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title: Ax-3 con  Walter Villadei è sbarcata sulla Stazione Spaziale Internazionale
description: "L'equipaggio della missione Ax-3 di Axiom Space, guidato dal pilota italiano Walter Villadei, è arrivato all'ISS."
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date: 2024-01-20
author: Redazione
url: https://laragione.eu/life/tech/ax-3-con-walter-villadei-e-sbarcata-sulla-stazione-spaziale-internazionale/
categories: [Tech]
tags: [Italia, spazio, viral]
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# Ax-3 con  Walter Villadei è sbarcata sulla Stazione Spaziale Internazionale

![Ax-3 arriva all'ISS](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Ax-3-arriva-allISS.png)

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2024-01-19 17:00:35

2024-01-19 16:00:35

Milano a ottobre ospiterà il più grande evento mondiale in tema di Spazio, il 75° Congresso internazionale di astronautica

Il 2024 si è aperto con una forte ispirazione ‘spaziale’ italiana. Walter Villadei – impegnato proprio in queste ore nella missione Axiom-3 al via da Cape Canaveral e diretta alla Stazione spaziale internazionale (Iss) – raccoglierà dati sperimentali in vari ambiti, dalla medicina alla nutrizione, studiando anche gli effetti della microgravità sulla preparazione della pasta e sulla percezione del gusto. Milano a ottobre ospiterà il più grande evento mondiale in tema di Spazio, il 75° Congresso internazionale di astronautica, che vedrà sfilare i protagonisti delle missioni e i promotori della spinta innovativa che orbitano intorno a esse. La recente presenza alla Fashion Week milanese di Jeff Bezos (“Mr Amazon” nonché proprietario della società spaziale Blue Origin) dimostra quanto il fascino dello spazio valichi nuove frontiere.

L’attrazione fatale fra Spazio e Terra nasce da un’evidenza netta: lo Spazio rappresenta un’inesauribile fonte di innovazione – ad alto impatto sulla vita terrestre – e una frontiera fortemente attrattiva in ambito economico-finanziario (la Space Economy). La riconversione di tecnologie disegnate per i voli spaziali ha generato una gamma inesauribile di soluzioni tecnologiche necessarie a soddisfare le esigenze, migliorare la vita di ogni giorno, affrontare le criticità terrestri, in grado di rappresentare applicazioni uniche e immediate anche in situazioni di emergenza assumendo crescente impatto socio-economico. Il budget di 16,9 miliardi di euro approvato nel 2022 dal Consiglio ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) è in netta crescita rispetto al biennio precedente. Su 22 Paesi contribuenti l’Italia è al terzo posto, rappresentando inoltre un’eccellenza in alcuni ambiti: il trasporto spaziale, l’osservazione della Terra, l’esplorazione dell’universo e le telecomunicazioni. I presidenti delle Regioni impegnate nei progetti spaziali hanno ampiamente recepito come lo Spazio sia in grado di amplificare esponenzialmente le risorse locali restituendo un valore globale. Il Veneto, quarta Regione per valore della filiera dell’Aerospazio (dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna), impegna 260 aziende ed è già in grado di produrre il 60% dei componenti necessari a costruire un satellite. I primi trasferimenti tecnologici da Spazio a Terra sono pensati per lo sviluppo di agricoltura di precisione e per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

La biologia spaziale è sicuramente uno degli aspetti più intriganti, con ricadute incredibili sulla ricerca biomedica. Quello che il laboratorio della Stazione spaziale internazionale ha dimostrato è l’estrema vulnerabilità della biologia umana. Esplorare o abitare lo Spazio implica affrontare questi aspetti da subito. L’esposizione all’ambiente spaziale incide molto seriamente su sistemi e apparati del nostro corpo (nervoso, cardiovascolare, muscolo-scheletrico, immunitario, gastroenterico) oltre a influire sul Dna. Per questo si stanno caratterizzando misure preventive per gli astronauti in missione. Un laboratorista terrestre vede una straordinaria opportunità per studiare quelle alterazioni della biologia umana che nello spazio sono accelerate, come hanno dimostrato gli studi condotti sui gemelli (di cui uno rimasto sulla Terra mentre l’altro era in missione nello Spazio). Le stesse alterazioni che si hanno in orbita danno origine a diverse patologie e a processi degenerativi – ad esempio il cancro – che per essere studiati sulla Terra richiedono moltissimo tempo e risorse. Il laboratorista spaziale lavora sulla ‘plasticità’ biologica ovvero sul fatto che si possa intervenire sulla biologia umana, nell’ottica finale di assicurare un’abitabilità sicura dello Spazio, che non è così lontana.

