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title: "In Europa il primo regolamento sull&#8217;AI"
description: "È europeo il primo AI Act, regolamento sul mondo dell'intelligenza artificiale. Scopriamo insieme rischi e pericoli e le prossime tappe"
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date: 2023-12-12
author: Nicoletta Prandi
url: https://laragione.eu/life/tech/in-europa-il-primo-regolamento-sullai/
categories: [Tech]
tags: [Europa, Evidenza, intelligenza artificiale]
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# In Europa il primo regolamento sull&#8217;AI

![AI Act](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-1-9.jpg)

È europeo il primo AI Act, regolamento sul mondo dell'intelligenza artificiale. Scopriamo insieme rischi e pericoli così come le prossime tappe

Gli incontri tecnici per limare il testo e renderlo definitivo (e a quel punto la forma sarà davvero sostanza) devono ancora iniziare, eppure il via libera all’**AI Act – il primo regolamento al mondo sull’intelligenza artificiale** – **ha segnato alcuni punti fermi su almeno due piani: industriale e civile**.

Per quanto riguarda il primo, le imprese hanno di che rallegrarsi. **Il regolamento scarica la responsabilità dei prodotti più complessi a monte**, sulle grandi aziende produttrici come OpenAI (e non sulle aziende che li adottano), obbligandole a condividere una valutazione d’impatto preliminare all’ingresso sul mercato. Poi potranno comunque produrre e commercializzare all’estero i sistemi vietati nell’Unione europea e godere di ampie eccezioni al rispetto delle regole per fini legati alla ricerca.

**Sul piano civile l’impegno è invece quello di assicurare ampia tutela ai cittadini europei**. Sono vietate le applicazioni per l’assegnazione di punteggi sociali, per la manipolazione e per la raccolta a strascico di dati personali. I contenuti ‘artificiali’ dovranno inoltre essere evidenziati come tali ed essere prodotti senza violare i diritti d’autore. **Al bando anche il riconoscimento biometrico delle persone**, se non in tre casi e dietro autorizzazione giudiziaria: minaccia reale di attentato terroristico, ricerca di vittime, persecuzione di reati gravi.

**Tali eccezioni sono però alla base delle proteste (condivisibili) di Ong e associazioni per i diritti umani**. In passato proprio l’Unione europea ha finanziato *software* che oggi vieta (uno è IBorderCtrl) per il ‘riconoscimento delle emozioni’. L’AI Act ne proibisce l’utilizzo nelle scuole e sui luoghi di lavoro ma non in altri contesti, come appunto quelli di polizia e di gestione dell’immigrazione. **Soltanto il testo definitivo sancirà se applicazioni oggi messe alla porta potranno in futuro rientrare dalla finestra**.

In generale l’**AI Act non rischia di soffocare la crescita industriale europea**, come alcuni analisti sostengono. Regole più chiare e tempi certi sulla sua introduzione (i divieti per i sistemi ad alto rischio entreranno in vigore già fra sei mesi) colmano un vuoto che era divenuto insostenibile per le aziende, perché è impossibile integrare tecnologie sapendo che si rischia di violare la legge o di dover affrontare cause milionarie. Le decine di processi in corso negli Stati Uniti dovrebbero averlo insegnato.

Non solo: **il mercato dell’intelligenza artificiale non è concorrenziale ma oligopolistico**, poggiando su una manciata di aziende con una capitalizzazione che sfiora i 10mila miliardi di dollari. Ecco perché Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, ha già svelato quale sarà il prossimo passo per l’industria europea degli algoritmi: il mercato integrato dei capitali.

*di Nicoletta Prandi *
