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title: "Un calcio all&#8217;indipendenza"
description: Il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto approvare oggi un decreto legge dalla storica sottrazione di autonomia al mondo dello sport.
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date: 2024-05-06
modified: 2024-05-07
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Sport]
tags: [calcio, governo, Italia, sport]
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# Un calcio all&#8217;indipendenza

![Decreto sport](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Decreto-sport.jpg)

Il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto approvare oggi un decreto legge dalla storica sottrazione di autonomia al mondo dello sport e del calcio in particolare

L’idea del governo - accantonata non si sa per quanto tempo - della creazione di un organismo incaricato di controllare i bilanci dei club professionistici di calcio e basket sembra essere oggettivamente nata sotto una cattiva stella. Tempi ristrettissimi, la decisione di procedere con un decreto legge (dunque immediatamente operativo) che** il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto approvare oggi **e su tutto la sensazione **di una storica sottrazione di autonomia al mondo dello sport e del pallone in modo particolare**.

Scontatissima la **reazione negativa dei vertici della Federcalcio e dello stesso Coni**, con i rispettivi presidenti Gravina e Malagó furiosi con il ministro competente Abodi per modi, tempi e sostanza.
Lo stop deciso dall’esecutivo (anche se temporaneo, almeno in teoria) è lì a testimoniare che qualcosa non è stato fatto per il verso giusto. Eufemismo. Non vorremmo, al contempo, che si osservasse con ansia il dito dimenticando la luna: tanto per cominciare un organismo incaricato di sovrintendere ai bilanci delle società calcistiche esiste già, la Covisoc. Il governo, in sostanza, sembra dire al calcio (e al basket): “**Non siete in grado di garantire i conti e la regolarità dei campionati e quindi interveniamo**”. Ecco spiegato il terrore del mondo sportivo di vedersi commissariato dalla politica.

Paura anche condivisibile, ma allo stesso tempo va sottolineato almeno con uguale energia che **l’andazzo finanziario dei club calcistici in Italia è da tempo a metà strada fra una sciagura e una barzelletta**. L’immagine più adeguata è quella di un gruviera o un burrone, fate voi. Questo è un fatto che non può essere nascosto sotto la baraonda di un intervento frettoloso e irrituale quanto si vuole:** il calcio italiano ha ampiamente dimostrato di non sapersi gestire**, di vivere molto al di sopra delle proprie possibilità, salvo chiedere costanti aiuti in forma di fiscalità agevolata o altro al governo.** Fare ora quelli che strepitano per l’attacco all’indipendenza risulta ipocrita, nella migliore dell’ipotesi.**

È un giocattolo che non sta in piedi, con un numero sorprendentemente alto di società con i conti impazziti e tenute in vita esclusivamente dall’apporto dei diritti televisivi e talvolta da spericolate operazioni di mercato. Offendiamoci pure, insomma, perché il governo si è mosso un po’ come l’elefante nel famoso negozio di cristalleria, ma **cerchiamo di non dimenticare che finanziariamente il calcio italiano resta con poche eccezioni del tutto insostenibile**.

Di *Fulvio Giuliani*
