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title: "Salvatore Majorana: &#8220;Kilometro rosso, un motore della contaminazione&#8221;"
description: Il Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso, con una vita simile a un campus, ospita 200 eventi l’anno con circa 18mila persone
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date: 2024-03-28
author: Renata Sortino
url: https://laragione.eu/life/tech/kilometro-rosso/
categories: [Tech]
tags: [tech, tecnologia, università]
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# Salvatore Majorana: &#8220;Kilometro rosso, un motore della contaminazione&#8221;

![Kilometro Rosso](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-1016-1024x639.jpg)

**Il Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso, con una vita simile a un campus, ospita 200 eventi l’anno con circa 18mila persone**

**Il geniale fisico siciliano Ettore Majorana, misteriosamente scomparso 86 anni fa quando era allievo di Enrico Fermi **(che gli riconosceva un’intelligenza addirittura superiore alla propria),** ha lasciato al mondo un pronipote che oggi dirige il Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso**. Si chiama **Salvatore Majorana ed è un ingegnere**. Siamo alle porte di Bergamo, **in un’avveniristica costruzione progettata dall’archistar Jean Nouvel su *input *di Alberto Bombassei**, presidente di Brembo, fortemente voluta per realizzare in quel fazzoletto di terreno che si affaccia sull’A4 una realtà che permetta alle aziende di distinguersi facendo innovazione. «**La vita al Kilometro Rosso è simile a quella di un *campus* universitario**, **200 eventi l’anno con circa 18mila persone che si incontrano e si scambiano idee**» spiegaMajorana. «**Kilometro Rosso oggi è un motore della contaminazione culturale**, un luogo pensato per assolvere a un compito intangibile, nel senso che non è votato al risultato nel breve termine. Di fatto il Kilometro Rosso è un ‘attizzatore di relazioni’».

**Ogni azienda fa il proprio lavoro ma la peculiarità è costituita da un ente con funzioni di stimolo** – la dirigenza – che va a bussare alle porte delle singole imprese facendosi raccontare sogni e problemi, per poi metterli a fattor comune. **Si contano circa una cinquantina di brevetti l’anno depositati dalle aziende che hanno sede nel *campus* e più di mille profili professionali formati**. I numeri quindi – nonostante la vocazione filosofica tipica dell’*agorà* aristotelica – contano, eccome.

**Siamo dunque nell’Iperuranio, per mantenersi in ambito filosofico? Non proprio.** La realtà è che da questo incontro con Majorana abbiamo capito che **i parchi scientifici sono un elemento di raccordo naturale per fare innovazione, ma questo Paese quasi li ignora.** Nel mondo ce ne sono circa 300, ovunque considerati uno strumento eccellente di sviluppo territoriale, ma in Italia siamo indietro e questo provoca non poche frustrazioni in Majorana: «**Non è possibile che all’interno del piano di governo del territorio di Bergamo non si faccia menzione del Kilometro Rosso**» accusa. «**È drammatico che un’amministrazione comunale che abbia a cuore il territorio non si renda conto di questa fetta di Bergamo** che fa innovazione e genera un indotto notevole».

Prosegue Majorana: «**Il Pnrr ha allocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy 380 milioni di euro** **per sviluppare il trasferimento tecnologico**, cioè l’insieme di attività che consentono a chi si occupa di tecnologie di portarle poi sul mercato. **Ecco, noi questo lo facciamo già, è nel nostro Dna**. **Questi soldi però non sono previsti per i parchi tecnologici perché siamo soggetti non riconosciut**i. È frustrante ed è stato allora proposto di creare un albo *ad hoc*. **Siamo in attesa di una risposta dal ministro Urso**. Il tema vero è che se questi denari devono raggiungere le piccole e medie imprese, queste non riescono a interagire con le università se non con dei mediatori, che siamo noi». Anche per questo Majorana lancia un appello: «**Vorrei parlare con il ministro, perché se vogliamo pensare a un Paese nuovo fatto di giovani e per la tecnologia, se vogliamo stare in questo mondo che sta cambiando, dobbiamo smettere di coccolare le pensioni e pensare piuttosto a sviluppare le innovazioni**. Perché solo da qui verrà fuori il futuro».

La conclusione è affidata alla memoria familiare: «**Mio zio Ettore ha insegnato con la sua vita quanto si possa sprecare per non saper comunicare in maniera adeguata. **Io ho cercato di far evolvere questo ammonimento facendolo diventare la mia professione: infatti non sono altro che un comunicatore della tecnica e mi impegno a mettere in relazione soggetti diversi tra loro. **Se Ettore Majorana fosse stato accompagnato da qualcuno capace di decodificare il suo genio con il resto del mondo, saremmo tutti più avanti grazie ai suoi studi**».

di *Renata Sortino *
