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title: "AI Act, Confindustria Cultura contro le norme attuative: &#8220;Creano incertezza giuridica&#8221;"
description: "La terza bozza del Codice di condotta GPAI dell'AI Act rappresenta un passo indietro rispetto a questi obiettivi"
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date: 2025-03-28
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/tech/ai-act-confindustria-cultura-contro-le-norme-attuative-creano-incertezza-giuridica/
categories: [Tech]
tags: [AI, tech]
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# AI Act, Confindustria Cultura contro le norme attuative: &#8220;Creano incertezza giuridica&#8221;

![AI Act](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/UNA-FOTO-26-2-1024x639.jpg)

La terza bozza del Codice di condotta GPAI dell'AI Act rappresenta un passo indietro rispetto a questi obiettivi

Da quando l'AI in tutta la sua forza ha iniziato ad affacciarsi nelle nostre vita abbiamo analizzato e raccontato quanto stava accadendo, aggiornandovi di volta in volta circa le novità. Quanto emerso oggi preoccupa non poco. In una nota diffusa in giornata, Confindustria Cultura Italia, insieme ad autori e imprese culturali e creative europee, ha criticato le norme attuative emerse dalla terza bozza dell’AI Act, ritenendole profondamente inadeguate perché insufficiente a tutelare gli interessi del comparto.

L'**[AI Act](https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://laragione.eu/life/tech/il-parlamento-europeo-approva-lai-act/&ved=2ahUKEwjq-vrdhK2MAxUMnP0HHe6jPEsQFnoECBwQAQ&usg=AOvVaw0x_xmv8TaitySijgrY-zvL)** mira per sua stessa natura a tutelare i diritti di autori, artisti e altri titolari di copyright, imponendo ai fornitori di **Intelligenza Artificiale a Scopo Generale (GPAI)** l'obbligo di rispettare il diritto d'autore UE e fornire un riepilogo dettagliato dei contenuti utilizzati per l'addestramento. Questo è un aspetto essenziale per bilanciare lo sviluppo dell'IA con la protezione del settore creativo europeo.

Tuttavia, la **terza bozza del Codice di condotta GPAI** rappresenta un passo indietro rispetto a questi obiettivi. Il testo genera **incertezza giuridica**, interpreta erroneamente il diritto d'autore e indebolisce gli obblighi dell'AI Act. Di fatto,  indebolisce ulteriormente l'obbligo di conformità al **diritto d'autore UE** e all'**AI Act**. **In diversi punti, infatti, si limita a richiedere ai fornitori di GPAI di compiere “sforzi ragionevoli” per rispettare la normativa, senza imporre obblighi chiari e vincolanti.** Tuttavia, tali impegni vaghi o il semplice incoraggiamento all'adozione di misure non sono sufficienti a garantire una reale tutela del diritto d'autore o il rispetto dell'AI Act.

Nonostante il contributo costruttivo di molti rappresentanti del settore creativo, le principali criticità sollevate sono state ignorate dai redattori del Codice. Di conseguenza, per Confindustria Cultura e i firmatari della nota congiunta, la bozza non è adeguata e non dovrebbe essere approvata senza significativi miglioramenti. In assenza di modifiche sostanziali, sarebbe **preferibile non adottarla affatto**.

“Se le misure attuative saranno quelle delineate nella terza bozza, l’AI Act fallirà completamente l’obiettivo che si era dato e si aprirà il varco a plateali violazioni delle norme europee sul diritto d’autore a danno dei cittadini, degli autori, delle imprese”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI) e dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Innocenzo Cipolletta: “Insieme a tutte le associazioni degli autori e delle industrie culturali e creative europee respingiamo l’attuale testo e chiediamo che Commissione, Europarlamento e Stati membri ne denuncino l’inadeguatezza”.

“Se fosse approvato così com’è, il Codice di condotta violerebbe l’AI Act e la Direttiva Copyright”, ha continuato Cipolletta: “Si crea un porto sicuro per le big-tech, sollevandole dalla responsabilità di rispettare concretamente il diritto d’autore europeo e di agire con trasparenza. E si dice ai titolari dei diritti di farsi una ragione del fatto che le big-tech abbiano abusivamente utilizzato le loro opere. Una sorta di amnistia per poche e ricchissime persone a danno di milioni di cittadini europei: autori, interpreti, esecutori, traduttori, giornalisti, editori, produttori, lavoratori delle industrie creative…”.

Inoltre, il meccanismo di gestione dei reclami proposto nella bozza è inefficace, limitandosi a prevedere un sistema per la presentazione delle segnalazioni senza indicare misure concrete per risolverle. Questo lo rende un atto puramente simbolico, privo di reale tutela per i titolari dei diritti.

Il Codice dovrebbe invece introdurre obblighi chiari affinché i fornitori di GPAI rispettino i principi fondamentali del diritto d’autore: ottenere un’autorizzazione preventiva e evitare l’uso non autorizzato di materiali protetti.
