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title: Un calcio alla passione
description: Il rispetto del lavoro altrui e dei valori che dovrebbero essere alla base di qualsiasi giornata dedicata al calcio sembrano evaporati.
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date: 2024-03-18
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/sport/un-calcio-alla-passione/
categories: [Sport]
tags: [calcio, Italia, sport]
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# Un calcio alla passione

![De Laurentiis Allegri e Lotito](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/De-Laurentiis-Allegri-e-Lotito.jpg)

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2024-03-13 10:11:00

2024-03-13 09:11:00

L'indagine che ha coinvolto il Milan ha radici profonde e dettagli poco chiari. Ma chiamateci sognatori: questo non è il calcio della nostra infanzia

La clamorosa indagine che coinvolge il Milan, in particolar modo gli attuali vertici operativi e anche il penultimo Ad si può comprendere solo a valle di un’annosa vicenda. Risale a ben prima della cessione (oggi finita sotto la lente di ingrandimento) dal fondo Elliot al Red Bird facente capo a Gerry Cardinale.

Si deve tornare ai convulsi mesi che portarono al passaggio dal fantomatico mister Li - una storia che nessuno ha mai capito fino in fondo e narrato ancor meno nei particolari - a Elliot, il fondo che rimise in carreggiata la gloriosa società rossonera fino alla cessione agli attuali proprietari. Per meglio dire a una catena di controllo quantomai complessa e nella quale è facilissimo perdersi, nel dedalo di società controllate che, secondo l’ipotesi investigativa, sembrano curiosamente riportare sempre alla casella Elliot. Come in un Monopoli impazzito.

Noi ci poniamo in attesa, da bravi osservatori, sperando che le indagini che hanno portato alle clamorose notizie di ieri siano quanto più rapide possibili, per chiarire la struttura proprietaria del club e ridare serenità a giocatori, staff tecnico e in particolar modo ai tifosi.

Leggendo ieri pagine e pagine, cercando a fatica - lo ammettiamo - di capirci qualcosa nel turbinio di società, proprietà, nomi, quote, soldi che vanno e vengono a un certo punto ci siamo fermati. Un po’ perché ci eravamo persi, ma soprattutto perché ci siamo scoperti a sorridere amaramente riflettendo su un aspetto apparentemente scontato: in teoria staremmo parlando di calcio, sport, emozioni, goal, delusioni, gioie, ricordi. Sul serio?

Dopo quelle sfiancanti letture e in attesa di capirci qualcosa sappiamo che ci hanno sbriciolato fra le mani il sogno della nostra infanzia.Sia chiaro, nel calcio di quando eravamo bambini avvenivano schifezze economiche e di altra natura inenarrabili, ma tutto appariva un po’ “pane e salame“. Anche i lestofanti, i relativi imbrogli, le patetiche furbizie avevano una dimensione casereccia. Riconoscibile. Oggi sembra tutto rarefatto, in giochi che si sono completamente distaccati dalla realtà del campo.

Chiamateci pure vecchi nostalgici o romantici, non ci offendiamo. Siamo passati dai “ricchi scemi“ della fine degli anni ‘60 - che saranno stati pure scemi ma di sicuro erano straordinariamente appassionati - a un magma indistinto, in cui si compra (forse), si vende, nell’indifferenza più assoluta per i principi sportivi.Far soldi con il calcio professionistico non ci impressiona, anzi. Ben vengano proprietà lungimiranti, capaci di creare business, ma sembra che in Italia si sia più che altro destinati a fungere da terra di conquista per improbabili avventurieri, finanzieri senza scrupoli, anime e volti grigi.

Non un bello spettacolo, sulla pelle di appassionati che a dispetto di tonnellate di palta che cadono loro in testa continuano ostinatamente a crederci.Almeno per quei fantastici, maledetti 90 minuti. Perché all’amor non si comanda.

Il Milan, l’indagine e i rimpianti dei tifosi per il calcio che fu

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2024-03-13 10:12:00

2024-03-13 09:12:00

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2024-03-16 18:03:42

2024-03-16 17:03:42

Il terzo posto dell’Italrugby nei Sei Nazioni è qualcosa che resterà nella memoria collettiva, non solo degli appassionati di rugby. Un pezzo di grandezza dello sport italiano

Dopo i francesi e gli scozzesi, quelli avviliti sono i gallesi. E, diciamolo, non ci siamo abituati, non lo saremo per un po’, forse è presto ma ci faremo l’abitudine. Il terzo posto dell’Italrugby nei Sei Nazioni, con la straordinaria vittoria in Galles (19-24) nell’ultima partita del torneo, è un qualcosa che resterà nella memoria collettiva non solo degli appassionati di rugby. E’ un pezzo di grandezza dello sport italiano. E forse non è un caso che sia arrivato dopo la dura lezione dei Mondiali, con quell’infinita serie di mete subite tra Nuova Zelanda e Francia.

