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Van Basten, la leggenda, compie 60 anni

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L’eleganza dell’olandese era solo l’involucro di un concentrato di grandezza, tecnica, ma anche di cattiveria agonistica

Van Basten, la leggenda, compie 60 anni

L’eleganza dell’olandese era solo l’involucro di un concentrato di grandezza, tecnica, ma anche di cattiveria agonistica

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Van Basten, la leggenda, compie 60 anni

L’eleganza dell’olandese era solo l’involucro di un concentrato di grandezza, tecnica, ma anche di cattiveria agonistica

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Il rimpianto per chi ha ammirato Marco Van Basten, che oggi compie 60 anni, è non averlo visto invecchiare o anche prendere la strada del declino su un rettangolo di gioco. Il discorso ovviamente vale per i milanisti, che si sono visti strappare un pezzo di cuore all’annuncio del ritiro in uno stadio senza un posto vuoto dopo anni di pura bellezza, ma anche per gli innamorati del calcio. Ha smesso a neppure 31 anni, in ogni caso in tempo per vincere tre edizioni del Pallone d’Oro: ci si è messo di mezzo il destino, un fisico fragile, qualche medico poco avveduto nella cura della sua caviglia. E’ stato un peccato quasi mortale. L’eleganza dell’olandese era solo l’involucro di un concentrato di grandezza, tecnica, ma anche di cattiveria agonistica. Van Basten è stato uno di quelli per cui non si deve andare solo al conto pedissequo dei gol o degli assist, perché il calcio – per fortuna – non è certo fatto solo dalle statistiche. Van Basten è stato calcio e arte, reti e giocate di fino disseminate su oltre 190 centimetri. In qualche altro decennio, sarebbe stato il più forte di tutti: nel suo c’è stato Diego Maradona. E non è certo una colpa del fuoriclasse olandese. A Diego, che si è comunque ritrovato come compagno d’attacco un altro fenomeno come Careca, piaceva da matti. Van Basten al Milan si faceva bastare Gullit, Rijkaard. All’Inter c’era Matthaeus: la golden age del campionato italiano, mai più tornato a quei livelli spaziali.

I più giovani per approfondire il tema Van Basten magari procederanno – come avviene nel calcio 2.0 – per highlights: quindi per la rete meravigliosa all’altezza del calcio d’angolo contro l’Unione Sovietica, nella finale degli Europei del 1988, oppure il colpo di testa in tuffo da fuori area al Real Madrid. Una sfida alle leggi della fisica. Quella versione del Milan di Sacchi, con cui ebbe un rapporto rispettoso ma controverso che ha portato alla costruzione della leggenda rossonera, vinse 5-0 al Bernabeu, incantando l’Europa. Non bastano i filmati, le giocate, le finte, i dribbling: manca la visione complessiva per comprenderne la grandezza nell’era di difensori duri, spietati e arbitraggi assai meno comprensivi nella tutela dei campioni di quelli contemporanei. Van Basten è una delle foto meglio riuscite di un altro calcio. Che si fa rimpiangere, sarà l’età che passa.

Di Nicola Sellitti

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