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title: Il Parlamento europeo approva l’AI Act
description: "Un voto storico: dopo due anni di lavoro il Parlamento europeo ha dato ieri il via libera all’AI Act, la legge sull’intelligenza artificiale"
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date: 2024-03-14
author: Federico Arduini
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categories: [Tech]
tags: [AI, intelligenza artificiale]
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# Il Parlamento europeo approva l’AI Act

![AI Act](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/AI-Act.jpg)

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2023-12-12 15:00:51

2023-12-12 14:00:51

È europeo il primo AI Act, regolamento sul mondo dell'intelligenza artificiale. Scopriamo insieme rischi e pericoli così come le prossime tappe

Gli incontri tecnici per limare il testo e renderlo definitivo (e a quel punto la forma sarà davvero sostanza) devono ancora iniziare, eppure il via libera all’AI Act – il primo regolamento al mondo sull’intelligenza artificiale – ha segnato alcuni punti fermi su almeno due piani: industriale e civile.

Per quanto riguarda il primo, le imprese hanno di che rallegrarsi. Il regolamento scarica la responsabilità dei prodotti più complessi a monte, sulle grandi aziende produttrici come OpenAI (e non sulle aziende che li adottano), obbligandole a condividere una valutazione d’impatto preliminare all’ingresso sul mercato. Poi potranno comunque produrre e commercializzare all’estero i sistemi vietati nell’Unione europea e godere di ampie eccezioni al rispetto delle regole per fini legati alla ricerca.

Sul piano civile l’impegno è invece quello di assicurare ampia tutela ai cittadini europei. Sono vietate le applicazioni per l’assegnazione di punteggi sociali, per la manipolazione e per la raccolta a strascico di dati personali. I contenuti ‘artificiali’ dovranno inoltre essere evidenziati come tali ed essere prodotti senza violare i diritti d’autore. Al bando anche il riconoscimento biometrico delle persone, se non in tre casi e dietro autorizzazione giudiziaria: minaccia reale di attentato terroristico, ricerca di vittime, persecuzione di reati gravi.

Tali eccezioni sono però alla base delle proteste (condivisibili) di Ong e associazioni per i diritti umani. In passato proprio l’Unione europea ha finanziato software che oggi vieta (uno è IBorderCtrl) per il ‘riconoscimento delle emozioni’. L’AI Act ne proibisce l’utilizzo nelle scuole e sui luoghi di lavoro ma non in altri contesti, come appunto quelli di polizia e di gestione dell’immigrazione. Soltanto il testo definitivo sancirà se applicazioni oggi messe alla porta potranno in futuro rientrare dalla finestra.

In generale l’AI Act non rischia di soffocare la crescita industriale europea, come alcuni analisti sostengono. Regole più chiare e tempi certi sulla sua introduzione (i divieti per i sistemi ad alto rischio entreranno in vigore già fra sei mesi) colmano un vuoto che era divenuto insostenibile per le aziende, perché è impossibile integrare tecnologie sapendo che si rischia di violare la legge o di dover affrontare cause milionarie. Le decine di processi in corso negli Stati Uniti dovrebbero averlo insegnato.

Non solo: il mercato dell’intelligenza artificiale non è concorrenziale ma oligopolistico, poggiando su una manciata di aziende con una capitalizzazione che sfiora i 10mila miliardi di dollari. Ecco perché Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, ha già svelato quale sarà il prossimo passo per l’industria europea degli algoritmi: il mercato integrato dei capitali.

di Nicoletta Prandi 

In Europa il primo regolamento sull'AI

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2023-12-12 08:48:21

2023-12-12 07:48:21

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2023-05-18 17:00:41

2023-05-18 15:00:41

L'AI Act è stata approvata con 84 voti a favore, 12 astensioni e 7 contrari. Ora potrà essere sottoposta al vaglio a Strasburgo

La proposta di regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) ha affrontato e superato il primo passaggio al Parlamento europeo. Il testo, depositato dalla Commissione nell’aprile 2021, intende definire l’insieme di regole a cui gli sviluppatori dei sistemi ‘intelligenti’ dovranno attenersi per poter utilizzare i propri prodotti all’interno dell’Unione, che diventa così la prima istituzione al mondo a occuparsi di tratteggiare una legislazione di cornice in una materia ancora dominata dalla discrezionalità dei pionieri che si affacciano su questo nuovo orizzonte tecnologico.

Nel primo passaggio parlamentare, avvenuto nelle Commissioni che si occupano del mercato interno e delle libertà civili, il testo originale è stato emendato dagli eurodeputati in senso più restrittivo in materia di privacy e identificazione personale: secondo le Commissioni, le intelligenze artificiali non dovranno essere utilizzate nei sistemi pubblici di videosorveglianza o per creare database utili all’identificazione facciale, dovranno essere supervisionate da persone ed essere neutrali dal punto di vista tecnologico.

