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Sinner trionfa a Parigi e torna numero uno del mondo 

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Jannik Sinner si conferma sostanzialmente inavvicinabile sul cemento, in particolare al coperto, dove non influiscono fattori come sole, vento che possono creargli grattacapi fisici

Sinner trionfa a Parigi e torna numero uno del mondo 

Jannik Sinner si conferma sostanzialmente inavvicinabile sul cemento, in particolare al coperto, dove non influiscono fattori come sole, vento che possono creargli grattacapi fisici

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Sinner trionfa a Parigi e torna numero uno del mondo 

Jannik Sinner si conferma sostanzialmente inavvicinabile sul cemento, in particolare al coperto, dove non influiscono fattori come sole, vento che possono creargli grattacapi fisici

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Game, set, match. Primo Master 1000 vinto a Parigi (il quinto in carriera) senza concedere neppure un set agli avversari e anche il trono mondiale, sfilato ad Alcaraz, seppur per una sola settimana. Jannik Sinner si conferma sostanzialmente inavvicinabile sul cemento, in particolare al coperto, dove non influiscono fattori come sole, vento che possono creargli grattacapi fisici, come avvenuto a Shanghai. Il canadese Auger Aliassime, numero 10 al mondo, non ha avuto mezza chance di portare la partita dalla propria parte. Neppure nel secondo parziale che si è trascinato sino al tie-break.

Insomma, Auger-Aliassime ha ricevuto lo stesso trattamento imposto a Zverev in semifinale, così è andata agli avversari di Sinner a Parigi e Vienna. Con Jannik al momento non si tratta, si è messo in testa di dominare e gli riesce con pericolosa (per gli avversari) continuità. In poche settimane ha vinto a Pechino, Vienna e Parigi, è il quinto torneo stagionale, il numero 23 in carriera e ora arrivano le Atp Finals, che possono essere la password d’accesso per Sinner verso la prima posizione mondiale sino all’Australian Open, a gennaio, dove difenderà il titolo del 2025.

Sinner infatti cederà lunedì 8 novembre la prima posizione mondiale ad Alcaraz, poi dovrà – non è scontato, ma è ovviamente il grande favorito – vincere nuovamente le Finals a Torino e sperare che Carlos non vinca tre partite al torneo dei migliori otto della stagione: in questo caso, il trono sarà blindato sino all’Australia. Sennò la sfida è già lanciata verso il 2026, con Sinner che non avrà cambiali da scontare da febbraio a fine aprile, poiché quest’anno è rimasto fermo tre mesi in quel periodo per la squalifica legata al doping.

Andando oltre la questione del primo posto mondiale, da Parigi si esce con la convinzione che questa versione di Sinner, migliorata al servizio, precisa, puntuale, dominante, possa essere un enigma poco risolvibile anche per Alcaraz. Ha vinto tra l’altro su una superficie lenta, un tappeto indoor assai differente da quello utilizzato a Vienna, dove pure Jannik ha stravinto: insomma, la teoria di Zverev secondo cui gli organizzatori dei tornei presenterebbero condizioni – tra fondo del campo e palline – identiche per avvantaggiare Sinner ed Alcaraz fa acqua da tutte le parti. Quei due sono semplicemente fuori portata per tutti.

di Nicola Sellitti

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