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title: Eternità, sogno o incubo
description: Molte aziende offrono la digital resurrection ben sapendo che la venderanno soprattutto per il desiderio di eternità
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date: 2022-10-13
author: Edoardo Fleischner
url: https://laragione.eu/life/tech/eternita-sogno-o-incubo/
categories: [Tech]
tags: [Evidenza, scienza]
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# Eternità, sogno o incubo

![eternità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-91.jpg)

Molte aziende offrono la digital resurrection ben sapendo che la venderanno soprattutto per il desiderio di eternità

**“Come mi dovete ricordare**”. Nel film “**The Final Cut**” (2004, protagonista Robin Williams) **le registrazioni video della scatola nera digitale impiantata fin dalla nascita** – estratte *post mortem* – **potevano essere rimontate in ritratti dell’estinto d’ogni tipo**, dal cinico-spietato al romantico-era-il-migliore.

“Come possiamo ricordarti”. **Se del parente tanto amato non ci bastano le foto** delle occasioni grandi e minute né gli aneddoti raccontati con tristezza o in allegria né sfogliare i suoi *post* nei *social*, i messaggi in WhatApp e le sue *clip* esilaranti in TikTok, **allora siamo i clienti ideali delle aziende tecnologiche che ci offrono il caro estinto risorto in digitale**. Siamo cioè pronti ad accogliere **la sua **, la tanto agognata immortalità – **almeno nella sua versione *post mortem* **–** su cui molte aziende** (all’avanguardia in realtà virtuale, ologrammi, intelligenza artificiale, neurobiologia, supercalcolo e informatica quantistica) **sono impegnate nei cinque continenti**. **La offrono come sublime processo di elaborazione del lutto**, ben sapendo che la venderanno soprattutto per l’inalienabile desiderio di vita eterna dei vivi (*digital immortality*).

**Da decenni sistemi complessi con centinaia di addetti** – in *set* attrezzati per la cattura dei movimenti di una persona (*motion capture*) con *marker*, sensori e attuatori disseminati su un corpo – **creano, dai modelli in carne e ossa, degli *avatar* digitali pronti a essere immessi in un videogioco, in un film o in una nuova vita** che perpetui quella degli umani defunti, **interagendo in realtà virtuale con i loro cari in lutto,** parlandoci, toccandoli, abbracciandoli (vedi il noto episodio di una riunione in lacrime tra una madre e l’*avatar* della figlia defunta di 7 anni).

**Oggi possiamo farci raddoppiare anche con un ologramma**,** in uno dei primi “studi televisivi volumetrici” dell’Europa continentale (il Volucap), di pochi metri quadrati, con 32 normali telecamere**. È lì per esempio che **Eva Umlauf,** sopravvissuta al campo di sterminio nazista di Auschwitz, **si duplica** – per ora è un esperimento – **affinché le sue testimonianze «siano interattive per le future generazioni»**, come raccomanda lei stessa. Il medesimo sistema consentirà alle bisnonne defunte di poter conversare, **comodamente sedute in salotto o passeggiando al parco**, coi pronipoti neppure visti nascere e forniti di semplici occhialini di realtà aumentata.

**Potremmo perciò scegliere fra varie opzioni del cosiddetto “transumanesimo”**: (1) **diventare ologrammi** che potranno girare per casa, fare colazione in famiglia, condividere un film in tv; (2) **duplicarci come *avatar* digitali** per una nostra seconda vita terrena ma eterna, magari goduta in più metaversi; (3) **sdoppiarci, non proprio domani, in un *robot* gemello** (vedi “Be Right Back” della serie tv “Black Mirror”); (4) **duplicare il nostro cervello** con la scansione dei suoi cento miliardi di neuroni e settecento trilioni di sinapsi per farlo vivere per sempre («La coscienza è lì» osano alcuni), come vuol fare Elon Musk e come rappresentato nella serie tv “Upload”. **Ben il 37% dei giapponesi e degli statunitensi acconsentirebbero a un utilizzo dei propri dati**, all’indomani della loro dipartita, per una eventuale risurrezione digitale.

**Dunque ci faremo scansionare in tre dimensioni**, scegliendo l’età che preferiremo avere nella nostra *digital resurrection*.** Saremo fatti di *exabyte* (1018) di memoria**, con in più 100mila libri letti con l’intelligenza artificiale, **per fare bella figura nella pratica più ambita *ante mortem***: le conversazioni. Magari finalmente un po’ più sensate.

di* Edoardo Fleischner *