Questi emendamenti restrittivi non sono di poco conto né dal punto di vista puramente pratico – considerando l’impatto che potrebbe derivare dall’impartire certe limitazioni in merito al tracciamento nei luoghi aperti al pubblico – né da quello politico: sono pervenuti dalle opposizioni (Socialisti europei, Verdi, Renew) e non dal Ppe, i cui esponenti avrebbero preferito rimandare alla seduta plenaria lo stesso testo ricevuto dalla Commissione. Nonostante qualche frizione e l’inserimento degli emendamenti, la proposta è stata approvata con 84 voti a favore, 12 astensioni e 7 voti contrari e potrà essere sottoposta al vaglio dell’assemblea plenaria nella prossima sessione legislativa, che si terrà a Strasburgo dal 12 al 15 giugno.

Se il Parlamento esprimerà il voto positivo sull’AI Act, la proposta arriverà sul tavolo del Consiglio per l’approvazione definitiva. Si discetta spesso dei limiti che l’Unione europea porta con sé, ma non si parla mai abbastanza dei meriti e vantaggi che arreca a milioni di cittadini ogni giorno. Bisogna riconoscere che, a oggi, è l’unica istituzione al mondo che cerca di governare i fenomeni tecnologici trascurati dalle altre grandi democrazie occidentali, prendendo atto – pure a livello normativo – che nell’ecosistema della vita umana ha un peso sempre più rilevante la dimensione tecnologica. 

Di Stefano Muso

La prima legge sull'intelligenza artificiale

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2023-05-18 12:59:57

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2023-11-08 17:27:25

2023-11-08 16:27:25

L'AI impiegherà cinque anni per cambiare il mondo: è quanto emerge nell'incontro organizzato a Roma da AdnKronos sul tema

Cinque anni affinché l'AI cambiCinque anni per cambiare il mondo. È il tempo limite entro il quale gli scienziati e gli esperti del settore prevedono che l’intelligenza artificiale stravolgerà tutto o quasi. In meglio o in peggio sarà il tempo a stabilirlo, o più probabilmente i limiti che i governi imporranno alla nuova tecnologia che da una parte affascina, dall’altra spaventa.

Un dato concreto per comprendere in parte cosa può cambiare: tra cinque anni il 60% delle attività lavorative sarà nuovo. Il 40% di ore lavorate, invece, sarà supportato dall'intelligenza artificiale. A dirlo è il ceo di Engineering, Maximo Ibarra, nel suo intervento al convegno "Intelligenza artificiale, rischi e opportunità" organizzato da Adnkronos per celebrare i 60 anni di attività dell’agenzia di stampa.

Un evento per discutere delle prospettive dell’intelligenza artificiale, nel mese in cui anche i grandi della terra si sono interrogati sui rischi della nuova tecnologia. Si è tenuto in Gran Bretagna, l’1 e 2 novembre, il primo summit mondiale dedicato alla sicurezza nel campo dell’AI, a cui ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Mitigare il rischio di estinzione da parte della AI dovrebbe essere una priorità globale accanto ad altri rischi come le pandemie e la guerra nucleare», è stato l’appello lanciato dal primo ministro britannico Rishi Sunak, spaventato dalla prospettiva di un mondo dominato dall’intelligenza artificiale.

Più ottimistica la visione emersa durante il convegno "Intelligenza artificiale, rischi e opportunità" di Adnkronos: «L'intelligenza artificiale è il nostro copilota, non sostituisce ma si affianca. Il primo compito che abbiamo è investire di più in ricerca e innovazione e su questo una partnership pubblico-privata è determinante. Poi c’è il tema della formazione: bisogna fare massa critica», ha analizzato Maximo Ibarra.

Oggi un’azienda su due a livello globale utilizza l’intelligenza artificiale, nel 2017 la percentuale era ferma al 17%. Dato in linea anche in Italia, dove però si misura maggiore disparità tra le grandi aziende che possono investire in nuove risorse e quelle meno sviluppate. A rivelarlo è Stefano Rebattoni, Presidente e ad di IBM Italia: «L'impatto delle nuove tecnologie come l'Intelligenza artificiale generativa da qui al 2030 avrà ricadute globali per la crescita enormi stimate in "16 trilioni di dollari"». In Italia, analizza Rebattoni, «si stima un impatto possibile come un Pnrr all'anno, quindi parliamo di circa 240 miliardi all'anno, dal punto di vista di supporto alla crescita del nostro Pil».

Intelligenza artificiale ed editoria

«Gli editori stanno lavorando a un codice di autoregolamentazione: è una buona strada, spero che sia efficace», lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini, a margine dell’evento organizzato dall'AdnKronos. Dal 24 ottobre ha iniziato i lavori la Commissione presso il Dipartimento per l'informazione e l'editoria – istituito dallo stesso Barachini - che studierà l'impatto di questa tecnologia sul mondo del giornalismo e delle news: «La Commissione è composta da 14 tra i più importanti esperti del settore italiano. Ci sono professori delle principali università italiane, dalla Luiss alla Bocconi e l’università di Bologna». E sulle polemiche nate dopo la nomina di Giuliano Amato a presidente della Commissione: «Il presidente Giuliano Amato ha il compito di identificare anche strade normative e di tutela costituzionale per poter porre in essere delle linee guida in questo settore – commenta a La ragione Barachini. – Credo che il curriculum di Giuliano Amato sia congruo al ruolo che gli è stato assegnato a titolo gratuito per presiedere i massimi esperti italiani del settore».

di Giacomo Chiuchiolo

Intelligenza artificiale, rischi e opportunità

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2023-11-08 17:27:25

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