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title: "La reputazione tra Ai e spaccature geopolitiche: l&#8217;esempio di Unipol"
description: La reputazione è una necessità e rappresenta la chiave tra le persone e le aziende. Questo il concetto alla base del lavoro del gruppo Unipol
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date: 2025-12-11
author: Antonio Pellegrino
url: https://laragione.eu/life/tech/la-reputazione-tra-ai-e-spaccature-geopolitiche-lesempio-di-unipol/
categories: [Tech]
tags: [interviste, società, tech]
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# La reputazione tra Ai e spaccature geopolitiche: l&#8217;esempio di Unipol

![reputazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/12/reputazione-1024x639.jpg)

La reputazione è una necessità ed è la reputazione a rappresentare la chiave tra le persone e le aziende. Questo il concetto alla base del lavoro del Gruppo Unipol

Al giorno d’oggi, **la reputazione è una necessità ed è la reputazione a rappresentare la chiave tra le persone e le aziende**. Questo concetto è stato affrontato lo scorso 4 dicembre durante il convegno **“Reputation in Motion – La Reputazione nell’era della Disruption geopolitica e dell’AI”** tenutosi a Milano e organizzato da RepTrak.

Tra i relatori,** il responsabile Media Relations del Gruppo Unipol, Fernando Vacarini**, che ai nostri microfoni ha dichiarato: “Come Unipol crediamo molto nella media company, ci crediamo perché **è cambiato il modo di fare comunicazione**, non è più possibile avere un approccio top down o comunque un approccio dove l'azienda comunica e l'interlocutore recepisce cosa tu fai. **Con l'avvento ovviamente del mondo digitale bisogna avere un tipo di comunicazione molto più lineare, molto più partecipativo**, quindi in qualche modo bisogna ottimizzare il lavoro con i social e creare anche delle strutture di contenuti ad hoc, come per esempio può essere **Changes **nel nostro caso, o anche l'utilizzo dei podcast e dei vodcast”.

Un tema, quello dei nuovi media, che diventa centrale alla luce degli ultimi sviluppi nel campo dell’informazione e della percezione, da parte del pubblico, delle grandi realtà aziendali.

Da qui** il ruolo delle media company strutturate**, nel caso specifico illustrato da Vacarini, in questo modo: “**La media company si compone di vari elementi: da un lato tutto ciò che è tradizionale perché non ci dimentichiamo che, pur essendo cambiato il paradigma della comunicazione, alcuni elementi rimangono imprescindibili come per esempio il comunicato stampa. Ma accanto a questo chiaramente utilizziamo i canali social**, in particolare X, Instagram, TikTok e oltre a questi abbiamo dato vita ad** un blog che si chiama Changes che ha poi delle edizioni cartacee in uscita due volte l'anno**; a questi abbiamo aggiunto i podcast e i vodcast, questo perché chiaramente un ecosistema deve essere quanto più possibile completo, anche perché i linguaggi e i target devono essere adatti e adattabili al target di riferimento”.

Una realtà che, stando alle parole di Vacarini, impatta il discorso della reputazione: **“La reputazione, chiaramente, diventa un elemento imprescindibile della media company perché se è vero che ci sono tutta una serie di strumenti che servono per raggiungere i vari target di comunicazione è altrettanto vero che tutto ciò lo facciamo per avere una reputazione a livello molto alto, perché questa è un asset intangibile, forse il più importante che un'azienda possa avere**, e chiaramente il sapere utilizzare tutti gli strumenti insieme come media company contribuisce a rendere la reputazione del nostro Gruppo molto forte”.

L’esempio di Unipol ci viene spiegato ulteriormente da **Paola Rosso, Responsabile Corporate Reputation and Digital PR del Gruppo Unipol**: “Unipol ha avviato il suo programma di reputation management nel 2014, **siamo quindi a 12 anni di tracking dei dati che ci permettono di monitorare l'aumento della reputazione del Gruppo Unipol in maniera precisa, direi anche strutturale e pressoché scientifica**. È un programma che abbiamo avviato in collaborazione con il risk management del Gruppo. È un programma caratterizzato da un approccio integrato e da **un approccio multi-stakeholder del quale siamo effettivamente molto orgogliosi perché posso veramente dire che si tratta di un caso di studio interessante e forse anche unico nel panorama nazionale**”.
