Una medaglia, un ricordo infinito, una dedica. All’hockey, per i figli che non ci sono più. I voti
Ieri è stato il giorno dello skicross, lo sport più divertente e spettacolare dell’edizione dei Giochi di Milano-Cortina. I voti delle gare di ieri
Una medaglia, un ricordo infinito, una dedica. All’hockey, per i figli che non ci sono più. I voti
Ieri è stato il giorno dello skicross, lo sport più divertente e spettacolare dell’edizione dei Giochi di Milano-Cortina. I voti delle gare di ieri
Una medaglia, un ricordo infinito, una dedica. All’hockey, per i figli che non ci sono più. I voti
Ieri è stato il giorno dello skicross, lo sport più divertente e spettacolare dell’edizione dei Giochi di Milano-Cortina. I voti delle gare di ieri
E’ stato il giorno dello skicross. Per distacco, lo sport più divertente, spettacolare dell’edizione dei Giochi di Milano-Cortina. Si parte, ovviamente con un 10, pure con lode, per Simone Deromedis, intervistato da La Ragione un mese prima della sua gara. Ha vinto, anzi stravinto, da favorito. Facile? Neppure per sogno. Ha letteralmente dominato ogni turno, facendo la differenza in partenza e amministrando il vantaggio accumulato. Il conto degli allori vede un un oro ai Mondiali e alle Olimpiadi. E potrebbe anche vincere a breve la Coppa del Mondo..
L’argento di Federico Tomasoni (10), sempre nello skicross, appartiene alla galassia dei racconti che prendono corpo e diventano immortali solo ai Giochi olimpici. Mai sul podio, prima di Milano-Cortina, poi ecco l’argento. C’era la motivazione di dedicare il risultato alla memoria della fidanzata Matilde Lorenzi. Quel sole sul casco è stato anche il nostro sole.
E’ l’atleta del metallo numero 30 per la delegazione azzurra. Quindi almeno 8 ad Andrea Giovannini, ultima gioia dello speed skating, bronzo nel pattinaggio di velocità: il bilancio olimpico è di due medaglie, una d’oro, siamo alla consacrazione. Ai Giochi italiani. C’è di peggio.
Il saluto ai Giochi, alla sua grande carriera, con una mass start coraggiosa. Indomita, Dorothea Wierer (8). L’Italia saluta un’icona che ha segnato un’era: ha messo sulla mappa il biathlon. Le si deve molto.
Quinto posto nella mass start, ingarbugliata nel gruppo, eppure combattiva, indomita. Francesca Lollobrigida (7) forse non chiude al meglio i suoi Giochi, ma è una delle regine olimpiche, con un doppio oro straordinario. E poi c’è la sua storia che è potente, una storia che resta negli occhi e nella mente. Di tutti.
Johnny e Matthew Gaudreau avevano il sogno olimpico, la casacca della nazionale statunitense di hockey sul ghiaccio, in particolare Johnny, alla consacrazione internazionale dopo un decennio nella Nhl. Avrebbe fatto parte della selezione a stelle e strisce. Entrambi sono morti per un incidente stradale lo scorso anno (un Suv con alla guida un ubriaco li ha travolti mentre erano in bici, a pochi giorni dalle nozze della sorella). A Milano-Cortina, per la partita più attesa, Usa-Canada di oggi, sugli spalti ci saranno Guy e Jane, il padre e la madre di Johnny e Matthew. A coronare il sogno dei figli.
Di Nicola Sellitti
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