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title: "Yeman Crippa: uno spettacolare esempio d&#8217;integrazione"
description: Yeman Crippa è uno spettacolare esempio di integrazione, non solo per i motivi ovvi, ma perché ricorda qualcosa di potenzialmente scomodo.
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date: 2022-08-23
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/sport/yeman-crippa-uno-spettacolare-esempio-dintegrazione/
categories: [Sport]
tags: [Evidenza, Italia, sport]
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# Yeman Crippa: uno spettacolare esempio d&#8217;integrazione

![Yeman Crippa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-42.jpg)

Yeman Crippa è uno spettacolare esempio di integrazione, non solo per i motivi ovvi, ma perché ricorda qualcosa di potenzialmente scomodo.

**Il trionfo di Yeman Crippa è stato uno dei grandi eventi** **sportivi azzurri di questa meravigliosa estate** (di nuovo). La vittoria nei 10.000 metri agli Europei di atletica di Monaco di Baviera ha un valore tecnico indiscutibile,** quasi storico**, riportando l’I**talia in una posizione di leadership nel mezzofondo persa da troppo.**

È un tornare agli anni del grande **Alberto Cova** (“Cova, Cova, Cova, Covaaaa”, nell’indimenticabile urlo del telecronista Paolo Rosi ai Mondiali del 1983), di **Stefano Mei**, oggi presidente della Federazione italiana di atletica leggera. **Sin qui il dato tecnico-sportivo. **

C’è un messaggio più profondo, però, nella vittoria di Crippa. **La storia di Yeman sembra fatta apposta per le letture politicamente più scontate**: il riscatto del ragazzo nero, nato povero sugli altopiani d’Etiopia, rimasto orfano con i suoi fratelli e adottato da una coppia milanese, trapiantatasi poi in Trentino, che trova affetto e sostegno nella sua nuova famiglia italiana e i mezzi per una grande carriera sportiva. **Alla faccia delle occhiate oblique e del razzismo più scoperto**.

Facile scriverlo, **altrettanto semplice guadagnarsi applausi e altrettanti fischi**, in base alle inclinazioni politiche di chi ascolti o legga. **Un trattamento che Crippa non merita** e con lui tutti gli straordinari atleti che stiamo vedendo crescere giorno dopo giorno sotto un solo colore, **l’azzurro delle nostre maglie**. Yeman è uno spettacolare esempio di integrazione, non solo per i motivi più ovvi, **ma perch****é ****ricorda qualcosa di potenzialmente anche scomodo**. Che la vera integrazione (**anche fra italiani nati in Italia da genitori italiani!**) la si raggiunge garantendo a tutti eguali condizioni di partenza e il giusto riconoscimento del merito (sul podio). **Lo sport**, pur con tutti i limiti, **mantiene una purezza di fondo**: è intrinsecamente egualitario. Perché senza dedizione, spirito di sacrificio, **capacità di riconoscere la leadership altrui** e il valore dell’insegnamento non si va da nessuna parte. Che tu sia nero, bianco, giallo, con gli occhi tondi, a mandorla e con i capelli crespi o lisci.

**Lo sport è un modello naturale di integrazione** che dovremmo avere il coraggio di portare in ogni scuola del nostro Paese. **Tu corri, io corro, per non restare indietro. Tu studi, io studio per non perdere le migliori occasioni di lavoro**. Lo sport ha giudici appellabili nell’avversario, nel cronometro, nelle linee del traguardo, ma essenzialmente in se stessi. Nel riconoscere i propri limiti e superarli senza scuse di comodo.

**Eleggere lo sport a modello di integrazione non significa negare il razzismo strisciante** o meno con cui un[Yeman Crippa](https://laragione.eu/life/sport/yeman-crippa-corre-anche-per-noi/), un Marcell Jacobs, una Paola Egonu o un Carlton Myers (molto prima di loro) **ci hanno raccontato di aver dovuto fare i conti.** Significa sottolineare cosa dovremmo insegnare ai nostri ragazzi, per estirpare la mala pianta dell’ignoranza e del becerismo. **Un compito che spetta a noi, sempre**.

Riempirsi la bocca di ‘Italia multietnica’ per sostenere o confutare tesi politiche è un’offesa all’impegno e al sacrificio di atleti meravigliosi, a cui dobbiamo un pezzo del nostro buon nome nel mondo. **Mettiamoli nelle condizioni di gareggiare al meglio** e di far sì che siano scuola ed esempio per i più giovani, invece di sfruttarli cinicamente per la solita vendemmia di like e voti.

di *Fulvio Giuliani *

 
