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title: Spalletti e la fuga dalla nave che affonda
description: Quanto è facile fuggire dal carro dei perdenti. E il modo in cui i topi stanno abbandonando il vascello-Spalletti ha del vergognoso
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date: 2025-06-08
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Sport]
tags: [calcio, Italia]
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# Spalletti e la fuga dalla nave che affonda

![Spalletti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Spalletti-1024x639.jpg)

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2025-06-07 09:13:54

2025-06-07 07:13:54

Abbiamo solo un giocatore di caratura internazionale e infatti è stato l’unico a usare le parole corrette davanti al vergognoso sfascio dell'Italia a Oslo: Gigio Donnarumma. Che ha definito “inaccettabile“ l’indecente prestazione contro la formazione scandinava

Abbiamo solo un giocatore di caratura internazionale. E infatti è stato l’unico a usare le parole corrette davanti al vergognoso sfascio di ieri sera a Oslo: Gigio Donnarumma.

Ha definito “inaccettabile“ l’indecente prestazione contro la formazione scandinava.

L’unico a metterci sul serio la faccia. Ad avere i numeri, la statura tecnica e il carisma per poter dire qualcosa che non risulti semplicemente patetico.

Il resto è il nulla, il vuoto barometrico, lo sfacelo di una grandissima scuola ridotta a essere rappresentata da compagnie di giro.

Da giocatori senza qualità (lo sapevamo). Ma anche senza volontà, rabbia, cattiveria agonistica, quel minimo sindacale di impegno che possa rendere tollerabile passare 90 minuti a guardarli.

La gente che passeggia in campo, che si fa ridicolizzare da qualche ottimo giocatore e molti onesti mestieranti come se fosse normale, inevitabile.

Un allenatore che abbiamo conosciuto e ammirato. Ma che sembra incapace di farsi ascoltare da quel gruppo che ha per coerenza difeso anche dopo l’inferno calcistico di ieri sera.

Che senso ha andare avanti così?

Per il rispetto dovuto a quella maglia, una storia favolosa e un Paese che vorrebbe soltanto tornare, se non a esaltarsi, almeno ad appassionarsi… La domanda va posta.

L'Italia e il netto contrasto con lo spettacolo offerto in contemporanea da Sinner

Ed è devastante il contrasto con lo spettacolo di dominio mondiale offerto negli stessi minuti da Jannik Sinner, mentre la Nazionale, la teorica summa dei migliori talenti dello sport con cui cominciamo a crescere sin dalla culla, si faceva umiliare senza reagire.

Tutto torna: una Federazione imbelle, in cui il presidente fa il pieno di voti e non sa cosa farsene. Un allenatore abbandonato, un gruppo di giocatori fra lo scadente e l’appena sufficiente a cui non frega nulla.

Noi abbiamo visto Zoff, Rossi, Scirea e Baggio, per cortesia sfilatevi quella maglia. È troppo per voi.

di Fulvio Giuliani

Il fantasma dell’Italia, vergogna azzurra in Norvegia

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2025-06-07 09:17:28

2025-06-07 07:17:28

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2025-06-06 13:55:52

2025-06-06 11:55:52

Il grande Tennis. Nel giorno di una partita decisiva della Nazionale di calcio, molti celebrano l'attesa per la doppia semifinale al Roland Garros di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti

Molti celebrano l’attesa per la doppia semifinale al Roland Garros di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti - nel giorno di una partita decisiva della Nazionale di calcio - come una sorta di storico “sorpasso“ della racchetta sul nostro sport nazionale.

Detto che non è la prima volta di una sfida a distanza fra Sinner e gli Azzurri (anche se questa sera la partita dei ragazzi di Spalletti in Norvegia è già decisiva), qui non si tratta di celebrare alcun sorpasso o funerale.La verità è che agli italiani e ovviamente non solo agli italiani piacciono i vincenti.

Le storie che terminano in gloria, le imprese, i successi da ricordare con il più classico dei “io c’ero“.Il tema non è il calcio in quanto tale, ma il momento tecnicamente drammatico vissuto dal nostro calcio, che è faccenda del tutto diversa.

Il caso e le circostanze hanno messo di fronte il più forte tennista della nostra storia e una fase debordante di talenti azzurri armati di racchetta con un lunghissimo buio pedatorio.Sono anni, prendiamone atto senza pietismi di Patria, che i nostri migliori calciatori sono lontani dai vertici mondiali. Con la sola eccezione di Gigione Donnarumma, ultimo erede di una tradizione quasi senza eguali.

Per il resto, presunti fenomeni, mezze tacche, inespressi e involuti.Perdonerete la brusca franchezza, ma il livello del nostro calcio è a tratti sconfortante, soprattutto se paragoniamo la presunzione dei modi di taluni e la cifra tecnica reale. Oltre la capacità di durare nel tempo, perché una notte di gloria può capitare ad alcuni, una carriera da campione è affare di pochissimi.

Se oggi l’Italia pensa a Sinner e Musetti e non a Tonali e Coppola è perché con i primi ci sentiamo temuti e ammirati, con i secondi ignorati.Incredibile a dirsi, ma se oggi fosse la partita della Nazionale a essere criptata nessuno si lamenterebbe più di tanto, mentre le partite di Jannik e Lorenzo sono un problema, alla faccia dei soldi spesi per i diritti da chi c’era quando il tennis non era fenomeno popolare e di massa.

Di Fulvio Giuliani

Il grande Tennis, il piccolo calcio

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2025-06-06 13:56:00

2025-06-06 11:56:00

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