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Le città del futuro sono già qui

Le “città del futuro”, sostenibili e senza traffico, si trovano in Giappone, in Arabia Saudita e negli USA, dove a Las Vegas, per esempio, c’è un tunnel sotterraneo solo per le Tesla. Non mancano però i detrattori, che ne mettono in dubbio sicurezza e praticabilità

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Le città del futuro sono già realtà in alcune parti del mondo. L’Arabia Saudita, il Giappone e gli Stati Uniti, grazie al visionario Elon Musk, si stanno impegnando verso un comune obiettivo: la decarbonizzazione legata alla mobilità. Non senza intoppi, tanto che i primi problemi sembrano mettere in dubbio la praticabilità dei progetti, che prevedono la realizzazione di città sotterranee per il flusso del traffico su 4 ruote.

L’altro giorno, per esempio, è circolato un filmato di un automobilista a bordo di una Tesla che, nello strettissimo tunnel del futuro costruito da Musk nella città di Las Vegas, si imbatte in una pericolosa frenata a causa di un ingorgo all’uscita del percorso. 

Diventato virale sui social ha scatenato dibattiti sulla reale utilità di questi tunnel – definiti da molti utenti una trappola mortale – relativamente alla loro sicurezza in caso di incendio.

Sul sito l’azienda di Musk, la Boring Company, rassicura gli utenti: lungo il percorso sono alloggiate uscite di emergenza, apparecchi per rilevare e sopprimere incendi e sistemi di comunicazione con le autorità, oltre ad un sistema di ventilazione bidirezionale in grado di diradare il fumo.

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman già nel 2017 aveva annunciato di voler realizzare entro il 2025 la più grande “smart city” del mondo lungo la costa del Mar Rosso: “The Line”, lunga 170 km senza strade, auto ed esente da anidride carbonica. Un progetto per cui sono stati stanziati già 500 miliardi di dollari coinvolgendo numerosi investitori. Tuttavia i lavori sembrano andare a rilento sia per motivi economici sia per i forti dubbi sulla sua realizzazione; ad oggi infatti sono stati impiegati solo un 1 miliardo di dollari. 

Se il progetto NEOM (una fusione del prefisso neo, che in greco significa “nuovo”, con la parola araba mustaqbal, “futuro”) si svilupperà sotto terra per un totale di 3 livelli complessivi:

  • il piano -2 destinato ai trasporti super veloci che permetteranno di raggiungere qualunque destinazione prescelta in meno di 20 minuti.
  • il piano -1 spazio impegnato dai veicoli privati elettrici 
  • a livello 0 saranno presenti gli edifici progettati attorno all’uomo, alla natura e al benessere fisico.

L’Arabia Saudità però non è la sola a pianificare la città perfetta. Infatti, il colosso della produzione di auto Toyota sta costruendo la “Woven City”, questo è il nome della città del futuro, situata alla base del monte Fuji in Giappone nell’area dell’ex stabilimento della Toyota da 70 ettari. Il progetto urbanistico della città sarà destinato ad accogliere 2000 abitanti, tra cui per primi i dipendenti della Toyota Motor Corporation e le loro famiglie, le coppie in pensione, i rivenditori e i partner del settore. 

Gli edifici saranno costruiti in legno per ridurre al minimo le emissioni CO2 e dotate di intelligenza artificiale per monitorare lo stato di salute delle persone. Case alimentate da elettricità fornita da celle a combustibile idrogeno e pannelli solari. 

Una realtà che dovrebbe diventare un terreno di prova per testare la guida autonoma, i robot e l’intelligenza artificiale. Il modello che più verrà utilizzato per gli spostamenti nella cittadina sarà e-Palette, lo stesso mezzo elettrico che è stato usato durante le Olimpiadi di Tokyo 2020 per le corse a ciclo continuo verso il villaggio olimpico. 

Indipendentemente dai risultati più o meno soddisfacenti di questi ambiziosi progetti resta importante la volontà di indirizzarsi verso la sostenibilità e la produzione di energie da fonti rinnovabili.

di Marco Mauri

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