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title: Giappone, a scuola i robot al posto degli alunni
description: Dal prossimo novembre gli alunni più giovani della città di Kumamoto, in Giappone, potranno mandare a scuola un robot al posto loro
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date: 2023-09-25
modified: 2024-01-11
author: Nicoletta Prandi
url: https://laragione.eu/life/tech/giappone-a-scuole-i-robot-al-posto-degli-alunni/
categories: [Tech]
tags: [Evidenza, tech]
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# Giappone, a scuola i robot al posto degli alunni

![Giappone](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Evidenza-sito-601.jpg)

Dal prossimo novembre gli alunni più giovani della città di Kumamoto, nel Giappone occidentale, potranno mandare a scuola un *robot* al posto loro

Dal prossimo novembre gli alunni più giovani della città di Kumamoto, nel Giappone occidentale, **potranno mandare a scuola un *robot* al posto loro**. Per quanto eccentrica o futuristica possa apparire, l**a realtà di una scuola per procura cibernetica merita di essere saggiata per due motivi.**

Il primo è collegato alla drammatica **piaga giapponese dei *futoko***, bambini e adolescenti che si rifiutano di andare a scuola, fino al definitivo abbandono, per problemi di ansia, disabilità, disagi psicologici. **Non a caso il primo settembre, che segna la ripresa dell’anno di studi, è statisticamente il giorno dell’anno che registra nel Paese il maggior tasso di suicidi giovanili, anche di alunni elementari.** A Kumamoto negli ultimi quattro anni il tasso di abbandono scolastico è raddoppiato e – visto il fallimento della didattica a distanza, praticata con ‘normali’ piattaforme *online* – si è dunque deciso di esplorare una nuova opzione.** Per i funzionari scolastici, rispetto alle tradizionali aule virtuali, gli androidi offrono maggiore capacità di ingaggio** (una sorta di ‘gamificazione’ dell’esperienza scolastica) e possono agevolare, quasi fossero dei mediatori sociali, **un rientro ‘morbido’ fra coetanei in carne e ossa.**

E qui si arriva alla seconda ragione per cui l’esperimento** è meritevole di attenzione**. Gli studi scientifici attestano già il valore del cosiddetto Rscl (Robot Supported Collaborative Learning, l’apprendimento supportato da automi) in alcuni contesti. **I *robot* possono affidare compiti a gruppi ristretti di alunni e scadenzarne lo svolgimento**, **stimolare l’interazione ma soprattutto aiutare persone con specifiche necessità attraverso percorsi personalizzati. **I *robot* di Kumamoto, soprannominati Classroomba, saranno alti circa un metro, fissati su una pedana rotante e manovrati da *tablet*, così da permettere agli studenti di muoversi liberamente nello spazio in tempo reale.

**Anche negli Stati Uniti, durante la pandemia di Covid, adolescenti con disabilità hanno potuto mantenere un contatto con la classe grazie alla ‘telepresenza’**. Leggere le loro testimonianze è commovente. Il mondo corre veloce: spetta alla scuola spalancarne le porte e far affamare di futuro anche l’ultimo degli adolescenti. Spesso non riesce, affaticata da un sistema arrugginito. Che ce la faccia un *robot* oggi è già più di una scommessa. **Ma è difficile immaginare**, per gli anni a venire e per certi quartieri italiani preda della dispersione scolastica, **case con connessioni *wi-fi* tirate a lucido e animate da sorridenti *robot* di Stato.**

di *Nicoletta Prandi *
