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title: "L&#8217;intelligenza artificiale e la romantica solitudine digitale"
description: Grazie all’intelligenza artificiale le aziende della Silicon Valley promettono di trovare il compagno virtuale perfetto
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date: 2025-05-07
author: Francesca Bocchi
url: https://laragione.eu/life/tech/l-intelligenza-artificiale-e-la-romantica-solitudine-digitale/
categories: [Tech]
tags: [AI, intelligenza artificiale]
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# L&#8217;intelligenza artificiale e la romantica solitudine digitale

![Intelligenza artificiale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/Intelligenza-artificiale-1024x639.jpg)

L’epidemia di solitudine ha raggiunto livelli così elevati che alcuni si sono rifugiati nella tecnologia. Grazie all’intelligenza artificiale le aziende della Silicon Valley promettono di trovare il compagno virtuale perfetto

**L’epidemia di solitudine ha raggiunto livelli così elevati che alcuni si sono rifugiati nella tecnologia. Grazie all’intelligenza artificiale le aziende della Silicon Valley promettono di trovare il compagno virtuale perfetto e milioni di utenti si stanno già connettendo tramite** *[chatbot](https://laragione.eu/life/tech/chatbot-di-microsoft-e-preoccupante/)***.** Un’[AI](https://laragione.eu/life/tech/intelligenza-artificiale-nel-cinema/) di accompagnamento, con modelli linguistici e algoritmi che enfatizzano le interazioni sociali, le emozioni e l’imitazione del comportamento umano.

**Dotate di memoria a lungo termine, queste intelligenze artificiali ‘romantiche’ sono capaci di conversazioni intime, sanno generare immagini di coppia, creano foto ricordo.** Alcune offrono anche un’opzione “chiamata” grazie alla quale è possibile comunicare con l’AI telefonicamente. Oltre 10 milioni di utenti vivono momenti più o meno passionali con gli *avatar,* spesso a pagamento. Queste nuove applicazioni si basano su un vecchio meccanismo: la nostra incorreggibile tendenza a umanizzare le macchine. È l’“Effetto Eliza”, dal nome del primo *chatbot *per conversazioni (nato nel 1966). Quasi sessant’anni dopo la tecnologia ha fatto progressi, ma gli esseri umani forse non così tanti.

**Ci sono mariti che si autoassolvono (in fondo non lo considerano un vero tradimento) e c’è chi crea altri personaggi nell’*app* per distrarsi: una seconda fidanzata, un’amica, ma anche una psicologa virtuale.** Il rischio? Perdere l’equilibrio e non sopportare più una realtà che è diventata troppo deludente. Un esempio estremo: l’anno scorso un giovane padre belga si è suicidato dopo ripetute conversazioni con un *chatbot*. Secondo la compagna dell’uomo, sarebbero stati proprio questi colloqui con l’intelligenza artificiale a incoraggiarlo nei suoi propositi suicidi. In Italia il Garante della *privacy* ha fermato un’applicazione di questo tipo chiamata [Replika](https://replika.com/): il suo *chatbot* per il momento non potrà usare i dati personali degli utenti italiani. Senza contare che l’*app* presenta concreti rischi per i minori d’età. Qualcosa su cui riflettere due volte prima di lasciarsi coinvolgere dall’amore con un’intelligenza artificiale.

**Ma come riescono questi *avatar* a risultare irresistibili davanti al loro richiamo?** I *chatbot* vengono prima ‘addestrati’ a *flirtare*, alimentandoli con conversazioni tratte da siti di incontri o letteratura romantica, poi vengono configurati per spingere l’utente a rimanere connesso. Il segreto? Muovere la testa facendo ondeggiare i capelli e rispondere con entusiasmo a qualsiasi richiesta, sia emotiva che sessuale. «Le storie d’amore finiscono male in generale» cantava Les Rita Mitsouko e, per quanto accomodanti possano essere, le ‘*digi-romance*’ non fanno eccezione alla regola. Sui *forum* del *social network* ci sono diverse persone che piangono per la malinconia da *post* aggiornamento: la sensazione di sconforto che li assale dopo che un aggiornamento del *software* ha distrutto la ‘personalità’ del loro *chatbot*. Nonostante l’intelligenza artificiale appartenga alla dimensione virtuale, il dolore che provoca è molto reale perché l’AI appare come un *partner* ideale: disponibile 24 ore al giorno e incrollabilmente devoto.

**Ma possiamo davvero definire *partner* un’intelligenza artificiale? Certamente no.** Legarsi a qualcuno significa correre rischi e l’amore si nutre necessariamente di mancanze, incertezze, persino scontri, che un *robot* non è in grado di provocare. L’AI ‘romantica’ sorvola su questa parte tragica della nostra esistenza emotiva, trasformandola in una potente sicurezza affettiva. Quindi niente di meno, ma nemmeno niente di più. L’*elisir* d’amore? Mantenere sempre l’equilibrio tra i diversi assi della propria vita. Un piede cautamente nel *cyber*, l’altro saldamente in terra.

di *Francesca Bocchi*
