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title: L’algoritmo in redazione
description: Giornalismo robotizzato. L’intelligenza artificiale entra in redazione e sloggia i giornalisti, compresi caporedattori e direttori.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Intelligenza-artificiale.png
date: 2021-10-25
author: Edoardo Fleischner
url: https://laragione.eu/life/tech/lalgoritmo-in-redazione/
categories: [Tech]
tags: [giornalismo, lavoro, tecnologia]
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# L’algoritmo in redazione

![L’algoritmo in redazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Intelligenza-artificiale.png)

Giornalismo robotizzato: l’intelligenza artificiale entra in redazione e sloggia i giornalisti, compresi caporedattori e direttori. Il bivio sostituzione/collaborazione si prospetta a ogni arrivo di robot con intelligenza artificiale che insidi il posto di lavoro degli umani.

**L’intelligenza artificiale entra in redazione e sloggia i giornalisti** – compresi caporedattori e direttori – perché ormai scrive articoli perfetti che il lettore non riesce proprio ad attribuire a una macchina (di chi è il copyright?). Si ricorda che il “**teorema della scimmia infinita**” afferma che se una scimmia batte a caso i tasti di una tastiera per un tempo infinitamente sufficiente riuscirà a comporre la Divina Commedia (o un’opera di Shakespeare).

La prospettiva non apocalittica è, invece, che **l’intelligenza artificiale** diventi la più stretta, fedele, infaticabile e irrinunciabile alleata delle redazioni d’ogni testata e dei suoi editori. Il bivio **sostituzione/collaborazione** si prospetta a ogni arrivo di **robot con intelligenza artificiale** che insidi il posto di lavoro degli umani (operai, trader, giudici, giornalisti et cetera): prima o poi lo perdono, oppure si alleano.

Da quando, una dozzina d’anni fa, **l’intelligenza artificiale** ha fatto capolino presso **gli editori di giornali** si è scelto di imboccare la strada della convivenza. Soprattutto negli Stati Uniti (ma anche in Svezia, Francia, Spagna, Cina, con più cautela in Italia), **i robot-giornalisti** sono già stati assoldati da grandi editori e agenzie di stampa, come la Associated Press, per scrivere, velocissimi, i lanci di economia, finanza, sport, risultati elettorali, meteo e traffico.

Come nelle **fabbriche 4.0**, l’idea prevalente è di far fare ai robot il lavoro noioso e ripetitivo e lasciare agli umani le inchieste, il debunking, le ricerche (dove però il robot fa il data mining a caccia di dati coerenti) e i prodotti multimediali. La stessa Ap ha vinto il premio Pulitzer per un’inchiesta fatta a quattro mani con l’intelligenza artificiale. Certo, perché la **coppia giornalista-robot** lavori in massima sintonia ed efficienza occorre che il partner umano acquisisca una qualche abilità con gli algoritmi e magari con le reti neurali.

Per questo già pullulano i corsi ad alto livello per i giornalisti che vogliano usare l’intelligenza artificiale. Date le basse disponibilità economiche, insufficienti per assumere tanti umani, i piccoli editori imbarcano **robot-giornalisti per ampliare la redazione e curare le notizie d’agenzia**. Ci sono poi i freelance e i blogger che lavorano un tanto al pezzo e dunque più scrivono più incassano.

In questo caso uno strumento come **Jervis AI**, un assistente tutto intelligenza artificiale, può raddoppiare la produttività. È un **robot** che ha letto circa il 10% di ciò che si trova su Internet (miliardi di pagine), che finisce le frasi con lo stesso stile e approccio dato dal giornalista, lo tiene alla larga da involontari plagi, è un ottimo portatore d’acqua appena ‘capisce’ qual è l’argomento affrontato, è convincente nell’area marketing, nelle introduzioni e nelle conclusioni d’un articolo.

**Ha, per ora, i suoi limiti**: non è un editor, non è aggiornatissimo, non è un fact checker. Guardando (distopicamente) oltre la collina, **i giornalisti umani sembrano comunque destinati a essere sostituiti dagli umanoidi intelligenti**. Fra un secolo (forse molto meno) ci potremmo trovare a leggere testate di carta stampata, radiofoniche, televisive e del web create solo da grandi quantità di algoritmi, inclusi robot direttori, giornalisti, conduttori e anchorman. Con l’editore, anche lui robot, bon vivant, a godersi il sole su un pendio di Marte.

 

di *Edoardo Fleischner*
