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title: Sinnertime
description: "La sensazione più bella, a dirla tutta, è che il meglio debba palesemente ancora venire: Sinner ha margini di miglioramento enormi"
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date: 2023-10-05
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Sport]
tags: [Evidenza, sport]
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# Sinnertime

![Sinner](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Evidenza-sito-607.jpg)

La sensazione più bella, a dirla tutta, è che il meglio debba palesemente ancora venire: Sinner ha margini di miglioramento enormi

**Jannik Sinner è il classico ragazzo capace di spiazzarti**. A scuola, al campo, forse anche la sera con gli amici. Deve essere così, a giudicare dalle emozioni che è in grado di suscitare.

**Lo abbiamo difeso più volte**, quando veniva sommerso da critiche assolutamente inconcepibili (diciamola tutta: “lunari” e non abbiamo aspettato la scalata alle classifiche mondiali Atp per scriverlo), per una sconfitta in questo o quel torneo. **L’abbiamo criticato** - più che altro ci siamo rimasti male - **quando ha ripetutamente dato il benservito alla maglia azzurra**, in occasione degli incontri di Coppa Davis.

**Non dimentichiamo la difesa e siamo pronti a schierarci sempre e comunque al suo fianco** quando (inevitabilmente?) torme di frettolosi critici si addenseranno sulla sua testa, così come speriamo di poter dimenticare certe freddezze azzurre che continuano a dispiacerci. O almeno quelle che sembrano tali e **magari semplicemente non sono state gestite al meglio dal clan del campione e dalla stessa Federazione**, corsa ancora una volta al fianco di Jannik nel momento del trionfo di ieri a Pechino contro il grande rivale Medvedev.

**Il ragazzo è un fenomeno e solo la relativa abitudine di noi tutti alla nuova età dell’oro del tennis italiano non ci fa girare troppo la testa** , ai big battuti in sequenza e ai trionfi nei tornei.

Ok Adriano Panatta, ok i ricordi dell’anno d’oro degli Internazionali e di Parigi, **ma stiamo parlando di un altro mondo**, di un altro tennis, di un’altra era da qualsiasi punto di vista la si guardi. Sono passati cinquant’anni, accipicchia. Abbiamo dovuto aspettare mezzo secolo - poco meno, va bene, ma la sostanza non cambia -** per tornare ad arrampicarci lassù, al quarto posto dell’Atp**. Basterebbe questo per dar corpo a un’impresa che è corretto definire “storica”.

**La sensazione più bella, a dirla tutta, è che il meglio debba palesemente ancora venire**: Sinner ha margini di miglioramento enormi in diversi aspetti del suo gioco e anche nella tenuta psicologica e fisica. Per essere chiari, non c’è traguardo che in questo momento gli sia precluso, anche perché l’inevitabile cambio della guardia e il tramonto prossimo venturo dell’era dei tre inavvicinabili (Djokovic terrà botta ancora un bel po’ ed è oggettivamente in un’altra galassia, ma l’anagrafe non perdonerà persino lui) schiude prospettive da far tremare i polsi.

**Come per Alcaraz, che ha vinto moltissimo e ha già toccato l’Olimpo.**

**È qui che si misurerà Jannik Sinner: nella capacità di reggere a pressioni che potranno solo aumentare, a traguardi che si faranno sempre più grandi**. Fino a ieri impensabili per l’intero nostro movimento. Andrà aiutato, stimolato ma non schiacciato da pressioni spesso inventate di sana pianta e buone giusto per fare un po’ di baraonda mediatica. Credeteci, **sono assolutamente sufficienti quelle che dovrà gestire nei prossimi**, splendidi anni che lo (ci) aspettano

di *Fulvio Giuliani *
