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title: Inventando quel che altri già scrissero
description: Per essere definito tale, il Metaverso deve avere 6 caratteristiche ben precise. Ma non tutte sono rispettate nel progetto di Zuckerberg.
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date: 2021-11-18
author: Rudy Bandiera
url: https://laragione.eu/life/tech/le-caratteristiche-del-metaverso/
categories: [Evidenza, Tech]
tags: [metaverso, tecnologia]
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# Inventando quel che altri già scrissero

![le caratteristiche del metaverso](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-41.png)

Per essere definito tale, il Metaverso deve avere 6 caratteristiche ben precise. Ma non tutte sono rispettate nel progetto di Zuckerberg.

«Quindi, Hiro non è affatto lì dove si trova, bensì in un universo generato dal *computer* che la macchina sta disegnando sui suoi occhialoni e pompando negli auricolari. Nel gergo del settore, questo luogo immaginario viene chiamato Metaverso. Hiro trascorre molto tempo nel Metaverso. Lo aiuta a dimenticare la vita di merda del D-Posit».

Le parole che avete letto sono di** Neal Stephenson che nel 1992 ha scritto “Snow Crash”,** uno strabiliante romanzo *cyberpunk* nel quale per la prima volta si è parlato di Metaverso. Mark Zuckerberg, quindi, non ha inventato nulla.

Secondo un articolo di Matthew Ball scritto a gennaio 2020, ovvero in tempi non sospetti, per essere tale il Metaverso** dovrebbe soddisfare alcune caratteristiche peculiari.** Deve rivelarsi **prima di tutto persistente,** ovvero non ripristinabile alle ‘condizioni di fabbrica’: nessuna pausa o termine ma un continuo, indefinitamente. Poi dev’essere **un’esperienza ‘vivente’ che esiste coerentemente per tutti e in tempo reale,** ovvero un mondo sincrono come la vita reale.

È poi fondamentale che non ci sia alcun limite agli utenti simultanei, fornendo allo stesso tempo e a ciascun utente un senso di presenza individuale: **tutti possono essere parte e partecipare a uno specifico evento/luogo/attività,** dando così vita a un’economia pienamente funzionante in cui poter vendere ed essere ricompensati per una gamma ampia di lavori che producono valore.

Il quinto punto definisce il fatto che il Metaverso è una sorta di abbraccio tra vita reale e vita digitale, con la possibilità di fare tutto con tutto, ovvero **l’interoperabilità totale di dati, oggetti, risorse, contenuti e così via.** Per fare un esempio, l’abbigliamento che usa il tuo *avatar* in Facebook dovrebbe funzionare per giocare a Fortnite o poter essere regalato a un amico presente su Twitter. A questo si aggiunge l’ultimo punto fondamentale, ovvero che il Metaverso deve essere popolato da **contenuti ed esperienze creati e gestiti da una gamma incredibilmente ampia di contributori.**

A ben guardare questi punti sono perfettamente rispecchiati in qualcosa che esiste già da tempo – in Internet o addirittura nel vetusto Second Life – piuttosto che nello zoppo **Metaverso di Facebook, al quale mancano diverse caratteristiche per essere definito tale.**

Forse dovremmo pensare al Metaverso non come a un prodotto o a un luogo, ma piuttosto come al momento in cui la nostra vita digitale ‘vale più’ della nostra vita fisica. Ci stiamo già muovendo verso il Metaverso e probabilmente non noteremo il momento esatto in cui inizieremo a passarci la maggior parte del nostro tempo. Forse nel Metaverso ci siamo già.

di *Rudy Bandiera*