Assistere all’assenza di mete del Galles fino al 60’ minuto (le tre mete sono arrivate nell’ultima fetta della partita, quando gli azzurri erano certi del successo), con l’Italia avanti di tre realizzazioni in un tempio pagano della palla ovale come il Millennium Stadium significa aver scollinato le colonne d’Ercole. E le iperboli sono consentite, perché per anni, se non decenni, anzi dalla prima edizione del Sei Nazioni nel 2000, la nazionale italiana ha dovuto subire critiche, anche umiliazioni e la costante minaccia di essere esclusi dal Sei Nazioni, come chiedevano sino a due anni fa in Francia e nel Regno Unito.

E invece in questa edizione del torneo gli azzurri sono andati sotto solo con i formidabili irlandesi, giocando invece alla pari con Francia, Inghilterra e Scozia e prendendo metaforicamente a sberle i gallesi a casa loro. C’è il terzo posto in classifica, con due vittorie e un pari, qualcosa di mai visto. Stavolta il cucchiaio di legno va ai gallesi, l’Italia invece si arrampica nel gotha europeo. Non sarà facile restarci, ma c’è un dato, forse quello che vale di più, ossia la serie positiva dell’Under 20 che nel Sei Nazioni si è presa più volte lo scalpo di francesi, inglesi, scozzesi. Il presente c’è, ed è inatteso ormai solo per pochi e meraviglioso, in attesa del futuro.

Di Nicola Sellitti

È grande Italia nel VI Nazioni, finalmente!

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2024-03-16 18:05:16

2024-03-16 17:05:16

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2024-03-14 16:02:25

2024-03-14 15:02:25

AS Roma: un video intimo di un’impiegata finisce nelle chat di staff e calciatori ma viene licenziata lei per "incompatibilità ambientale"

L'AS Roma è una mosca bianca nel panorama calcistico italiano: è l'unico club di Serie A guidato da una donna, la greca Lina Souloukou, che ora però rischia rischia di finire in tribunale con l’accusa di aver licenziato una sua dipendente. E no, non per giusta causa.

Il video intimo rubato

Tutto partirebbe da un video intimo che sarebbe stato rubato da un giovane calciatore della Primavera dal telefono della donna, chiesto in prestito con la scusa di dover telefonare al proprio agente. Il video sarebbe stato condiviso poi sulle chat di squadra in cui erano presenti anche membri dello staff.

Immediatamente, il club avrebbe riunito l'intero giovanile per chiedere spiegazioni. Il calciatore autore del gesto sarebbe addirittura scoppiato in lacrime, confessando apertamente la colpevolezza e fornendo i dettagli sull'intera faccenda. Ma è qui che arriva l'incredibile: il club giallorosso interrompe unilateralmente il rapporto di lavoro con la donna che si ritrova così, oltre che violata nella privacy e nella moralità, anche senza lavoro.

La reazione del club: il licenziamento della donna

Lorenzo Vitali, responsabile legale del club, ha spiegato in una lettera (riportata al Fatto Quotidiano) la posizione della società: “È stato portato all’attenzione della direzione Risorse umane e dei vertici aziendali un video che inconfondibilmente la ritrae nel compimento di atti sessuali. Purtroppo ci risulta che tale video sia stato visionato da gran parte del personale e dei giocatori della società”. Quindi il licenziamento per "incompatibilità della prosecuzione del suo rapporto di lavoro con il sereno e regolare andamento dell’attività della società”.

Le reazioni

La questione ha tutte le carte per finire in tribunale considerato che l'ormai ex dipendente si è affidata ad un legale nella speranza di poter ricevere giustizia. Immediate le reazioni delle associazioni come l'ONG Differenza Donna e Assist Associazione Nazionale Atlete che hanno chiesto un tempestivo intervento del Coni e della Federazione Gioco Calcio: “Pretendiamo ben altro comportamento dalla AS Roma, non solo perché guidata da una donna, ma perché società che si professa da sempre attenta a queste tematiche. Quello che è accaduto è terribile ed è ridicolo è vergognoso che a pagare sia la donna. Le autorità sportive facciano sentire la loro voce subito".

di Raffaela Mercurio

AS Roma: video intimo di una dipendente rubato ma il club licenzia lei

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2024-03-14 16:02:42

2024-03-14 15:02:42

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