---
title: Digitale buono e farlocco nelle classi e all’università
description: L’intelligenza artificiale è pronta a leggere, scrivere e far di conto al posto di ogni singolo studente, sfornandogli scritti, letture e compiti di matematica
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/lintelligenza-artificiale-nelle-scuole-1024x639.png
date: 2023-01-23
author: Edoardo Fleischner
url: https://laragione.eu/life/tech/digitale-buono-e-farlocco-nelle-classi-e-alluniversita/
categories: [Tech]
tags: [Evidenza, scuola]
---

# Digitale buono e farlocco nelle classi e all’università

![l’intelligenza artificiale nelle scuole](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/lintelligenza-artificiale-nelle-scuole-1024x639.png)

L’intelligenza artificiale è pronta a leggere, scrivere e far di conto al posto di ogni singolo studente, sfornandogli scritti, letture e compiti di matematica

Da un quarto di secolo la scuola che arriva dall’ottocentesco “leggere, scrivere e far di conto” – col suo modello militare del plotone di scolari schierati davanti al docente – affronta scompostamente, ignorantemente e luddisticamente lo tzunami delle innovazioni digitali. **Didattica, *****curricula*****, docenti, discenti, strutture fisiche, istituzioni preposte, industria privata dell’istruzione si ritrovano frullati in una tempesta perfetta che, con l’occasione squassante delle nuove tecnologie, mette a nudo mali incancreniti e recenti.** Nel turbine c’è di tutto: didattica a distanza (tanto detestata da stuoli di insegnanti frustrati), analfabetismo di ritorno (più della metà del mondo), apprendimento permanente (*longlife learning*), ritorno sereno dell’istruzione domiciliare (*homeschooling*), “classe capovolta”, corsi *online* aperti e di massa (Mooc), *gamification*, micro-credenziali 3.0, insegnante *robot*. In più, il nobile “merito” abbruttito dal votificio, genitori aggressori, figli consumatori, stipendi umilianti, docenti ignoranti, *smartphone* vietati, Wikipedia da arginare, attenzione degli alunni ridotta a pochi secondi, concorrenza felice/letale dei *social*, dipendenza dai videogiochi e (forse) una bidella pendolare con 10 ore di treno al giorno.

**Ma nel vortice c’è soprattutto il nemico numero uno o l’unica rivoluzione plausibile: l’intelligenza artificiale.** È pronta a leggere, scrivere e far di conto al posto di ogni singolo studente, sfornandogli scritti, letture e compiti di matematica con una “personalità” scelta dall’allievo fra quelle offerte dalle migliori IA: scrivere alla Montanelli, leggere tutta la letteratura latino-americana in poche ore, risolvere formule con l’acume di Alan Turing. Per le lingue c’è un *chat-bot* poliglotta che usa la sua voce, identica, negli orali.

**In attesa che la scuola arrivi efficiente e aggiornata ai discenti, questi lasciano la scuola fisica e optano, a pagamento, per l’apprendimento *online*****.** Gli indiani sono i maggiori consumatori di *digital education* al mondo (69%), seguiti dai brasiliani (57%) e dai cinesi (48%); in Europa primi sono gli spagnoli (34%). L’istruzione terziaria sul *web* è il segmento più grande (68%). Nelle prime 200 università *online* dominano quelle in inglese (85%) frequentate al 70% da asiatici e africani. Per la Oecd ne avremmo un gran bisogno col nostro misero 20% di laureati. Nel 2022 il mercato globale dell’educazione digitale è stato di 243 miliardi di dollari ed è nella Rete che finalmente si vedono innovazioni didattiche: circa il 65% dei docenti sostiene le risorse educative aperte (Oer) e il 63% appoggia il sistema educativo basato su competenze (Cbe) dove gli allievi avanzano, col loro ritmo, nella abilità o competenza che padroneggiano.

Ma tornando fra le quattro mura dell’aula, non pare proprio che ci siano maestri che sappiano/vogliano armeggiare con sufficiente destrezza il nuovo armamentario delle innovazioni tecnologiche per rivoltare la scuola come un calzino. Non sono in grado o proprio non hanno nessuna intenzione di imboccare una nuova-antica didattica, con magari i pargoli che imparano il *coding* fin dall’asilo. Forse non rimane altro che far usare e creare intelligenza artificiale, realtà virtuale/aumentata/mista, *robot*, metaversi e videogiochi agli stessi studenti, autodidatti spontanei come tutti gli umani (vedi Socrate e Montessori).

Di Edoardo Fleischner
