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title: Le startup si moltiplicano e diversificano
description: "Da qualche mese si sono affacciati nel panorama delle startup – oltre agli ‘unicorni’ – i donkeycorns: aziende con due o tre dipendenti"
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date: 2025-07-10
author: Nicoletta Prandi
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categories: [Tech]
tags: [tech]
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# Le startup si moltiplicano e diversificano

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Da qualche mese si sono affacciati nel panorama delle startup – oltre agli ‘unicorni’ – i *donkeycorns*: aziende agili, con due o tre dipendenti, che lavorano come muli

**Si possono già fotografare i primi effetti misurabili di una delle rivoluzioni forse più impattanti delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale**, cioè la possibilità di programmare da soli – senza alcuna competenza di base – con le *app* di *vibe* *coding*. La loro effettiva adozione (l’invenzione da sola non basta) **sta infatti generando un domino di novità interessanti da conoscere per qualsiasi studente e lavoratore.**

Iniziamo dai dati: **un recente rapporto Pwc ha rilevato che tra il 2019 e il 2024 la richiesta di titoli di laurea per le professioni più esposte al rischio di automatizzazione, *in primis* l’ingegneria del *software*, è diminuita di 9 punti (dal 53 al 44%)**. E riguarda anche i Paesi europei, analizzati insieme a Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia. Le competenze ricercate per tali profili, afferma l’analisi, rispetto all’anno scorso stanno cambiando il 65% più velocemente se paragonate a quelle richieste per gli altri lavori. **Attenzione: non è il segno della scomparsa di posti di lavoro. È invece l’inizio di una probabile ridistribuzione di competenze, in futuro richieste anche ad altri profili.** Un’analisi che trova conferma nella realtà, se si guarda a cosa sta accadendo alle *startup*.

**Da qualche mese si sono affacciati sul panorama – oltre agli ‘unicorni’ (società che raggiungono una valutazione di almeno un miliardo di dollari) – i *donkeycorns* **(*donkey *in* *inglese* *significa asino): si tratta di aziende agili, con due o tre dipendenti al massimo, **che lavorano come muli e fanno festa come gli unicorni, fatturano cioè milioni perché accorciano le fasi di sviluppo e di *test*.** Alti ricavi, nel modello tradizionale, sono possibili soltanto dopo aver assunto ingegneri, trascorso mesi a sviluppare un prototipo di prodotto e affrontato i *test* di mercato. **Con il *vibe coding* dai mesi si passa ai giorni.**

**Potenzialmente ce n’è per tutti: consulenti, professionisti, negozi, in pochi *click* possono creare piattaforme *online* per valorizzare i propri servizi.** Praticamente c’è un minimo sforzo di apprendimento iniziale e qualche accortezza per la sicurezza *cyber* e la *privacy*, da tenere sempre di più in conto a mano a mano che il prodotto diventa complesso. **La *startup* Audos, basata a New York, punta a lanciare in questo modo 100mila aziende l’anno: tra le centinaia di imprese già create ci sono quelle di un meccanico che vuole aiutare i clienti nei preventivi**, di allenatori virtuali di golf e persino di pompe funebri.

**Avviare una *startup* sembra insomma sempre meno una corsa verso la Silicon Valley e sempre più l’apertura di un’attività familiare, potenziata dalla tecnologia. **Le implicazioni del nuovo modello sono positive anche per il *venture capital*, che ha nuove prospettive come la possibilità di diversificare gli investimenti finanziando la ‘manifattura’ e non più soltanto la progettazione iniziale. **E poiché tutto è correlato, nuove capacità diventeranno fondamentali: l’autonomia e la creatività nell’ambito della propria specializzazione, ma anche la volontà di imparare rapidamente e mettersi alla prova**. Nel lungo periodo, poi, potrebbero prendere piede scuole professionalizzanti sull’AI, alternative alle università.

**Siamo contemporaneamente all’alba dell’era delle opportunità per i generalisti e per gli specialisti: i primi possono testare rapidamente se un’idea ha successo, grazie alla tecnologia.** I secondi, a parere di chi scrive, possono avere una marcia in più: se costruire prodotti diventa economico, sapere come possono soddisfare bisogni in un settore specifico – e in modo innovativo – diventa all’improvviso prezioso.

di *Nicoletta Prandi*
