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title: AI e autori, addestrare non sia rubare i nostri diritti
description: "Una lettera dal mondo dell'industria creativa contro l'uso non autorizzato di opere creative per la formazione dell'AI generativa"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1639-1024x639.jpg
date: 2024-10-24
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/tech/ai-e-autori-addestrare-non-sia-rubare-i-nostri-diritti/
categories: [Tech]
tags: [AI, Arte, musica]
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# AI e autori, addestrare non sia rubare i nostri diritti

![AI](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1639-1024x639.jpg)

Una lettera contro l'uso non autorizzato di opere creative per la formazione dell'AI generativa

Mentre si continuano a scrivere fiumi d’inchiostro** sull’AI e sulle sue possibili conseguenze**, c’è chi ha deciso di agire e non restare a guardare. **Sono oltre 6.500 fra musicisti, attori, scrittori e artisti di varia natura (compresi vincitori di premi Nobel e di Oscar) quelli che hanno firmato una dichiarazione ufficiale **– [che tutti possono sottoscrivere anche senza lavorare nel settore](https://www.aitrainingstatement.org) – circa l’uso non autorizzato delle opere per l’addestramento delle AI: «**L’uso non autorizzato di opere creative per la formazione dell’AI generativa è una grande quanto ingiusta minaccia **per i mezzi di sussistenza delle persone dietro quelle opere e non deve essere consentito».

**Fra le realtà firmatarie anche la nostra Fimi** (Federazione Industria Musicale Italiana), che ha sottolineato in una nota come molte aziende di AI generativa si allenino sul lavoro dei creatori senza una licenza per farlo: «**Questo è un grosso problema per molti artisti, musicisti, attori, autori e altri creatori il cui lavoro è sfruttato da società di intelligenza artificiale**». E in un momento critico come questo, con diverse cause avviate negli Stati Uniti proprio sul punto del *training* senza licenza e con il governo del Regno Unito intenzionato a modificare la legge sul *copyright* per permettere alle aziende di intelligenza artificiale di utilizzare opere protette senza richiedere autorizzazione, per Fimi «**è importante ascoltare direttamente l’opinione dei creatori il cui lavoro viene sfruttato**».

di *Federico Arduini *
