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Storia della rovesciata, icona della Panini che pagò lo scatto due lire

La giravolta volante altrimenti detta ‘rovesciata’ è il gesto calcistico più iconico e imitato del mondo, utilizzata dalla Panini per le sue figurine dagli anni ’80.

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Storia della rovesciata, icona della Panini che pagò lo scatto due lireSchiena dritta, sguardo in avanti, palla a terra. È il primo postulato che ogni bambino deve assumere appena entra in una scuola calcio.

Non si transige: corretta postura e semplicità del passaggio sono le basi per costruire un’azione pulita ed efficace. Ma pur sempre accademica e per questo anche prevedibile. Occorre dunque introdurre un elemento di disturbo che possa variare lo schema predefinito, rendendolo inatteso. È nato così il gesto atletico più affascinante e complicato del gioco del calcio: la rovesciata. Schiena arcuata, sguardo all’indietro, palla in aria.

Secondo le cronache, fu lo spagnolo Ramon Unzaga Asla a inventare una giocata sino ad allora mai vista. Emigrato in Cile, lavora come contabile in una miniera di carbone. Ma la sua passione è il calcio, tanto che trova posto nella squadra dell’Estella dove gioca come attaccante. A gennaio del 1914, a due anni dall’esordio, nello stadio El Morro di Talcahuano, Unzaga trasforma il suo nome in leggenda: si libra in aria con schiena rivolta verso il terreno e colpisce il pallone al volo, piedi al cielo. I ventuno calciatori in campo ammutoliscono, dagli spalti lo stupore è accompagnato da tre minuti di applausi.

Era nata la giravolta volante, meglio conosciuta come rovesciata. Anche se successivamente qualche arbitro annullò i gol per presunto gioco pericoloso, Unzaga non demorde. La consacrazione mondiale arriva con la partecipazione del Cile alla Copa América. Il gesto atletico colpì così tanto i giornalisti che ancora oggi in Sud America è chiamato “la chilena.

Non tutti però riconoscono il primato del calciatore basco-cileno. In Perù sostengono che la prima rovesciata sia stata ammirata almeno vent’anni prima a Callao, importante porto del Paese, frequentato da numerosi marinai inglesi che trascorrevano le pause giocando a calcio. Secondo la tradizione orale peruviana fu un portuale di origini africane a esibirsi nella prima rovesciata durante una partita mista fra britannici e lavoratori locali. Per questo in Perù prende il nome di “chalaca”, perché “chalacos” sono chiamati gli abitanti di Callao.

Non meno fascinosa la storia dell’iconica rovesciata che accompagna da decenni le collezioni di figurine di tutti i bambini. Riproduce uno scatto fotografico di Carlo Bianchi, il reporter a bordo campo che riuscì a fermare nel tempo il volo di Carlo Parola pochissimi attimi dopo aver colpito il pallone che avrebbe consentito alla Juventus di vincere quella gara contro la Fiorentina.

Nel libro “Un secolo azzurro” (Longanesi), Alfio Caruso racconta che la Panini riconobbe al fotografo Bianchi qualche migliaio di lire come risarcimento per i diritti. Andò meglio a Carlo Parola che nel 1983, raggiunti i 62 anni di età in difficoltà economiche, grazie all’intervento di Giampiero Boniperti si vide riconoscere un premio da 100 milioni di lire per l’utilizzo della sua immagine.

 

di Stefano Caliciuri

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