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title: L’impresa leggendaria di Tiina Lillak
description: Il giorno di Tiina Lillak, il cui giorno in cui il destino stabilì che l’amore di un popolo per il giavellotto dovesse essere premiato
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date: 2023-08-19
modified: 2023-08-18
author: Nicola Roggero
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categories: [Sport]
tags: [Evidenza, sport]
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# L’impresa leggendaria di Tiina Lillak

![Tiina Lillak](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-509-1.jpg)

Il giorno di Tiina Lillak, il cui giorno in cui il destino stabilì che l’amore di un popolo per il giavellotto dovesse essere premiato

**Erano tanti coloro che pensavano che i mondiali di atletica si sarebbero rivelato un *flop***, bollandoli come un inutile doppione delle Olimpiadi. A** spingere per l’esperimento Primo Nebiolo, visionario presidente della Federazione internazionale**, che indicò subito la sede della prima edizione nel **1983: Helsinki**. A chi obiettava che fosse una città piccola rispetto ad altre realtà mondiali,** il dirigente torinese oppose due valide ragioni**. La prima: **solo la capitale finlandese assicurava il pienone del suo stadio Olimpico**, contorno scenico importantissimo per gli atleti e, soprattutto, per le televisioni. **La seconda ragione** – discendente direttamente dalla prima – **l’incondizionato amore dei finlandesi per lo sport e in particolare per l’atletica leggera**. Amore che in una specialità, **quella del giavellotto**, diventa religione. Basta ricordare come la torre di Maratona dello stadio Olimpico di Helsinki sia alta 72,71 metri: non è una misura casuale, ma quella con cui Matti Jarvinen vinse l’oro ai Giochi Olimpici del 1932. Giornata indimenticabile, in cui Matti Sippala ed Eino Penttila andarono a completare un podio tutto finlandese che un popolo intero volle immortalare per sempre con la torre dello stadio Olimpico.

**Logico dunque che fosse proprio la gara di giavellotto la più attesa, specie quella femminile: Tiina Lillak** – ventiduenne di Helsinki dagli occhi chiari e i capelli biondi e ricci – **nel 1983 era imbattuta e il 13 giugno a Tampere aveva stabilito il record mondiale lanciando a 74,76 metri.** Nessun dubbio che due mesi esatti dopo, il 13 agosto, Tiina fosse la logica favorita per il titolo,** ma al primo lancio l’inglese Fatima Whitbread piazzò un 69,14** contro cui Tiina e tutte le avversarie andarono a sbattere.** Lei rispose con un 67,34, si migliorò con 67,46** al quinto lancio, ma eravamo ancora a oltre un metro e mezzo di distanza dalla leader. **Restava un solo tentativo, il sesto,** e soltanto l’educazione e** la cultura dei finlandesi per lo sport imponevano di continuare a crederci.** Già, educazione e cultura di un intero popolo che conosce perfettamente i meccanismi tecnici del gesto del giavellottista.

Così al sesto lancio, non appena l’attrezzo venne rilasciato dalla potente spallata di Tiina, tutti avevano già capito: **ottimi il tempismo, l’angolo di uscita, l’inclinazione della traiettoria del giavellotto**, che non era bassa ma nemmeno si impuntava verso l’alto. **Perfetta, come sapeva ogni spettatore in tribuna, perché in Finlandia chiunque potrebbe fare il tecnico della specialità.** L’urlo di 40mila persone che sembrava sostenere il giavellotto mentre solcava il cielo, si trasformò in un boato quando l’attrezzo si piantò a **70,82 metri.** **Tiina corse felice sulla pista** dello stadio Olimpico, all’ombra di quella torre di Maratona simbolo di un culto, mentre la Whitbread versava lacrime per un titolo sfuggito all’ultimo lancio. **La Storia l’avrebbe ripagata quattro anni dopo, con l’oro mondiale conquistato a Roma. Quello però era il giorno di Tiina Lillak.** E il destino aveva stabilito che l’amore di un popolo per il giavellotto dovesse essere premiato.

di *Nicola Roggero*
