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title: Trionfo di Sinner all’ATP di Rotterdam
description: "Sinner batte De Minaur 7-5 6-4 alla finale dell'ATP 500 di Rotterdam e vince il suo 12° titolo ATP a sole tre settimane dagli Australian Open"
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date: 2024-02-18
modified: 2024-02-19
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/sport/trionfo-di-sinner-allatp-di-rotterdam/
categories: [Sport]
tags: [Italia, sport, Tennis]
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# Trionfo di Sinner all’ATP di Rotterdam

![Sinner trionfa all'ATP di Rotterdam](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Sinner-trionfa-allATP-di-Rotterdam.png)

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2024-01-27 14:47:54

2024-01-27 13:47:54

Omar Camporese, ex numero 18 al mondo del tennis italiano, si sbilancia sulla finale Sinner-Medved di domani: "È più forte, anche il russo lo sa"

Ora la finale in Australia (domani ore 9.30), dove parte favorito, poi la corsa alla prima posizione mondiale.

Omar Camporese, ex numero 18 al mondo, due tornei Atp vinti in carriera e apprezzato commentatore televisivo, è un estimatore di lunga data di Jannik Sinner ma prima del via all’Australian Open aveva messo in guardia il fenomeno italiano sulle potenziale insidie delle partite sulla lunga distanza in un clima torrido e sulla furia di Nole Djokovic, segnato dalla sconfitta con Jannik in finale di Coppa Davis: “Invece Sinner è andato oltre tutto, semplicemente perché in questo momento è il tennista più forte al mondo. Ora c’è la finale contro Medvedev, che è un altro campione, che vinto prove del Grand Slam, ci può essere ovviamente un po’ di tensione per chi come Jannik gioca la prima finale di uno Slam, ma lui è tranquillo perché è formidabile, forte di testa e consapevole dei suoi mezzi. E’ una fortuna per l’Italia, Sinner”, spiega Camporese a La Ragione.

Gli ultimi quattro mesi da dominatore di Sinner, riflette Camporese, dipendono principalmente dai miglioramenti impressionanti al servizio: “E’ un punto essenziale, prima Jannik giocava un tennis nervoso perché non si fidava del suo servizio, ora invece la prima e anche la seconda battuta gli consentono di essere aggressivo e preciso, di dominare da fondocampo. E’ stato così anche contro Djokovic, che è stato travolto nei primi due set. E’ impressionante poi la forza mentale di Jannik, che si è visto sfumare il match point nel terzo set per poi ricominciare a macinare gioco nel quarto parziale. Lo sanno fare solo i campioni e Jannik ormai lo è”, dice Camporese, che vede in Sinner tracce di un grandissimo del passato come Andrè Agassi.

“Soprattutto quando anticipa i colpi di rovescio a due mani, anche come incrocia le gambe nel colpire la palla ricorda Andrè e questo tipo di paragone rende bene l’idea di dove è arrivato Sinner e quali sono i margini di crescita, ossia i margini di crescita di un fenomeno che deve giocare per diventare il primo giocatore della classifica Atp. Se vincesse la finale avrebbe poi i mesi sul rosso per consacrarsi, lì ci sono tantissimi punti in palio”, riflette Omar.

Ma prima c’è la finalissima. C’è Medvedev. “Jannik lo ha battuto nelle ultime sfide - evidenzia Camporese - e anche il russo sa che in questo momento Sinner è più forte e sta giocando meglio, poi il gioco del russo, piazzato tre metri fuori dal campo, può essere solo un vantaggio per il nostro tennista di punta. Ma voglio sottolinearlo, abbiamo il più forte al mondo, senza di lui non avremmo mai vinto la Coppa Davis, è chiaro a tutti. E’ davvero un momento magico”.

di Nicola Sellitti

"Sinner è una fortuna per l'Italia", parla Omar Camporese

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2024-01-28 08:36:14

2024-01-28 07:36:14

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9926

2024-01-26 16:35:00

2024-01-26 15:35:00

"O vinco o imparo": una frase che racchiude l'essenza del fuoriclasse e che descrive perfettamente Sinner, riuscito nell'impresa di battere Djokovic agli Australian Open

Qui non si tratta di cercare gli aggettivi in grado di descrivere un puro fenomeno. La questione non è azzeccare l’immagine vincente, il superlativo corretto per un predestinato. Si deve necessariamente partire dall’uomo che Jannik Sinner è riuscito a battere nella semifinale degli Australian Open di questa mattina all’alba (per noi in Italia): Nole Djokovic.

