---
title: Libertà, algoritmi e provocatori
description: Libertà, algoritmi e provocatori. Il caso dell’intelligenza artificiale di X, Grok, è tutto tranne che un momento di follia dell’algoritmo.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/Liberta-algoritmi-e-provocatori-1024x639.jpg
date: 2025-07-11
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/tech/liberta-algoritmi-e-provocatori/
categories: [Tech]
tags: [Musk, social media]
---

# Libertà, algoritmi e provocatori

![Libertà, algoritmi e provocatori](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/Liberta-algoritmi-e-provocatori-1024x639.jpg)

Libertà, algoritmi e provocatori. Il caso dell’intelligenza artificiale di X, Grok, è tutto tranne che un momento di follia dell’algoritmo

**La comunicazione digitale assomiglia purtroppo sempre più a una trappola a più livelli. **Come nei giochi di ruolo della nostra infanzia, quelli riportati in auge dal successo planetario di una serie come Stranger Things, in cui i protagonisti devono affrontare mostri e incubi via via più forti e complessi, quanto più ci si addentra nell’avventura.

Tornando alla realtà, se si prova a essere protagonisti del dibattito pubblico via social, il singolo utente - blandito da pompose promesse di libertà assoluta di parola - viene sospinto lungo un sentiero preordinato. Proprio come nei dungeon delle avventure di cui sopra, sono rabbia, esagerazioni e politicamente scorretto gli elementi base e - purtroppo - ormai sempre più familiari. Scarseggiano gli eroi positivi della fantasia, in verità.

**Troppo comodo prendersela con l’algoritmo, come se fossimo davanti a un’intelligenza artificiale in stile Matrix**, indipendente da qualsiasi programmazione o facoltà di indirizzo saldamente nelle mani dei padroni del vapore.** Il caso dell’intelligenza artificiale di X, Grok, “impazzita” al punto da esaltare il ruolo di Adolf Hitler come difensore dell’uomo bianco perseguitato è tutto tranne che un momento di follia dell’algoritmo**. È un punto di caduta, di sicuro sfuggito di mano ma non per questo inconsapevole, di una programmazione lucida.

Volta a indirizzare le risposte dell’Ai lì dove il capo vuole. E questo “dove” è davanti ai nostri occhi: basterà ricordare l’entusiastico appoggio di [Elon Musk](https://laragione.eu/esteri/trump-snobba-musk-crea-il-terzo-partito-ridicolo/)a tutti i movimenti di estrema destra o cripto nazisti in giro per l’Europa.
Liberandosi del fastidioso ingombro della legge e dei limiti imposti da reati come la diffamazione o la calunnia al poter distruggere la vita altrui.

Pensare di lasciare mezzi di questa potenza e pervasività al di fuori di ogni controllo significherebbe condannare a lenta agonia qualsiasi sistema democratico.
Per essere chiari, qui siamo ben oltre il tema già di per sé cruciale della raccolta e dell’uso dei dati personali, siamo nella sfera della formazione e del controllo del pensiero.

Volete una prova? Esistono (sempre più numerosi) i provocatori di professione del nemico di turno. Per estenuarlo, portarlo al punto di ebollizione e farlo esplodere.
È gente che abbonda nell’universo social e al riparo degli algoritmi ha scovato un motivo della propria esistenza. L’onnipresenza social, la forza indiscutibile e senza dubbio affascinante della comunicazione digitale li ha fatti debordare ben oltre i confini di Instagram, TikTok o Facebook.

Hanno conquistato seggi in Parlamento, pesano nei partiti. Hanno solo nemici, perlopiù immaginari e di comodo e degli avversari non sanno che farsene perché in quel caso toccherebbe parlare, ragionare e argomentare. Azioni all’evidenza fuori dalla loro portata.
Non ci rassegniamo a lasciare questi spazi di libero confronto nelle loro mani.
Ci sono e ci saranno, ma anche noi.

Di* Fulvio Giuliani*
