusione o molto peggio. Un’ansia di giudizio e un metodo frettoloso che in Italia conosciamo molto bene: quello che ti porta agli altari e ti consegna alla polvere con la stessa indifferenza alla sostanza.

Nel mondo di Sinner, si gioca a tennis e a quei livelli non c’è spazio per nient’altro, un’ossessione che ricorda molto da vicino quella dei fenomeni che hanno segnato la storia degli ultimi decenni di questo sport: Nole Djokovic e Rafa Nadal. Non a caso, pronti a celebrare con parole sentite e di valore la vittoria dell’azzurro ieri a Melbourne. Frasi non scontate, non dovute, da pari a pari: a un tempo riconoscimento, consacrazione e promessa di future sfide e qualche dolorosa rivincita. Dal punto di vista del numero uno serbo, tanto per cominciare, che non deve avere apprezzato molto le recenti sconfitte contro questo predestinato 22 enne.

Nel mondo di Jannik Sinner, il Festival di Sanremo ha un valore molto relativo, quella di una battuta sull’incapacità nel canto e nel ballo. Tanto per mettere in chiaro che non potrà certo essere un grande tema delle prossime settimane. Di lavoro. Nel mondo di Sinner ci sono parole dolcissime per mamma e papà, di ringraziamento profondo oltre che di amore, per la libertà concessa sin dalla più tenera età, libertà che è costata vedere un figlio andar via di casa a 13 anni per inseguire un sogno e una scommessa. Scelta che oggi può apparire scontata, vedendolo con il trofeo degli Australian Open fra le braccia, ma che neppure due lustri fa significava consegnare un ragazzino a una vita di rinunce e sacrifici in cambio di un enorme punto interrogativo. Perché lo sport agonistico è innanzitutto questo, ben prima che qualcuno si accorga di te e comincino ad arrivare attenzioni, notorietà e qualche guadagno.

Visto da fuori, il mondo di Sinner oggi è una specie di Paese di bengodi, in cui si passa il tempo a calcolare i guadagni dei ricchissimi premi del circuito e degli sponsor che fanno la fila: soldi strameritati e sacrosanti che non costituiranno mai la molla di gente come i fenomeni a cui abbiamo fatto cenno. Campioni mossi da una volontà di affermazione sovrumana che travalica qualsiasi aspetto materiale. Gente che vuole fare “la storia” del proprio mondo, in cui i soldi sono una logica conseguenza, una ricompensa di sacrifici che il pubblico spesso dimentica o non riesce a considerare nella loro reale dimensione.

Un po’ fa sorridere - per questo - la maniacale fissazione di tanti del dover fare i conti in tasca ai campioni, atteggiamento voyeuristico e provinciale, quando dietro ogni singolo “quindici” c’è tanto lavoro che pochissimi ricordano e in troppi dimenticano.

di Fulvio Giuliani

Il mondo di Jannik Sinner

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2024-01-29 16:35:06

2024-01-29 15:35:06

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2024-03-30 20:52:00

2024-03-30 19:52:00

Jannik Sinner, dopo la vittoria in semifinale contro Daniil Medvedev al Masters 1000 di Miami, ha ricevuto i complimenti - e che complimenti! - dalla “regina” Serena Williams

Jannik Sinner, dopo la vittoria in semifinale contro Daniil Medvedev al Masters 1000 di Miami, ha ricevuto i complimenti - e che complimenti! - dalla regina (“the queen”) Serena Williams, colei che in carriera è stata complessivamente numero 1 al mondo per ben 319 settimane.

Se Sinner nella finale di domani riuscirà a vincere contro Grigor Dimitrov, diventerà il numero 2 al mondo superando Carlos Alcaraz.

di Mario Catania

Serena Williams fa i complimenti a Jannik Sinner: “Vorrei avere il tuo dritto, sei incredibile”

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2024-03-30 20:52:03

2024-03-30 19:52:03

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