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title: Velasco, la cittadinanza e le ipocrisie dolorose
description: Julio Velasco ha preso di petto la questione della cittadinanza italiana dei figli di stranieri nati o cresciuti da noi ed è stato lapidario
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date: 2024-10-25
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Sport]
tags: [cittadinanza, Italia, pallavolo]
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# Velasco, la cittadinanza e le ipocrisie dolorose

![Julio Velasco cittadinanza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Julio-Velasco-cittadinanza.jpg)

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2024-08-09 07:48:55

2024-08-09 05:48:55

“Smettiamola di parlare di quello che manca“. Parole del maestro Julio Velasco, dopo una serata magnifica che ci ha ripagato della delusione del volley e della pallanuoto maschile

“Smettiamola di parlare di quello che manca“. Parole del maestro Julio Velasco, dopo una serata magnifica che ci ha ripagato nel giro di 24 ore della grande e doppia delusione del volley e della pallanuoto maschile.

E non scriviamo a caso “maestro”, perché quest’uomo italiano per scelta - che ha vinto tutto ciò che è umanamente possibile vincere tranne un solo titolo… - ancora una volta ha dato una lezione a tutti. 

A pochi minuti dall’ennesimo trionfo, da un risultato mai raggiunto dalla pallavolo femminile azzurra ai Giochi olimpici, si è concesso un momento di festa con i familiari e poi ha chiesto loro scusa perché era il momento di parlare con i giornalisti. Con il tono di sempre - quello stesso sereno, consapevole eppure deciso usato anche nei momenti di difficoltà delle azzurre durante i timeout - ha ricordato: “La pallavolo e il giornalismo devono smettere di parlare dell'oro che manca, è deleterio per tutti. Si vede sempre quello che manca, è uno sport tutto italiano, l'erba del vicino è sempre più verde. È una filosofia di vita, ma l'oro olimpico quando arriverà arriverà: ci sono tante squadre forti, si può vincere e si può perdere, l'importante è che i nervi non ci tradiscano”. 

Come non pensare alla sempiterna cultura degli alibi, così cara a una certa Italia. Come quella messa in campo dalla pallanuoto, dopo il quarto di finale perso con l’Ungheria. Una partita in cui - è vero - abbiamo subito un torto arbitrale, ma in cui abbiamo anche sbagliato due rigori durante i quattro quarti regolamentari e altri tre durante i tiri di rigore decisivi. Un po’ troppo per prendercela solo con i direttori di gara, lanciando accuse non si sa bene a chi e sostenendo che cosa via social. 

Poche ore dopo, un uomo che se ne poteva stare comodamente a commentare le Olimpiadi in Tv facendosi strapagare si trovava per l’ennesima volta a bordo campo, a soffrire senza poterlo far vedere. Perché le sue ragazze (lui lo sa) devono poter girarsi in qualsiasi momento e vedere un allenatore in controllo della situazione, un punto di riferimento. Un signore con i capelli ormai grigi che non può permettersi mattate, escandescenze o altre cialtronate tipiche di un certo modo di interpretare lo sport. 

Lui è Julio Velasco ed è in missione, insieme al suo ex fenomeno in campo Lorenzo Bernardi, oggi assistente. Il più forte giocatore di volley di ogni tempo che con spirito di servizio si è messo a disposizione del suo antico maestro. Consapevole di dover stare in seconda fila. Immaginate CR7 fare da assistente a Pep Guardiola… La missione non è finita, c’è un lavoro da portare a casa, una finale da giocare con gli Usa. La più bella partita della vita di queste splendide ragazze. 

Il maestro si ferma, ci pensa un po’ e poi ricorda di non aver ancora visto la sua squadra giocare al meglio. È il suo modo di dare appuntamento a domenica. Senza parlare di mancanze e maledizioni, solo di sport. Di momenti di vita da ricordare.

di Fulvio Giuliani

Essere Julio Velasco

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2024-08-09 07:48:59

2024-08-09 05:48:59

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9926

2024-06-24 07:21:48

2024-06-24 05:21:48

Chi non ricorda Julio Velasco, l’allenatore della “Generazione di fenomeni”. L’uomo che plasmò la Nazionale di pallavolo maschile "più forte di tutti i tempi“

Chi non ricorda Julio Velasco, l’allenatore della “Generazione di fenomeni”. L’uomo che plasmò la Nazionale di pallavolo maschile definita “La più forte squadra di tutti i tempi“ del Volley. Sull’onda di quella serie mostruosa di successi - due titoli mondiali, cinque World League, un amarissimo argento olimpico - Velasco nella vita professionale ha fatto praticamente di tutto. È sbarcato persino nel calcio, per provare a trasferire nel mondo del pallone la sua idea di gestione degli uomini, delle personalità e di quei veri e propri organismi viventi che sono delle squadre. In qualsiasi disciplina. 