Il più grande di ogni tempo, in base ai freddi numeri che magari non saranno in grado di descrivere interamente un campione, una storia - in questo caso una leggenda - ma certo restano granitici nel raccontare il serbo come una delle più perfette macchine agonistiche che si siano mai viste in qualsiasi sport.

Jannik Sinner ha battuto costui concedendogli un solo set - il quarto perso al tiebreak - in cui si possa dire ci sia stata partita. Negli altri tre vinti dall’azzurro (a Nole, Jannik ha lasciato 6 game su 18 in questi set..) sembrava di assistere allo spettacolo che innumerevoli volte lo stesso Djokovic ha offerto in giro per il mondo: quell’idea di granitica, assoluta, ineluttabile forza che diventa certezza aritmetica di vittoria. L’idea inculcata nell’avversario che non sia possibile batterlo, almeno non oggi.

Quello che Djokovic fece a Sinner appena una manciata di mesi fa Wimbledon, quando l’italiano fu strapazzato proprio dal serbo nella semifinale del più importante torneo al mondo.

C’è una frase che i distratti considerano semplicemente “fatta“ e invece racchiude l’essenza del fuoriclasse: “Vinco o imparo“. Jannik Sinner imparò tantissimo a Wimbledon e ha continuato a farlo nelle ATP Finals di Torino, quando ancora - una manciata di settimane fa - Nole appariva imprendibile. Poi, in Coppa Davis tutto è cambiato.

Nulla di casuale, frutto di lavoro, programmazione e studio. Di un talento fuor dal comune, questo è evidente, ma supportato da qualità psicologiche e morali che negli ultimi mesi sono letteralmente esplose all’attenzione del mondo. La grandezza del ragazzo è in una nostra certezza: queste sono le ore in cui ci si godrà una vittoria che resterà nella memoria sua e di tutti, ma molto presto resterà spazio e tempo solo per la concentrazione.

Solo per la finalissima degli Australian Open, una delle quattro prove del Grande Slam. Una delle quattro prove che ti trascinano nella storia della sport. Che bel risveglio.

di Fulvio Giuliani

Alle radici del fenomeno Sinner

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2024-01-27 11:04:53

2024-01-27 10:04:53

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25929

2023-11-23 18:03:01

2023-11-23 17:03:01

Da esule a eroe in Davis in meno di tre ore. La metamorfosi di Jannik the Winner, che porta quasi da solo l'Italia in semifinale

Da esule a eroe in Davis in meno di tre ore. E’ la metamorfosi di Jannik the Winner, che porta quasi da solo l’Italia in semifinale. E’ stato infatti Sinner, in un pomeriggio divenuto assai complesso per l’inattesa sconfitta di Arnaldi con un modesto olandese, a riscrivere la sceneggiatura vincente nella sfida con i modesti orange. Il numero quattro al mondo ha prima travolto in due set - con un po’ di sofferenza nel primo parziale - il numero due olandese Griekspoor, per poi tornare in campo dopo 20 minuti e piazzare l’acuto vincente, in doppio con Lorenzo Sonego.

 

Due set a zero, un’esibizione spaziale quella di Jannik, sostenuta da Sonego in versione secondo violino: preciso, presente quando contava e capace di seguire l’onda prodotta dal campione italiano. Che non è un doppista, che non lo sarà mai per scarsa inclinazione, che gioca poco in doppio, ma che in questo momento mostra un ritmo e una pesantezza di palla che ha investito la coppia orange. Anche l’esperto Koolhof, uno che ha vinto prove dello Slam in doppio ed è quindi profondo conoscitore della materia, nulla ha potuto contro la potenza di Sinner, leader assoluto della squadra italiana. E non è un dettaglio da poco, tenendo conto che spesso negli ultimi tempi aveva scelto di saltare gli impegni in Davis per dedicarsi al suo percorso di crescita tecnica e fisica.

 

E se alle Atp Finals il pubblico italiano gli aveva già condonato le assenze passate in Davis, ora Jannik è il condottiero di una nazionale che ha scherzato con il fuoco: per primo il commissario tecnico Volandri, con la scelta su Arnaldi (che ha avuto in ogni un match point, prima di perdere l’incontro in tre set), piuttosto che affidarsi allo stesso Sonego, più che a Musetti, piuttosto in ombra negli ultimi mesi. Ora poco conta, comunque: Jannik e l’Italia puntano verso l’Insalatiera e sulla strada dovrebbe esserci la Serbia, a breve in campo sempre a Malaga contro la Gran Bretagna: insomma, sarà di nuovo Sinner contro Djokovic, la terza sfida in dieci giorni. E forse anche la più attesa.

Di Nicola Sellitti

Aggrappati a Sinner

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2023-11-23 18:03:01

2023-11-23 17:03:01

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