Ferrari elettrica “Luce”, scandalo o futuro?
Una Ferrari full electric è un’offesa insostenibile alla storia del cavallino rampante o una presa d’atto dei tempi che cambiano?
Ferrari elettrica “Luce”, scandalo o futuro?
Una Ferrari full electric è un’offesa insostenibile alla storia del cavallino rampante o una presa d’atto dei tempi che cambiano?
Ferrari elettrica “Luce”, scandalo o futuro?
Una Ferrari full electric è un’offesa insostenibile alla storia del cavallino rampante o una presa d’atto dei tempi che cambiano?
Una Ferrari full electric è un’offesa insostenibile alla storia del cavallino rampante o una presa d’atto dei tempi che cambiano? La presentazione di “Luce”, la prima fuoriserie completamente elettrica mai prodotta a Maranello, ha scatenato il popolo ferrarista, dividendolo in parti decisamente non uguali.
Gran parte della critica, infatti, si è abbattuta senza pietà sul nuovo modello, tacciandolo del peggiore dei peccati immaginabili: l’offesa alla memoria della più celebre casa automobilistica al mondo.
Si è fatto interprete di questo giudizio senza se e senza ma niente meno che Luca Cordero di Montezemolo in persona. Il presidente dei trionfi con Michael Schumacher, l’uomo che ha rivitalizzato innanzitutto la Ferrari come fabbrica, trasformandola in una… macchina per far soldi impressionante. Lapidario il suo commento: “Che almeno si tolga il cavallino”.
Giudizi egualmente durissimi sono arrivati da tanti altri esponenti più o meno direttamente coinvolti nel mondo dei motori, come Flavio Briatore e così via. In Borsa il titolo è crollato. Hanno tutti ragione? A Maranello sono impazziti? Chi scrive è un tifoso impenitente della Ferrari, cresciuto nel mito di Gilles Villeneuve. Ho esultato e raccontato le gesta di Schumacher, sviluppato una venerazione per la leggenda di Enzo Ferrari. Insomma, sono un tifoso rosso al 100% eppure non riesco a essere così severo, quantomeno sento di dover esercitare l’esercizio del dubbio.
Il mondo sta andando lì, l’elettrificazione potrà procedere più o meno speditamente, ma a oggi pare un destino comune a tutte le case automobilistiche. Per alcune in modo totale, per altre parziale, in attesa di una definizione normativa a lunga scadenza che oggi in teoria ci sarebbe in Europa, ma continua a dividere in modo feroce il mondo della politica e dell’industria.
Però, a oggi sembra improbabile una clamorosa retromarcia, quantomeno totale e anche la Ferrari è chiamata a rispondere al mondo che cambia. Come minimo preparandosi, perché se fra qualche anno un mercato dovesse sparire (fossero necessari anche due decenni) non ci si può trovare a un’affannosa rincorsa fuori tempo massimo. Magari non accadrà e “Luce” diventerà un oggetto da super collezione, il “Gronchi Rosa” dell’automotive mondiale. Chi può saperlo, ma chi può avere certezze assolute e granitiche?
Quanto al rombo, siamo i primi a provarne nostalgia, tanto per cominciare in Formula 1 (ogni tanto riascoltare il frastuono del 10 cilindri è un balsamo per l’anima), ma il mondo va avanti. Sempre. E non possiamo solo girare la faccia dall’altra parte.
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