Fu considerato un corpo estraneo e in qualche misura lo era, in uno sport spesso schizofrenico e non di rado più dilettantistico (negli atteggiamenti, in modo particolare) che iper professionalizzato come ama raccontarsi. Infine, è tornato al suo vero, grande amore: la panchina di una squadra di pallavolo. 

Qualche vicissitudine, giri molto al largo dall’Italia e infine la panchina della Nazionale femminile. Ieri le sue ragazze hanno trionfato in Nations League, vincendola per la seconda volta. Le azzurre hanno travolto tutto e tutte, cedendo solo un set nella fase finale della manifestazione a Bangkok. In questo momento, l’Italia di quel fenomeno che risponde al nome di Paola Egonu è la N.1 del ranking mondiale e con questo fardello psicologico mica da ridere si presenterà alle Olimpiadi di Parigi del prossimo agosto. 

Julio Velasco in qualche misura è tornato a casa, anche se non è mai andato via del tutto. Nella sua testa c’è un solo obiettivo che vale una vita: vincere infine quell’oro che l’Olanda gli strappò in una delle finali più emozionanti e storicamente crudeli della storia dello sport. Correva l’anno 1996 ad Atlanta e il nostro Dream Team cadde all’ultimo miglio, fallendo un obiettivo mai apparso così vicino e meritato. Per Julio Velasco quella partita contro gli orange - che ci avevano eliminato anche quattro anni prima a Barcellona - non deve essere mai finita, il conto mai saldato e questo significa che le nostre magnifiche ragazze hanno l’opportunità della vita. 

Ci sarà da “sputar sangue“ come avrebbe detto un altro leggendario coach, Dan Peterson, ma Julio è in missione. Gli altri sono avvisati.

di Fulvio Giuliani

Julio Velasco è tornato ed è in missione

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2024-06-24 07:21:52

2024-06-24 05:21:52

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25929

2023-11-08 18:03:22

2023-11-08 17:03:22

Julio Velasco sarà il nuovo ct della nazionale di pallavolo femminile. Obiettivo Olimpiadi e una nuova era per l'Italvolley

Rieccolo, Julio il visionario. Come una ventata di aria buona, buonissima. Il guru del volley è proiettato verso le Olimpiadi. Magari con il ritorno in banda di Paola Egonu.

Le illazioni delle scorse settimane erano centrate, Velasco assume l’incarico di commissario tecnico della nazionale femminile. Una sfida, una nuova sfida a 71 anni per l’allenatore dei due mondi che ha reso un servizio straordinario alla pallavolo italiana, lanciando con la sua generazione d’oro, un mito nello sport italiano e la chiave per il decollo della pallavolo nelle scuole, nelle palestre italiane.

 

Ha fatto il tecnico, ha cambiato il volley, poi è passato alla scrivania, attratto anche dal calcio (direttore generale della Lazio verso la fine degli anni ‘90), prima del ritorno alla pallavolo. Da qualche tempo spiegava di voler fare il nonno: invece lascerà la panca di Milano dedicandosi solo alla maglia azzurra e proverà a portare ai Giochi di Parigi l’Italvolley ricca di talento e di incomprensioni degli ultimi mesi. Le tensioni sono state così alte, così come le scelte inopportune, che l’asso del volley italiano, Paola Egonu, non era presente nel mini torneo di qualificazione olimpica che l’Italia ha clamorosamente steccato e che ha rappresentato la molla per l’ennesimo ritorno di Velasco.

 

Egonu tornerà, motivata dal vangelo secondo Velasco: filosofia e occhi della tigre, metodo e talento: l’argentino non è neppure alla prima esperienza con l’Italia femminile (quinto nel 1997 agli Europei di Brno), ma è stato lui a gettare le basi per il primo Club Italia della storia, con un passo avanti sulla metodologia di lavoro che dopo qualche tempo iniziò a portare medaglie anche tra le donne.

 

Il compito in maglia azzurra non sarà dei più semplici: oltre a staccare il pass per i Giochi francesi dopo il tonfo al pre-olimpico (e non sarà scontato, si dovrà passare attraverso la Nations League), Velasco dovrà letteralmente ricostruire l’anima dell’Italvolley ricca di talento ma che si è persa in un paio di anni tra litigi, rancori, scelte poco condivisibili di staff tecnico, atlete e federazione. Il titolo di venerabile maestro del volley, anzi dello sport mondiale già gli spetta di diritto, anzi di più: gli è cucito addosso.

Ma manca quell’oro davanti a cinque cerchi.

di Nicola Sellitti

Il ritorno di Julio Velasco

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2023-11-08 18:03:22

2023-11-08 17:03:22

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