I confini non sono fatti per l’uomo e la scienza terrestre – osservata dallo Spazio – dimostra i suoi limiti. Lasciamoci ispirare.

di Simona Ferraro

 

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L'attrazione fatale e il richiamo dello Spazio

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2024-01-11 14:09:06

Parità di genere e anziani come massima fonte di saggezza sono state le prime vere frontiere nella storia delle missioni spaziali. Lo Spazio come fonte di ispirazione

Intere generazioni sono state sedotte dalle nuove frontiere esplorate dalla flotta della Federazione Unita dei Pianeti di “Star Trek” – con la sua astronave Enterprise – e dalla straordinaria vitalità della Galassia di “Star Wars” abitata da umanoidi, droidi e robot coinvolti nella lotta fra il lato oscuro e il lato chiaro della Forza, il campo energetico mistico. Era la fantascienza della seconda metà degli anni Sessanta che, insieme alle precedenti narrazioni di Asimov, risultava straordinariamente attrattiva, coniugando spirito esplorativo, nuove sfide e spinte emotive in un ambiente spaziale straordinariamente operativo e veloce in cui gli umani erano perfettamente integrati e manifestavano una sicura gestione delle risorse spaziali. Che dire poi della presenza femminile? Donne forti, determinate, competitive, determinanti nei loro ruoli dirigenziali al pari dei corrispettivi maschili, estremamente affascinanti, intriganti nello smuovere le corde emozionali.

È del 1968 il primo bacio interrazziale fra il capitano Kirk e il tenente Uhura, ufficiale responsabile delle comunicazioni dell’astronave Enterprise in “Star Trek”. La fantascienza presupponeva parità di genere e razza, oltre a raffigurare gli anziani come massima fonte di saggezza: sono state queste le prime vere frontiere nella storia delle missioni spaziali. Ne è estrema sintesi la vicenda di Wally Funk che intraprese negli anni Sessanta l’addestramento spaziale e – sebbene idonea – non partì per la missione (al contrario delle colleghe sovietiche), ma si riscattò nel 2021: a 82 anni suonati diventò la donna più anziana ad aver mai viaggiato nello spazio grazie alla prima missione ‘privata’ di questo tipo, organizzata dalla Blue Origin di Jeff Bezos.

Sono temi estremamente attuali: la necessità di acquisire nuove fonti energetiche, l’utilizzo della robotica e delle tecnologie spaziali per aiutare l’uomo, soddisfarne le necessità nei lavori a rischio e superare cambiamenti climatici irreversibili; la commercializzazione delle tecnologie sviluppate per l’esplorazione spaziale e lo sfruttamento dei benefici derivanti; la regolamentazione delle operazioni spaziali e della nuova corsa allo spazio (la cosiddetta Space law), unita allo sviluppo globale della Space economy. In quest’ultima rientra la stessa Luna – da cui tutto è iniziato – coagulando diverse piccole società attive nelle tecnologie spaziali d’avanguardia che ci riporteranno quest’anno a guardarla da vicino, potendola realisticamente toccare verso il 2028. Guardare e toccare la Luna – forse in modo ancor più forte rispetto alla visione della Terra dallo Spazio – provoca negli astronauti un cambiamento emotivo complesso e irreversibile, spostando inevitabilmente il modo di pensare alla vita senza vincoli terrestri, come descrive il filosofo spaziale Frank White nel suo “The Overview Effect”. «Il limite delle parole umane che non riescono a restituire la visione della Terra sullo sfondo dell’Universo» e «il senso del passare del tempo che esiste solo connesso alla Terra» sono leve emotive non trascurabili e principali propulsori della spinta evolutiva dell’uomo, anche al rientro dalla missione. Il James Webb Space Telescope (consacrato da “Science” fra le scoperte scientifiche maggiori del 2022) ci dona immagini incredibili, ad alto impatto emotivo. Saranno queste a ispirarci perché il nostro vivere terrestre non spenga “Il Piccolo Principe” che Antoine de Saint -Exupéry ha descritto in noi.

Di Simona Ferraro

Il fascino dello Spazio

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2024-01-11 15:27:55

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