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title: L’intelligenza artificiale ridisegna un nuovo divario digitale
description: "L'intelligenza artificiale: secondo un recente studio di Oxford University, solo il 16% delle nazioni possiede data center."
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date: 2025-06-27
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/tech/intelligenza-artificiale-ridisegna-un-nuovo-divario-digitale/
categories: [Tech]
tags: [AI, Italia, tecnologia, UE]
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# L’intelligenza artificiale ridisegna un nuovo divario digitale

![Intelligenza artificiale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Intelligenza-artificiale-1024x639.jpg)

L'intelligenza artificiale ridisegna un nuovo divario digitale. Secondo un recente studio di Oxford University, solo il 16% delle nazioni possiede data center

**Oggi è un mercato – e lo sarà ancora a lungo – con tre *player* mondiali: Stati Uniti, Cina, Unione europea. **L’intelligenza artificiale ha determinato un nuovo divario digitale, frammentando il mondo tra le nazioni dotate della potenza di calcolo necessaria per sviluppare sistemi all’avanguardia. Si tratta dei *data center*: secondo un recente studio di Oxford University, soltanto 32 Paesi – ovvero circa il 16% delle nazioni – ne sarebbero dotati, generando così quel *digital divide* che sta influenzando la geopolitica e l’economia globali, creando nuove dipendenze e innescando una corsa disperata per non essere esclusi dalla rivoluzione che l’AI produrrà nella vita personale e professionale delle persone.

**Secondo i dati di Oxford University, le aziende americane e cinesi gestiscono oltre il 90% dei *data center* utilizzati da altre aziende e istituzioni per l’intelligenza artificiale.** Africa e Sudamerica non sono dotate di *hub* di calcolo basato sull’AI. L’India invece ne ha cinque, il Giappone quattro. E oltre 150 Stati risultano spettatori non paganti nella corsa alle strutture che ospitano *server*, sistemi di archiviazione, reti *et cetera*. Costano miliardi di dollari, sono gigantesche, dotate di *chip* potenti e ad altissimo consumo energetico: secondo un’analisi del Boston Consulting Group, la domanda di elettricità dei *data center* statunitensi è prevista in aumento del 15-20% all’anno.

Alcuni Paesi stanno iniziando a investire fondi pubblici nelle infrastrutture di AI, temendo la dipendenza a lungo termine verso Cina e Stati Uniti, che si sono più volte accapigliate negli ultimi tempi sui *microchip*, un punto essenziale delle politiche estere e commerciali dei due colossi mondiali. Un esclusivo rapporto sponsorizzato dal governo statunitense, intitolato “Progetto di superintelligenza dell’America” e pubblicato lo scorso aprile, ha evidenziato che i *data center* americani sarebbero vulnerabili anche per la dipendenza dai prodotti fabbricati in Cina. Pechino potrebbe infatti spedire in ritardo i pezzi per la riparazione degli impianti: è soltanto uno dei rischi paventati e la questione è spinosa al punto da indurre a pensare a un Progetto Manhattan (una collaborazione su larga scala tra il governo americano e il settore privato che durante la Seconda guerra mondiale consentì di produrre le prime bombe atomiche) disegnato per l’intelligenza artificiale.

Intanto Amazon costruisce un *data center* infinito in Indiana, Meta fa lo stesso in Louisiana, OpenAI in Texas e anche negli Emirati Arabi. **E l’Ue? La transizione verso il *cloud* e le esigenze diffuse di connettività avanzata spingono forte verso l’espansione dei *data center***: è in corso una crescente domanda, con un occhio più attento al consumo energetico e all’inquinamento climatico rispetto a quello di Stati Uniti e Cina. Secondo la società di consulenza immobiliare globale Knight Frank, gli investimenti in Europa sono aumentati del 168% rispetto allo scorso anno (con Londra, Parigi e Francoforte al centro dello sviluppo di queste infrastrutture), attraendo i *leader* tecnologici per la loro posizione strategica. E ci sono Google, Amazon Web Services (Aws) e Microsoft che stanno costruendo *data center* in tutta Europa.

In[Italia](https://laragione.eu/life/tech/gli-italiani-spiati-dalle-loro-telecamere/), **dove il Pnrr sta finanziando la realizzazione di nuovi impianti, sono stati spesi cinque miliardi di euro nel 2023-2024 per la costruzione**, l’approntamento e il riempimento di *server* di nuove infrastrutture (Osservatorio *data center* del Politecnico di Milano), mentre la spesa di altri 10,1 miliardi è prevista per il 2025-2026.

Di *Nicola Sellitti*
