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title: "Google Sge: il falso che genera il falso"
description: "A breve potremmo dire addio alla modalità di ricerca online tradizionale. A sostituirla sarà una sintesi creata dall'intelligenza artificiale."
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date: 2023-07-01
author: Nicoletta Prandi
url: https://laragione.eu/life/tech/google-sge-il-falso-che-genera-il-falso/
categories: [Tech]
tags: [Evidenza, società, tech, tecnologia]
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# Google Sge: il falso che genera il falso

![Google Sge](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-32-3.png)

A breve potremmo dire addio alla modalità di ricerca online tradizionale. A sostituirla sarà una sintesi creata dall'intelligenza artificiale. Quali conseguenze?

Sulla nostra esperienza di navigazione *online* sta per abbattersi un ciclone chiamato Sge (Search Generative Experience), l’innovazione cui sta lavorando Google. **A breve potremmo dire addio alla modalità di ricerca tradizionale, con cui inseriamo nella barra di ricerca le parole chiave per ottenere un elenco di risultati cliccabili.** A sostituirli sarà una sintesi di contenuti scelti e scritti da un sistema di intelligenza artificiale. Fra il nostro fabbisogno informativo e la realtà, insomma, si frapporrà un diaframma sintetico. **Con quali conseguenze?** Gli addetti ai lavori ne hanno, per ora, individuate tre.

**La prima riguarda la veridicità dei contenuti proposti**: quanto più pubblichiamo *online* testi o immagini prodotti con *software* di intelligenza artificiale (un esempio è ChatGpt), tanto più sommergiamo il *web* di informazioni del tutto false o vere solo in parte. Un esempio: lo scorso maggio, per due volte, è apparsa come primo risultato di ricerca su Google un’immagine di “Ragazza con l’orecchino di perla” – il celebre dipinto di Vermeer – modificata con un’*app* di intelligenza artificiale, senza che fosse specificato. **Il sistema Sge metterà a serio rischio l’attendibilità dei risultati di ricerca, poiché attingerà a un bacino di fonti in cui vero e falso saranno sempre più fusi in un magma indistinguibile.**

**La seconda conseguenza è che gli utenti**, con buona probabilità, **tenderanno ad accontentarsi dei risultati offerti dal ‘filtro artificiale’**, senza premurarsi di verificare se siano veri o meno e, soprattutto, senza mai approdare ai siti *web* originali. Se, per ipotesi, cerco una notizia, potrei accontentarmi della sintesi senza cliccare sul sito della testata. Questo porta direttamente alla terza conseguenza: **cambieranno i metodi di monetizzazione**, oggi basati sui click; le aziende dovranno perciò inventarsi nuovi modelli commerciali per trarre profitto dalla loro presenza *online*.

**Google sta testando il sistema Sge presso un pubblico selezionato, soltanto negli Stati Uniti.** Nel modulo di adesione al *test*, che durerà fino a dicembre, l’azienda ha messo nero su bianco le sue promesse, tra cui quella di «capire le cose più velocemente». La fretta è sempre stata una cattiva consigliera, lo sappiamo da tempo immemore. Eppure Google scommette sul fatto che presto ci porterà a dimenticarlo, intrappolati in una corsa contro il tempo del tutto illusoria in cui a rischiare di non tagliare il traguardo, al massimo, sarà soltanto il nostro raziocinio.

 

Di *Nicoletta Prandi*
