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title: Generazione Z e le manifestazioni virtuali
description: Dalle piazze reali ai mondi virtuali delle piattaforme di gaming, la Generazione Z ha trovato un nuovo palcoscenico per manifestare
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date: 2023-12-21
author: Valentina Monarco
url: https://laragione.eu/life/tech/generazione-z-e-le-manifestazioni-virtuali/
categories: [Tech]
tags: [Evidenza, politica, tech]
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# Generazione Z e le manifestazioni virtuali

![generazione z](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-756.jpg)

Dalle piazze reali ai mondi virtuali delle piattaforme di *gaming*, la Generazione Z ha trovato un nuovo palcoscenico per manifestare

Dalle piazze reali ai mondi virtuali delle piattaforme di *gaming*, **la Generazione Z ha trovato un nuovo palcoscenico dal quale esprimere la propria voglia di attivismo e politica.** **Unity, Unreal Engine, GameMaker, Minecraft, ma soprattutto Roblox**, sono i luoghi in cui va in scena la protesta dei più giovani: da Black Lives Matter durante la pandemia alle proteste contro l’assenza di politiche globali a contrasto del cambiamento climatico, fino alle manifestazioni pacifiste.

**Recentemente Roblox** – una piattaforma di gioco *online* che consente agli utenti di creare e partecipare a giochi generati dalla *community* virtuale con 70 milioni di utenti attivi giornalieri – è** stato lo scenario di manifestazioni virtuali sul conflitto israelo-palestinese promosse da un gruppo di giovani attivisti che hanno preferito la piazza digitale a quella fisica**, arrivando a milioni di visualizzazioni. La possibilità che le piattaforme di *gaming* offrono ai giovani utenti di proporre scenari creati dalla *community* virtuale, **la quasi totale assenza di censura sui contenuti politici e sociali e l’immediata interazione, hanno reso gli ambienti del *gaming* il luogo ideale per prendere posizione** sui temi che stanno più a cuore alla “Gen Z”. «**Ma la distinzione fra reale o digitale non ha più molto senso**, si tratta di un *mix* ormai quasi inestricabile» spiega Mauro Ferraresi, professore associato del Dipartimento di Comunicazione, arti e media dell’Università Iulm di Milano. «La scelta dei più giovani di manifestare il proprio attivismo nel mondo virtuale per eccellenza, quello dei *videogame*,** è un fenomeno della contemporaneità.** Il mondo del *gaming* e dell’*entertainment* **è una delle quattro macroaree che catturano quotidianamente il nostro tempo**, insieme con la conoscenza, i *social media* e l’*e-commerce*. Sarebbe strano se questi spazi – sempre più ampi e invasivi nel nostro quotidiano – **rimanessero fuori dalle contingenze legate alla politica e alla partecipazione**» aggiunge Ferraresi.

Dalla semplice discesa in piazza contro quello che colpisce, indigna e coinvolge, **alla manifestazione in una piazza digitale che, a differenza di quella fisica, ha la certezza di trovare sempre la propria *audience*.** Continua Ferraresi: «Era già accaduto che le manifestazioni venissero realizzate in via *phygital*, cioè in una commistione fra fisico e virtuale, ma adesso grazie al *gaming* c’è un passaggio ulteriore: **le proteste si possono organizzare rimanendo in Rete**, perché c’è la consapevolezza che esiste un pubblico interessato e che presumibilmente parteciperà, visto che passiamo almeno sei ore al giorno in media navigando su dispositivi elettronici. Dunque questo pubblico può essere portato a riflettere sui temi controversi».

di *Valentina Monarco*

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