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title: Dobbiamo avere paura dei signori delle big tech?
description: "Domanda secca: dobbiamo aver paura di cedere la nostra libertà ai “cattivoni” dei social e delle big tech?"
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date: 2025-03-25
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Tech]
tags: [esteri, social, tech]
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# Dobbiamo avere paura dei signori delle big tech?

![big tech](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/UNA-FOTO-31-1-1024x639.jpg)

Domanda secca: dobbiamo aver paura di cedere la nostra libertà ai “cattivoni” dei social e delle big tech?

**Domanda secca: dobbiamo aver paura di cedere la nostra libertà ai “cattivoni” dei social e delle big tech?** Come ovvio, **non c’è una risposta altrettanto secca**, oltretutto a un quesito volutamente retorico. Però il tema esiste e converrebbe affrontarlo con capacità analitiche e non ideologiche, **sfuggendo a simpatie o antipatie.**

**Innanzitutto, il problema non nasce con Trump II e il ruolo a un tempo indefinito e debordante di Elon Musk**. Se fra i padroni del vapore digitale così tanti e in così poco tempo hanno compiuto vere e proprie inversioni a 180°, **per mettersi in scia ai desiderata del nuovo potere di Washington**, **vuol dire che nessuno di loro era concettualmente lontano da una certa visione del business** e soprattutto del rapporto fra quest’ultimo e la politica.** Cerchiamo di non raccontarci favole, suvvia.**

Questo, piuttosto, getta un’ombra su quella fase - neppure breve - in cui tutto ciò che arrivava dagli Stati Uniti **in versione digital e in special modo dalla costa ovest, e dalla Silicon Valley era invariabilmente ammantato di una veste iper progressista.** Accantonata con un’indifferenza e una fretta francamente imbarazzanti e lo scrive chi** non ha mai e poi mai apprezzato le esagerazioni woke**. La sorpresa per quanto accaduto nelle ultime settimane è durata il giusto. Semmai, sono gli anni precedenti quelli per cui potremmo legittimamente sentirci un po’ presi in giro da chi - ci piaccia o no - **ha contribuito a plasmare la nostra vita.**

**Per provare a rispondere alla domanda d’apertura, non si tratta di aver paura o urlare alla dittatura tecnologica. **Sono la nostra impreparazione e la nostra superficialità ad aiutare chi ritiene di potersi muovere con assoluta disinvoltura fra retorica woke e trumpismo più sfrenato come se nulla fosse. **Siamo noi che non opponiamo nessuna resistenza alla dittatura degli algoritmi, rinunciando all’esercizio vitale della curiosità e del dubbio**. Siamo noi a sollevare agli altari - eleggendoli a paladini della libertà - quelli che dopo tre mesi bolliamo come pericolosi aspiranti nazisti o spericolati tecnocrati.

**Tanto per esser chiari, mesi fa cominciammo a scrivere di Elon Musk e dei giganteschi interrogativi sui suoi conflitti di interesse** e il modo mai visto di interpretare il ruolo di businessman nei palazzi del potere. Lo facemmo riconoscendone i tratti geniali dal punto di vista imprenditoriale, senza rinunciare a porci delle domande.

**Nessuno ha obbligato Mark Zuckerberg **a rivedere radicalmente tutte le politiche relative alla Diversity&Inclusion in azienda, alla cura delle fonti, al rispetto della realtà dei fatti. Era sempre sua l’azienda che si era fatta paladina di un bel pezzo di retorica woke **e oggi si è trasferita armi e bagagli sulla sponda opposta del fiume.**

Siamo noi che dovremmo sviluppare una capacità di analisi e di rapporto con queste piattaforme, fatta soprattutto di consapevolezza dei loro meccanismi: è una nostra scelta far finta di non vederli.

di *Fulvio Giuliani*
