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title: Tirando calci alla vita
description: A un anno dalla morte di Diego Armando Maradona. Il fuoriclasse argentino è molto più che un semplice calciatore.
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date: 2021-11-25
modified: 2021-11-27
author: Francesco Rosati
url: https://laragione.eu/life/sport/tirando-calci-alla-vita/
categories: [Sport]
tags: [calcio]
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# Tirando calci alla vita

![Tirando calci alla vita](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Diego-Armando-Maradona.png)

A un anno dalla morte di Maradona. Il fuoriclasse argentino è molto più che un semplice calciatore. La vita è composta di atti unici ed eventi ripetibili. Diego Armando era e sarà per sempre un meraviglioso atto unico.

**Il calcio**, nelle sue espressioni migliori, non è gioco, è l’immediato svanire che supera l’azione. È il tempo eterno di chi il tempo lo spezza, lo travalica, lo ammanta di poesia. Inutile raccontarlo, perché l’artista quel tempo lo trascende. Puoi rivedere le immagini, i goal, la mano di Dio protesa al cielo che sfida il destino e punisce l’Inghilterra, ma non serve, perché **il mondo si divide manicheo in due categorie**: quelli che Maradona l’hanno visto solo in tv e quelli a cui il destino ha regalato il privilegio di vederlo dal vivo.

**Il talento**, disse **Carmelo Bene**, «fa quello che vuole, il genio quello che può». [Maradona](https://laragione.eu/life/sport/un-anno-senza-maradona-quello-che-resta-e-quello-che-va/) è stato genio assoluto, perché come i veri artisti non subisce la realtà ma la sovverte. Il suo non è mai stato solo calcio: deborda nella filosofia, è abbandono, è l’io che si dimentica di esistere e si gode l’immediato. La sua arte è tutta in questo non luogo: è un lampo, una sospensione del tempo, un sinistro fuori dalla storia. **È morto il 25 novembre**. Come **George Best**, uno dei più grandi dribblatori della storia del calcio, un funambolico hippy, quello che «Ho speso gran parte dei soldi per alcool, donne e macchine veloci, il resto l'ho sperperato».

E come **Fidel Castro**, il leader maximo dell’amata Cuba, quasi un secondo padre che l’ha accolto e protetto durante i lunghi anni della disintossicazione dalla droga. Della sua vita non ci interessano i dribbling non riusciti sulla cocaina, le fragilità, gli errori e gli eccessi, perché gli artisti si giudicano solo per l’opera. Il resto è vita e va bene per i comuni mortali, per chi la riempie solo di quotidianità. **Come un Caravaggio**, dipingeva sul campo delle luci perfette; **come Pollock**, faceva sgocciolare il suo talento senza mediazioni; **come Bacon**, profanava la realtà lasciandoci solo stupore e meraviglia. Non si può raccontare, descrivere, ci conviene accontentarci di quella breve porzione di tempo sporcata di magia.

Scriveva **Gianni Brera** che Maradona «è uno sgorbio divino, magico, perverso: un jongleur di puri calli che fiammeggiano feroce poesia e stupore (è dei poeti il fin la meraviglia). Talora uno dei suoi piedi serve fulmineamente l’altro per una sorta di paradossale ispirazione atta a sorprendere: ma quando vuole, questo leggendario scorfano batte il lancio lungo che arriva, illumina, ispira: capisci allora che i ghiribizzi in loco erano puro divertissement: esibizione per i semplici: se il momento tecnico-tattico lo esige, in quelle tozze gambe animate dal diavolo entra solenne **il prof. Euclide**.

E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra». La vita è composta di atti unici ed eventi ripetibili. Maradona era e sarà per sempre un meraviglioso atto unico.

 

di *Francesco Rosati*
