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title: "Spalletti: &#8220;Non sono stato il migliore, lo ammetto. Ma resto&#8221;"
description: "All'indomani dalla disfatta azzurra agli Europei 2024, Spalletti e il presidente della FIGC Gravina accusano il colpo: \"Però resto\""
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date: 2024-06-30
author: Margherita Medici
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categories: [Sport]
tags: [calcio sport, sport]
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# Spalletti: &#8220;Non sono stato il migliore, lo ammetto. Ma resto&#8221;

![Spalletti: &#8220;Non sono stato il migliore, lo ammetto. Ma resto&#8221;](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-30.jpg)

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2024-06-30 08:36:22

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Luciano Spalletti ha fatto degli errori, tanti, accompagnando gli azzurri alla porta d'uscita degli Europei2024. Ma non è il solo

Luciano Spalletti è rimasto a Napoli, dove ha oggettivamente costruito il capolavoro di una carriera. In Nazionale, di quella grande bellezza non si è visto nulla. Solo tanti proclami, una distanza fisica e psicologica con i giocatori divenuta fragorosa e persino ingenerosa: insistere a dire che non abbiamo grandi giocatori è dolorosamente vero, ma un Ct non dovrebbe dirlo MAI.

Questo è il punto: saranno anche al più normali e stop, ma per lui dovrebbero essere i migliori al mondo, presentati e vissuti come tali. Sempre e comunque. Spalletti (un irriconoscibile Spalletti spaesato, confuso, cervellotico, inutilmente verboso) ha invece fatto capire all’universo mondo che il livello del nostro calcio è questo e che non c’è nulla da fare. Solo arrendersi all’ineluttabile, affondando come singoli e come squadra.

Eppure non possiamo fermarci a Luciano Spalletti e ridurre tutto alle eventuali dimissioni del Ct: c’è troppo di italico nei limiti e nei vizi emersi in queste quattro partite. Lo stesso allenatore che dice di tutto dei suoi giocatori poi ne schiera alcuni in condizioni imbarazzanti solo perché ‘sono figli suoi’. Vi dice nulla?!

Il risultato è un onesto interprete che risponde al nome di Giovanni Di Lorenzo esposto a figuracce che ne mineranno l’intera carriera a livello internazionale. Presentato dai soliti procuratori come un mix fra Garrincha e Roberto Carlos, è solo uno come tanti, ridicolizzato da qualsiasi giocatore gli avversari dell’Italia gli abbiano messo contro. Noi ne facciamo fenomeni, degni di ore e ore di trasmissioni sul suo destino.

Spalletti è a valle di questo fenomeno e non può essere solo colpa sua. Come nel caso di Scamacca, irritante e inutile appena sottratto agli schemi di Gasperini all’Atalanta o di El Shaarawy misteriosamente tirato fuori dalla naftalina, giusto per farsi umiliare per 45 minuti. Le occasioni ci vengono date, poi sta a noi meritarcele e sfruttarle. Non dimentichiamolo.

Tanti ancora, da Di Marco a Chiesa, da Pellegrini a Cristante, Raspadori e Retegui sono stati stritolati dal primo, grande esame. A cui siamo arrivati insopportabilmente impreparati. Del resto, i soli Donnarumma, Calafiori e Zaccagni (ieri in panca per un’ora, boh…) ci hanno dato l’opportunità di ribellarci al destino, ma abbiamo voltato le spalle alla responsabilità e ce ne siamo semplicemente tornati a casa.

E ora? Siamo - di nuovo - all’anno zero, con l’aggravante di un calcio ormai pubblicamente additato come l’anello debole fra gli sport del Paese. Il confronto con tante discipline è impietoso, in particolare nella sconcertante assenza di personaggi. Donnarumma escluso.

La mania collettiva di un tempo non si sposa più da troppo con i grandi caratteri e i veri talenti. Per tacere dei fenomeni. Siamo ormai assuefatti ai bravi professionisti - pure bravi ragazzi - e stop. Gente con cui si riempie di fuffa l’aria del nostro calcio, illudendosi di essere ancora… l’Italia.

di Fulvio Giuliani

Spalletti disastro, ma non solo suo

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2024-06-30 08:36:48

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2024-06-30 08:37:41

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Gli azzurri, sconfitti dalla Svizzeria 2-0 e fuori dagli Europei, non hanno scuse né appigli. Un vero fallimento tecnico, emotivo e psicologico

Non ci sono scuse. Non ci sono appigli. È evidente a tutti, sarà evidente anche a Luciano Spalletti. Si è consumato un fallimento tecnico, emotivo, psicologico senza precedenti per la nazionale italiana, umiliata dalla Svizzera ben oltre il punteggio (2-0).

Non è certo stata una questione di moduli e neppure di limitata qualità del gruppo azzurro, seppur è nei fatti che si tratta di una delle peggiori nazionali di sempre. È semplicemente mancato tutto. Soprattutto, lo dice la partita indegna contro gli elvetici, è mancata la chimica tra il commissario tecnico e i suoi ragazzi. Non si sono capiti, compresi.

Non c’è stata unione, intensità, una traccia di garra, anche di isteria per le continue brutte figure in campo, neppure nel secondo tempo di puro torello subito dagli elvetici, che sono una buona squadra ma non certo il Brasile del 1970, per intenderci. Altro che tabellone agevole, altro che sfida lanciata all’Inghilterra.Ci sono state anche nazionali meno competitive di quello di Euro 2024. Otto anni fa contro i tedeschi nei quarti di finale, Antonio Conte, oltre a Buffon e la BBC (Barzagli, Bonucci, Chiellini) in difesa, si è presentato con Giaccherini, Sturaro, Parolo, De Sciglio, Eder, Pellè. Si è arrivati ai rigori, giocando con grande e dignitosa dignità. La dignità, come la voglia di correre, di sacrificarsi l’un per l’altro, è mancata in tre partite su quattro. Se possibile, con la Svizzera si è fatto anche peggio che con la Croazia, dove ci si è salvati con un colpo di coda, che tale è rimasto. Resta lo sconcerto, l’incredulità: mai si è vista una squadra di Luciano Spalletti non riuscire a mettere assieme un giro palla, un’occasione da gol. Nulla, il nulla assoluto, altro che calcio fluido. Un percorso ingiustificabile, se non pensando che anche a un tecnico di grande valore - come Spalletti - non è riuscito l’incastro con un gruppo di atleti, che ha voluto, scelto (e qualche scelta ha davvero lasciato parecchi dubbi). Insomma, può capitare, ma una figuraccia del genere, che va ben oltre l’uscita agli ottavi di finale di Euro 2024, non può che richiedere l’assunzione di responsabilità da parte del ct, del presidente federale e dei calciatori stessi. Non si è salvato nessuno, fatta eccezione per Donnarumma. Il portiere del Psg è l’unico motivo - oltre il Gronchi rosa trovato da Zaccagni contro i croati - per cui ci si è arrampicati tra le prime 16 di Europa. Non l’abbiamo meritato, siamo giustamente spediti a casa. Con perdite.

di Nicola Sellitti

Italia, meritatamente a casa

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