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title: Vale tantissimo
description: Di Valentino Rossi ci piacerebbe sottolineare il suo essere stato una ‘macchina del tempo’ per aver segnato diverse epoche mediatiche.
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date: 2021-11-16
author: Diego de la Vega
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categories: [Sport]
tags: [motociclismo, sport]
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# Vale tantissimo

![Vale tantissimo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Valentino-rossi.png)

Valentino Rossi, una ‘macchina del tempo’ capace di segnare diverse epoche mediatiche e non solo. Nel suo futuro sportivo lo immaginiamo in avventure più adatte al suo carattere di Peter Pan.

Cosa si può scrivere sull’addio di Valentino Rossi alle gare che, oltre a non essere stato già scritto, non suoni come un coccodrillo in vita o una macedonia di buoni sentimenti un po’ barocchi? Per quanto possa apparire paradossale, i grandissimi personaggi corrono sempre il rischio di essere salutati in modo scontato. È il loro stesso ‘mito’ a rendere complesso trovare una chiave originale.

Dovendo scegliere, di Valentino Rossi ci piacerebbe sottolineare il suo **essere stato una ‘macchina del tempo’** con consapevolezza assoluta, almeno dopo i primissimi anni di carriera. Fedele non tanto al suo personaggio, ma al suo Io più autentico. Sempre per quanto si possa intuire a distanza.

Una ‘macchina del tempo’ perché agonisticamente ha segnato l’ultimo scorcio dell’era delle ‘500’ due tempi, veri e propri mostri meccanici quasi impossibili da domare. Poi ha interpretato come nessun altro, imponendo uno stile di guida inimitabile per anni, **il passaggio ai quattro tempi della MotoGP**, per approdare infine alle moto di oggi. Profondamente mutate dall’elettronica e dall’aerodinamica.

Dal punto di vista sportivo, considerata l’evoluzione tecnologica qui riassunta, possiamo tranquillamente parlare di un miracolo pressoché irripetibile. Ancor più importante, in realtà, l’aver segnato diverse epoche mediatiche – quando cominciò a vincere i social non esistevano neppure – restando oggetto di un costante affetto popolare.

Da quando era solo un ragazzino a oggi, uomo fatto e prossimo padre. In un mondo, quello delle moto, che intanto si proiettava verso un giovanilismo esasperato,** la sua è un’eccezione assoluta.** Mentre viaggiava con noi nel tempo, Valentino restava ferocemente attaccato a sé stesso, anche se ci abbiamo messo un po’ a capire quanto fosse sincero.

Diciamo la verità, molti non amavano per nulla le scenette con cui Rossi ha accompagnato per lungo tempo i suoi trionfi, giudicandole eccessive e talvolta anche irrispettose. In realtà, quei giochi di società (puntualmente organizzati dai suoi amici più stretti e da veri e propri capi tifosi, altro fenomeno unico a lui legato) rispecchiavano i riti del mondo privato che Valentino Rossi ha sempre messo davanti a tutto. La cerchia più intima, l’universo con baricentro Tavullia, gli stessi amori ben poco ostentati, per la media di personaggi del suo calibro.

Il ragazzino- ragazzo prima e l’uomo poi hanno sempre protetto questa sua dimensione, eleggendola a ‘casa’. Infatti **è a Tavullia che è sempre tornato**, non perché – come qualcuno ha acidamente fatto notare – fosse andata male con il fisco. Perché è esattamente lì che voleva stare. Quanto al suo futuro sportivo, ci permettiamo di esprimere un minuscolo desiderio: non tanto vederlo al ‘muretto’ della MotoGp, anche se crediamo sia assolutamente nelle sue corde scovare e far crescere nuovi talenti, ma **immaginarlo in avventure più adatte al suo carattere di Peter Pan.** Cresciuto, ma mai ‘troppo’.

La 24 ore di Le Mans, di cui si sussurra, è un esempio perfetto. Per restare pilota ancora un po’, sé stesso per sempre e portare in giro il suo modo di essere superstar. Così, all’italiana. A prestissimo, Vale!

 

di *Diego de la Vega*
